
“Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali continuano a pesare sull’economia italiana?”
A questa domanda risponde lo studio pubblicato dall’INAIL [1] nel mese in corso: Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia, registrato nel 2023.
Il tema dei costi della prevenzione e della mancata prevenzione è da alcuni anni/decenni oggetto di attenzione tra gli esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, oggetto di studi, di ricerche e di iniziative premiali. Obiettivo di questo impegno è convincere le imprese che prevenire non è solo una questione di obblighi legislativi e sanzioni da evitare, ma piuttosto la conquista di una cultura di impresa capace di includere il benessere dei lavoratori tra i fattori di successo dell’azienda (con le ricadute sul piano economico che ne conseguono), oltre a voci di costo significativamente ridotte o potenziate a seconda dell’entità degli investimenti nel campo della prevenzione, ma soprattutto a seconda di quando vengono messi in campo.
… la presente pubblicazione [2] analizza il costo sociale ed economico degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2023, a distanza di quattordici anni dall’ultima valutazione che la Consulenza Statistico Attuariale dell’INAIL aveva condotto sull’annualità 2009, evidenziando i principali fattori che hanno inciso sulla valutazione.
I ricercatori dell’Istituto evidenziano come siano cambiati dal 2009 ad oggi le caratteristiche degli infortuni, così come le funzioni dell’INAIL
nonché le varie riforme attuate e le tante iniziative indirizzate a potenziare l’attività di vigilanza, gli investimenti nella prevenzione, le risorse destinate alle prestazioni, alla ricerca, al reinserimento socio lavorativo e alla digitalizzazione, che hanno rafforzato il ruolo dell’Istituto in diversi ambiti del welfare, hanno inciso significativamente sull’attuale stima dei costi, modificandone la composizione e il suo valore in termini di impatto sul PIL.
Alcuni dati
In Italia nel 2023 il costo complessivo degli eventi lesivi è pari a 49 miliardi di euro, corrispondente al 2,3% del PIL nazionale.
Dall’emanazione del D.Lgs.81/2008 ad oggi gli infortuni sono diminuiti di quasi il 40%.
Questo ha comportato una riduzione del costo complessivo di circa 14 miliardi di euro rispetto alla valutazione condotta sui dati del 2009.
Nell’Introduzione i ricercatori Inail richiamano le note voci di costo connesse agli infortuni distinguendo:
- a) costi diretti (evidenti)
Sono quelli immediatamente riconoscibili e più facilmente misurabili, tra questi:
- i costi assicurativi, cioè i premi versati dalle aziende per la copertura degli infortuni
- le spese sanitarie sostenute dal SSN
- il costo delle prestazioni economiche e sanitarie erogate in seguito all’evento lesivo
- b) costi indiretti (non evidenti)
Sono costi spesso “nascosti”, che non emergono immediatamente, ma che possono incidere in misura significativa sul bilancio aziendale, tra questi:
- i primi soccorsi e la gestione immediata dell’emergenza
- la diminuzione di produttività, anche a causa di danni a macchinari o attrezzature
- i tempi necessari per la formazione e l’inserimento di un sostituto
- il danno d’immagine per l’azienda
- i salari e gli straordinari pagati durante il periodo di assenza del lavoratore
- l’addestramento del sostituto
- i costi amministrativi e legali legati alla gestione dell’infortunio.
Lo studio prende in considerazione per la stima dei costi legati all’infortunio tre componenti: costo assicurativo, prevenzionale, costo conseguente non assicurativo.
Costo assicurativo
Il costo assicurativo corrisponde a quanto pagato dalle aziende per la copertura del rischio, a cui sono esposti i lavoratori.
Per il 2023 il costo assicurativo è stato in Italia complessivamente per malattie e infortuni di 12,5 miliardi di Euro, articolato come nella Tabella che segue.
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Anno 2023 |
Infortuni sul lavoro | Malattie professionali |
Totale |
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Costo assicurativo |
8.460 | 4.044 |
12.504 |
Il costo prevenzionale
Per costo prevenzionale si intendono le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e tutte le spese sostenute sia in fase di impianto dell’attività lavorativa quanto in corso di produzione, finalizzate alla salute e sicurezza dei lavoratori, quali ad esempio sistemi di sicurezza, dispositivi di protezione individuali, corsi di formazione, ecc.
Per l’anno 2023 i costo prevenzionale è stato di 23,3 miliardi di euro articolato come nella tabella che segue.
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Anno 2023 |
Infortuni sul lavoro | Malattie professionali |
Totale |
| Costo prevenzionale |
18.131 |
5.150 |
23.281 |
Il costo conseguente non assicurativo
Il costo conseguente non assicurativo è costituito da tutte le altre spese generate dal verificarsi dell’evento lesivo. Tali costi riguardano quelli che rimangono a carico dell’azienda, ma anche della vittima e sono valutabili principalmente in termini di perdita di produzione e di produttività.
L’ammontare complessivo di tale costo, calcolato nel 2023 sulla totalità dei 27,7 milioni di lavoratori, è risultato di circa 13,4 miliardi di Euro.
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Anno 2023 |
Infortuni sul lavoro | Malattie professionali |
Totale |
| Costo conseguente |
9.447 |
4.006 |
13.453 |
Ammontare delle tre voci di costo
Se consideriamo tutte e tre le voci di costo abbiamo complessivamente per infortuni e malattie professionali nel 2023 un ammontare di 49,2 miliardi di euro. Tale dato rappresenta il 2,31% del PIL del 2023, in diminuzione rispetto alle precedenti elaborazioni che vedevano il costo complessivo pari a circa il 3% del PIL.
L’analisi per le tre voci di costo permette di vedere il nesso tra azioni di prevenzione (e relativi impegni di investimento sia aziendali che istituzionali) e ricadute sui costi conseguenti agli eventi e sui costi complessivi.
Interessante in merito è il Grafico 1 che illustra la distribuzione percentuale del costo complessivo degli infortuni e delle malattie professionali per tipologia di costo, da cui si deduce come dal 2003 al 2023 sono aumentati i costi prevenzionali passati dal 31% al 47% del dato complessivo dei costi, e di conseguenza il costo conseguente non assicurativo (i costi conseguenti agli eventi lesivi) è diminuito passando dal 43% al 27 % , mentre il costo assicurativo è rimasto costante al 26%.
Mentre dal Grafico 2, che descrive l’andamento del costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali per tipologia di costo – Anni 2003-2005-2007-2009-2023, si deduce che con il crescere del costo prevenzionale diminuisce il costo complessivo.
La tabella che segue permette infine un confronto 2009/2023 rispetto alla percentuale sul Pil e rispetto alla composizione percentuale per tipologia di costo: si conferma la crescita nel 2023 dei costi prevenzionali, la diminuzione del costo conseguente non assicurativo, con analogo riflesso sul Pil.
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Confronto 2009-2023 |
%Pil 2009 | %Pil 2023 | Composizione % 2009 |
Composizione percentuale 2023 |
| Costo assicurativo |
0,80% |
0,59% | 25% |
26% |
| Costo prevenzionale |
0,95% |
1,09% | 30% |
47% |
| Costo conseguente non assicurativo |
1,41% |
0,63% | 45% |
27% |
| Costo complessivo |
3,16% |
2,31% | 100% |
100% |
Costo medio per evento
Per quanto riguarda il costo medio degli infortuni è intorno ai 33.000 euro ad evento, Il costo medio delle malattie professionali si attesta invece intorno ai 61.000 euro ad evento.
Alla luce dei dati sopra descritti sembra esserci un’evoluzione positiva nella composizione dei costi connessi alla prevenzione e al benessere lavorativo, anche se risulta non pienamente convincente il criterio di composizione del costo prevenzionale per la componente privata.
Mentre emerge inevitabile la domanda: come mai questi risultati positivi non hanno nessuna ricaduta sulla diminuzione degli infortuni mortali?: deve esserci una falla nel sistema che, nonostante i progressi che sembrano emergere anche da questo studio dell’Inail, ci sfugge o di cui non teniamo conto.
NOTE
[1] INAIL, Consulenza statistico attuariale.
[2] Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia, INAIL, Consulenza statistico attuariale, settembre 2026.

