Prevenzione dei rischi per i  lavoratori notturni

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La società delle 24 ore

Un’importante trasformazione della vita moderna è la cosiddetta società delle 24 ore.
Ospedali, stampa, panetterie, trasporti, aeroporti, polizia, sono settori dove era  tradizionalmente necessario lavorare anche di notte.
Oggi un crescente numero di persone viene impiegato anche nelle industrie, nei supermercati, nei ristoranti, nei bar e nei locali pubblici durante la notte. I call center offrono un crescente numero di servizi 24 ore al giorno.
Il tempo di lavoro flessibile è una realtà nella vita della società moderna, ma vivere su 24 ore può anche danneggiare la salute.
L’orario di lavoro a turni può provocare stress fisico e mentale e gli errori di un lavoratore affaticato possono mettere a repentaglio la sicurezza e la salute anche di altre persone.
Lavorare a turni non è una novità. Come assicurarci però che nella società delle 24 ore si lavori in maniera sicura? Capire meglio come il lavoro a turni affatichi e pesi in modo particolare sul corpo e sulla vita delle persone, aiuterà a pianificare un lavoro più sicuro e produttivo. [1]

Chi sono  e quanti sono i lavoratori notturni

I lavoratori notturni svolgono per almeno 3 ore le loro attività nella fascia oraria compresa tra la mezzanotte e le cinque del mattino e,  secondo i dati Istat, nel 2022, i lavoratori notturni in Italia erano circa 3 milioni, prevalentemente uomini (70%) impiegati nei settori della sanità, trasporto, e ospitalità.

Sul tema, l’INAIL pubblica una Scheda con un approfondimento sul ruolo protettivo della nutrizione. L’alterazione del ritmo circadiano (alternanza veglia e sonno) provocata dal lavoro notturno comporta disturbi del sonno del metabolismo e della secrezione ormonale con il rischio, segnalano i ricercatori dell’Istituto,

di malattie cardiovascolari, metaboliche come diabete tipo 2 e obesità, disturbi del sonno, gastrointestinali e neoplasie [2]

La disarticolazione dei ritmi di vita quotidiani favorisce  inoltre   anche abitudini alimentari scorrette e irregolarità nei pasti: l’attenzione alla dieta nasce quindi da due diverse motivazioni, la necessità di correggere abitudini dannose e nel contempo  di restituire un maggiore equilibrio alle funzionalità psicofisiche  alterate dai ritmi di lavoro.

Per i consigli dietetici si fa riferimento al  modello alimentare di tipo mediterraneo (Mediterranean diet, MedDiet), che prevede   un elevato consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva: si ritiene che queste scelte alimentari possano contribuire  a mitigare gli effetti negativi del lavoro notturno,

… in quanto questo modello nutrizionale svolge un’azione antinfiammatoria e antiossidante, migliora la sensibilità all’insulina e la salute cardiovascolare, e può contribuire a limitare l’aumento di peso legato al lavoro su turni.

I distributori automatici, l’area di refezione  negli orari in cui la mensa non è attiva  sono gli ambiti ideali per suggerire buone pratiche per un mangiare equilibrato.

Raccomandazioni dietetiche per soggetti adulti in salute e in età lavorativa conformi ai principi della piramide della dieta mediterranea
  • Rispettare la stagionalità della frutta, delle verdure e del pesce
  • Condimento: evitare grassi animali, favorendo il consumo di olio extravergine di oliva (da 2 a 5 cucchiai tutti i giorni in base al proprio fabbisogno energetico)
  • Ridurre il consumo di sale, zucchero, alcol, dolci e bevande zuccherate
  • Assumere caffè e tè con moderazione
  • Assumere 2 porzioni di frutta al giorno e 3 di verdure
  • Consumare carne rossa una volta alla settimana e limitare il più possibile il  consumo dei salumi
  • Prediligere il consumo di pesce azzurro, ricco di omega 3
  • Le uova (fino a 4 a settimana) sono una fonte importante di nutrienti
  • La frutta secca può essere consumata negli spuntini senza esagerare
  • Ridurre il consumo di carboidrati nella seconda metà della giornata
  • Cereali, meglio se integrali (pasta, pane, riso, orzo, farro): da 2 a 4 porzioni al giorno
  • Latticini e formaggi (mozzarella, ricotta…): 1 o 2 porzioni a settimana
  • Legumi: da 3 a 6 porzioni a settimana (se ben tollerati è possibile inserire 1 porzione ogni giorno)
  • Pesce: da 2 a 3 porzioni a settimana
  • Carne bianca (pollo, tacchino, coniglio): 1 o 2 porzioni a settimana
  • Utilizzare spezie che danno sapore e sono ricche di sostanze bioattive

Le dimensioni delle porzioni dovranno essere adattate al proprio fabbisogno energetico.

È evidente come nel caso del lavoro notturno tutti gli interventi suggeriti nel campo della Promozione della salute  siano particolarmente adeguati sia per gli aspetti legati alle abitudini alimentari e alla lotta alla sedentarietà, ma anche per tutti i fattori  di tipo organizzativo.

Oltre alla alimentazione, cui la Scheda fa riferimento come unico terreno di prevenzione, richiamiamo l’attenzione anche sul tema della sedentarietà e dell’attività fisica da promuovere in azienda. Attività fisica che ha un effetto non solo sull’apparato muscolo scheletrico ma che, se ben dosato,  comporta un  rilassamento psicofisico globale.

La promozione dell’attività fisica è un’azione che rientra appieno nella Promozione della salute e ha ricadute positive nel caso del lavoro notturno e a turni. Ma l’impegno individuale  spesso  non è sufficiente a modificare comportamenti sedentari consolidati negli anni, è quindi molto utile che vengano proposte negli ambienti di lavoro  azioni che impegnano in prima persona l’azienda/organizzazione  nella valorizzazione di uno stile di vita attivo e  nella organizzazione del lavoro in modo da facilitare la pratica dell’attività fisica.

Dieta e lotta alla sedentarietà sono quindi da considerare entrambi elementi da non trascurare in condizioni di lavoro che prevedono turni e lavoro notturno. Altrettanto importanti, per garantire il benessere nel lavoro notturno e a turni, sono però gli elementi connessi all’organizzazione del lavoro, ma ci rendiamo conto che questi aspetti meritano un approfondimento impegnativo, una ricerca di buone prassi, un’attenzione a Accordi di settore o aziendali: metodologia di studio e ricerca che negli ultimi anni si rivela piuttosto carente.


NOTE

[1] Lavoro a turni e notturno, strategie e consigli per la salute e la sicurezza. Una Guida per lavoratori e lavoratrici, per datori di lavoro, Camera di commercio di Milano, Cgil Cisl Uil.

[2] Lavoro notturno e salute ruolo protettivo della nutrizione, INAIL Dipartimento di medicina epidemiologia  igiene del lavoro e ambientale, luglio 2026.

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