
Con riferimento alle Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, emanate lo scorso anno dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, la Regione Liguria ha emanato una Delibera e un’Ordinanza in cui definisce i criteri di tutela per tutti i lavoratori potenzialmente esposti [1] e, in particolare per il settore edile e agricolo florovivaistico (in presenza di determinate condizioni [2]), prevede l’interruzione dell’attività lavorativa dalle ore 12.30 alle 16,00.
A seguito di tali disposizioni (analogamente emanate in quasi tutte le Regioni) la Regione Liguria ha ritenuto di dover dare concretezza al proprio impegno a tutela dei lavoratori progettando una Campagna informativa rivolta al settore portuale.
La Regione Liguria, l’INAIL e l’autorità di sistema del Mar Ligure Occidentale e Orientale (Protocollo d’intesa del 20 maggio 2026) hanno quindi promosso una Campagna informativa sulle patologie da calore e da esposizione a radiazione solare nei luoghi di lavoro. La Campagna è rivolta sia ai lavoratori delle aree portuali sia ai datori di lavoro ai quali sono stati dedicati strumenti informativi specifici.
L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione sul rispetto delle indicazioni per la gestione del rischio caldo disponibili sulla piattaforma previsionale Inail-Cnr Worklimate 3.0, nelle deliberazioni e nelle ordinanze regionali.
Worklimate 3.0.
Worklimate 3.0 – Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme (BRIC 2025) è il progetto di cui abbiamo parlato più volte che si inserisce nel percorso di ricerca e innovazione avviato con i precedenti progetti Worklimate (BRIC 2019) e Worklimate 2.0 (BRIC 2022), con l’obiettivo di rafforzare le conoscenze e gli strumenti di prevenzione sugli effetti delle temperature estreme sulla salute, sulla sicurezza e sulla produttività dei lavoratori.
La Piattaforma previsionale di allerta che opera nell’ambito del progetto, disponibile su tutto il territorio nazionale, fornisce previsioni del rischio caldo:
- per vari profili di lavoratori
- sulla base dell’ordinanza “anti-caldo” a tutela dei lavoratori esposti in vigore in alcune regioni italiane
- per le aree in cui è possibile il superamento di una temperatura massima giornaliera di 35 °C
Oltre all’italiano, lo strumento è disponibile in sei lingue, tra cui arabo, rumeno, albanese e hindi.
I materiali informativi realizzati per la Campagna – due opuscoli un video e una locandina – sono diffusi nelle aziende con il contributo delle Aziende sanitarie locali, sui canali social e sui siti istituzionali.
La Locandina di presentazione della Campagna richiama prioritariamente l’attenzione sulla gestione del caldo in quanto rischio per il quale vanno quindi previste:
- specifica valutazione
- procedure di gestione
- analisi delle previsioni meteo
- organizzazione e programmazione del lavoro conseguente.
L’Opuscolo rivolto ai lavoratori ricorda le caratteristiche dei rischi connessi all’esposizione prolungata al sole, ovvero:
- effetti immediati, come eritemi e ustioni
- ma anche l’aumento del rischio di sviluppare tumori della pelle a causa dell’azione cumulativa dei raggi ultravioletti (UV)
- e l’associazione alte temperature e infortuni sul lavoro.
L’Opuscolo fornisce:
- indicazioni per i lavoratori del porto per prevenire il rischio climatico da caldo eccessivo:
- Bevi acqua frequentemente
- Fai pause regolari
- Indossa abbigliamento leggero e Dpi idonei
- Evita sforzi intensi nelle ore più calde
- Lavora in squadra e controlla i colleghi
- Riconosci i sintomi del caldo e e segnala subito
- Segui le indicazioni aziendali
- Informati e monitora le condizioni meteo
- indicazioni per migliorare la percezione dei sintomi e favorirne la segnalazione
È evidente come le indicazioni rivolte ai lavoratori presuppongano un impegno nella gestione del rischio da parte dell’azienda. Come sarebbe possibile altrimenti per il singolo lavoratore, senza l’impegno del datore di lavoro (disposto a introdurre modifiche organizzative):
- “programmare le attività più faticose nelle ore più fresche (mattino presto e tardo pomeriggio)”?
- fare “pause frequenti in zone ombreggiate o climatizzate per recuperare e reidratarsi?”
L’impegno aziendale d’altronde è legato alla sensibilità territoriale da parte delle istituzioni e del sistema produttivo locale: da qui l’importanza della Campagna condotta in Liguria nelle aree portuali, che ci auguriamo coinvolga anche le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, le autorità portuali.
L’Opuscolo rivolto ai datori di lavoro ricorda preliminarmente come i datori di lavoro abbiano l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori compresi quelli legati al microclima e allo stress termico, adottando misure di prevenzione e gestione delle emergenze (art.3 comma 2 del D.Lgs.81/2008). Si sottolinea inoltre come le procedure aziendali la consultazione delle previsioni meteo e l’organizzazione del lavoro siano elementi centrali delle azioni di prevenzione. Viene fornito quindi al datore di lavoro un Decalogo in 10 mosse per prevenire stress da caldo ed esposizione e pertanto:
- nomina un responsabile
- valuta i rischi
- effettua la sorveglianza sanitaria
- forma e informa i lavoratori
- garantisce idratazione e protezione personale
- organizza i turni nelle ore più fresche
- prevede pause all’ombra
- favorisce l’acclimatazione
- promuove il controllo reciproco
- prepara un paino di emergenza.
Nel Decalogo sono previste misure e modalità di gestione del rischio tradizionali insieme a misure specifiche connesse a questo specifico rischio come, ad esempio:
- “aumenta gradualmente il carico di lavoro per chi è nuovo o rientra da un’assenza o affronta la prima giornata moto calda”
- “assicura aree ombreggiate o climatizzate per le pause e il recupero favorendo il raffreddamento e la reidratazione
NOTE
[1] “…in tutte le lavorazioni all’aperto e nelle lavorazioni che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne, è raccomandato il rispetto delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, citate in premessa.”
[2] “Qualora, nonostante l’adozione di specifiche misure di prevenzione… lo stress da calore comporti rischi rilevanti per la salute del lavoratore, limitatamente ai giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet http://www.worklimate.it/scelta-mappa/soleaattivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12.00, segnali un livello di rischio ‘ALTO’”.

