fonte: Eu-Osha
Il nuovo rapporto dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) riaccende i riflettori su una categoria professionale spesso trascurata ma cruciale per il welfare europeo: i prestatori di assistenza domiciliare. La relazione Home care workers – a comprehensive overview of occupational safety and health risks mette in evidenza come il lavoro svolto nelle abitazioni private, lontano dai tradizionali luoghi di controllo e supervisione, esponga gli operatori a una combinazione complessa di rischi fisici, organizzativi e psicologici.
Dolori muscolo-scheletrici dovuti alla movimentazione dei pazienti, carichi emotivi elevati, orari frammentati e condizioni di impiego precarie emergono come le principali criticità. Il documento insiste sull’urgenza di politiche di prevenzione più solide e su un coinvolgimento attivo dei lavoratori nella definizione delle misure di tutela, ricordando che la sicurezza diventa realmente efficace solo quando nasce dalla partecipazione.
Accanto alla relazione principale, l’EU-OSHA pubblica sei studi di caso che illustrano esperienze concrete adottate in diversi Paesi dell’Unione. Le soluzioni esaminate spaziano dagli approcci ergonomici per ridurre lo sforzo fisico, ai modelli organizzativi che valorizzano l’auto-gestione dei team, fino alle riforme normative mirate a rafforzare diritti e condizioni contrattuali. Completa il quadro un documento programmatico che offre raccomandazioni operative per decisori politici, datori di lavoro e servizi territoriali.
Insieme, questi materiali propongono un messaggio chiaro: investire nella sicurezza e nella salute dei prestatori di assistenza domiciliare non è solo un obbligo etico e giuridico, ma una condizione essenziale per garantire servizi di qualità e per sostenere la crescente domanda di cure domiciliari in tutta l’UE.

