Perché si licenzia una RLS

Ospedale San Raffaele, Milano (Fcarbonara, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

Il sito Snop pubblica Una nota dalla Casa degli RLS di Milano sul licenziamento di Margherita Napoletano, storica RLS e RSU dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Per capire l’accaduto, la nota  è la migliore fonte di informazione e alla sua lettura rinviamo [1]. Qui vogliamo solo ricordare un principio che ha indirizzato negli anni ’90 gli orientamenti comunitari e nazionali sulla  valutazione dei rischi. Principio che ben dimostra come la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti non sia  solo un problema di democrazia, ma soprattutto di efficacia. Se lo è all’atto della valutazione dei rischi, è evidente che a maggior ragione lo è per comprendere le cause degli eventi connessi ai rischi: cause talvolta evidenti, ma molto spesso nascoste nelle pieghe di un’organizzazione del lavoro incoerente con i principi di prevenzione che si dichiarano adottati nel documento di valutazione.

Quando si effettua una valutazione dei rischi sul lavoro il sistema più rapido e più sicuro per identificare i vari aspetti  di ciò che avviene di fatto  è spesso quello di rivolgersi direttamente ai lavoratori interessati (e/o ai loro rappresentanti) …

I dipendenti sono  anche in grado  di richiamare l’attenzione su alcuni pericoli  che per loro stessa  natura risultano di difficile  identificazione. Si tratta di problemi che  possono derivare dall’organizzazione del lavoro, dal  modello di attività svolte…

In fase di valutazione e verifica  va attuata

la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti, i quali sono tenuti a esprimere  le proprie valutazioni sui pericoli e sui  loro effetti dannosi. [2]

E per concludere non dimentichiamo che:

I lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori non possono subire pregiudizio a causa delle rispettive attività. [3]


NOTE

[1] https://snop.it/perche-si-licenzia-una-rls/

[2] Orientamenti sulla valutazione dei rischi sul lavoro, Direzione Occupazione e affari sociali della Commissione dell’Unione europea, Lussemburgo 1997.

[3] Direttiva Quadro 89/391, art.11.

Lascia un commento