Dimissioni per fatti concludenti: oltre 25.000 comunicazioni nei primi 18 mesi di applicazione

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fonte: INL


Il primo bilancio della nuova disciplina

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato il primo monitoraggio sull’applicazione della disciplina delle dimissioni per fatti concludenti, introdotta dal Collegato Lavoro ed entrata in vigore il 12 gennaio 2025. Nei primi diciotto mesi sono state trasmesse oltre 25.000 comunicazioni agli Ispettorati territoriali del lavoro, a conferma della diffusione del nuovo istituto su tutto il territorio nazionale.

Quando si applicano le dimissioni per fatti concludenti

La disciplina riguarda i casi di assenza ingiustificata prolungata del lavoratore. Quando l’assenza supera il termine previsto dal contratto collettivo applicato oppure, in mancanza di una specifica previsione, i quindici giorni, il datore di lavoro può inviare una comunicazione all’Ispettorato territoriale competente.

L’INL può verificare la sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa. Se le condizioni risultano soddisfatte, il rapporto di lavoro si considera risolto per volontà del lavoratore, salvo che quest’ultimo dimostri l’esistenza di cause giustificative.

Una diffusione su tutto il territorio nazionale

Il monitoraggio evidenzia una distribuzione delle comunicazioni coerente con la presenza delle attività produttive nel Paese.

In particolare:

  • il 56% delle comunicazioni proviene dal Nord Italia;
  • circa il 28% dal Centro;
  • il restante 16% dal Sud.

Un altro dato significativo riguarda le modalità di trasmissione: circa l’80% delle comunicazioni è stato inviato direttamente dalle imprese, mentre la quota restante è stata presentata tramite professionisti o intermediari.

L’attività di verifica dell’Ispettorato

Parallelamente alla ricezione delle comunicazioni, l’INL ha svolto un’intensa attività di controllo.

Le verifiche hanno interessato circa un terzo delle segnalazioni ricevute e hanno evidenziato che le comunicazioni non conformi rappresentano il 4,6% dei casi esaminati.

Tutela dei lavoratori nei casi di particolare fragilità

Secondo l’Ispettorato, l’attività di monitoraggio ha consentito di individuare situazioni nelle quali l’assenza del lavoratore era riconducibile a circostanze specifiche, come:

  • malattia;
  • maternità;
  • condizioni di particolare fragilità;
  • situazioni di conflittualità tra datore di lavoro e lavoratore.

In questi casi, l’intervento dell’INL ha permesso di verificare correttamente le singole situazioni, garantendo l’applicazione della normativa e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Un monitoraggio per valutare l’efficacia della disciplina

I dati diffusi dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro rappresentano il primo bilancio sull’applicazione della disciplina delle dimissioni per fatti concludenti. Il monitoraggio evidenzia un utilizzo diffuso della procedura e conferma il ruolo dell’attività ispettiva nel verificare la correttezza delle comunicazioni e assicurare un’applicazione uniforme della normativa nei casi di cessazione del rapporto di lavoro.

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