Settore pulizie: i danni alla salute secondo Mal.Prof.

settore pulizia pexels-tima-miroshnichenko-8774639

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Il tema dei riconoscimenti delle malattie professionali è da decenni oggetto di confronto e scontro, non solo nel nostro Paese, tra enti assicurativi sindacati e patronati, ed è centrale non solo da un punto di vista di giustizia sociale ma, come hanno nel corso degli anni evidenziato molti ricercatori e operatori della prevenzione, soprattutto da un punto di vista di conoscenza reale del fenomeno. Conoscenza che è alla base delle azioni di prevenzione.

Per questo, come abbiamo più volte ricordato, nasce il sistema Mal.Prof per poter considerare i danni alla salute al di la dei rigidi criteri assicurativi utilizzati per il riconoscimento e l’indennizzo della malattia professionale.

Il sistema Mal.Prof registra tutte le patologie segnalate ai Servizi di prevenzione delle Asl come correlate al lavoro ai fini dell’attribuzione del possibile nesso di causa con le esposizioni professionali, ma pone attenzione anche all’emersione delle cosiddette malattie professionali ‘perdute’. [1]

Servizi on line

Il sistema Mal.Prof  rende fruibili diversi strumenti e materiali  tra cui segnaliamo la Banca dati relativa alle fact sheet: attualmente sono disponibili 12 Schede tematiche cui se ne è aggiunta in questo mese una tredicesima relativa al Settore delle pulizie.

Fact sheet

Scheda 12 – Le malattie professionali nel settore delle attività dei servizi alberghieri e della ristorazione (HO.RE.CA.)

Scheda 11 – Le malattie psichiche sul lavoro

Scheda 10 – Le malattie professionali nel settore del commercio al dettaglio

Scheda 9 – Invecchiamento della popolazione attiva: una lettura del fenomeno a partire dai dati del sistema Malprof

Scheda 8 – Le malattie professionali nel settore del trasporto su strada

Scheda 7 – Malattie della pelle: analisi per comparti economici e professioni dei lavoratori

Scheda 6 – Le malattie professionali nel settore agricoltura

Scheda 5 – Le malattie professionali dell’apparato respiratorio

Scheda 4 – Malattie professionali nelle costruzioni (Edizione 2020)

Scheda 3 – Malattie professionali nella sanità

Scheda 2 – Tumori professionali: analisi per comparti di attività economica

Scheda 1 – Ipoacusia da rumore un problema di salute ancora attuale sul lavoro

Il settore delle pulizie

Le attività svolte nel settore sono diverse  per caratteristiche operative e rischi di esposizione: il settore comprende tutte le attività di pulizia, lavaggio e disinfestazione, includendo le attività di servizi per fabbricati e paesaggio, la pulizia

generale di edifici, la pulizia specializzata (ad es. di impianti e macchinari industriali e la sterilizzazione di attrezzature medico-sanitarie), altre attività di pulizia (ad es. rimozione di neve e ghiaccio, pulizia di piscine, di treni, di aerei, di cisterne per trasporti, ecc.).

Caratteristiche del settore
  • Addetti: 290.000
  • Diverse mansioni in orari anche insoliti
  • Si opera in diversi ambienti (uffici, ospedali, alberghi, ecc.)
  • Si può verificare una esposizione  anche ai rischi presenti negli ambienti in cui i lavoratori operano
  • La forza lavoro è prevalentemente femminile (circa il 65%)
  • La maggior parte dei lavoratori lavora part-time (circa il 60%) o con contratti a tempo determinato di breve durata [2].

Pur considerando le diversità di esposizione ai rischi, legata al settore specifico di attività e alla mansione, i ricercatori dell’Inail individuano le  principali fonti di pericolo:

  • nei rifiuti raccolti (ad es. polveri di legno nelle falegnamerie, materiali contaminati da liquidi organici nelle strutture sanitarie, rifiuti tossici e nocivi, ecc.
  • negli ambienti e superfici (ad es. servizi igienici, pavimenti, arredi, suppellettili), contenitori, cisterne con residui di sostanze nocive (olii, resine, ecc.) o presenza di agenti biologici
  • nelle sostanze detergenti e disinfettanti utilizzate
  • nelle attrezzature usate per effettuare la pulizia.

I rischi di sviluppare malattie professionali per i lavoratori del settore sono dovuti principalmente all’esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, fra cui agenti con capacità irritante e sensibilizzante ma anche alla movimentazione manuale dei carichi, posture scorrette, movimenti ripetuti.

Rischi di esposizione [3]
  • Rischio chimico dovuto al tipo di prodotti impiegati, alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro in cui vengono utilizzati e alle condizioni di utilizzo.
  • Rischio biologico dovuto all’esposizione a diversi tipi di agenti biologici, come microrganismi (batteri, virus e muffe) ma anche al contatto con insetti e animali (come nel caso delle attività di disinfestazione).
  • Rischio fisico dovuto a rumore o vibrazioni emessi dalle macchine utilizzate per le pulizie.
  • Rischio da movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, movimenti ripetuti: gli addetti alle pulizie possono eseguire lavori ripetitivi e movimentazioni manuali con posture scomode a causa delle scarse caratteristiche ergonomiche delle attrezzature da lavoro.
  • Rischi psicosociali da cui derivano casi di lavoratori affetti da stress lavoro correlato, mobbing, molestie e atti di violenza, spesso legati alla concomitanza di rapporti di lavoro precari, talora sottopagati, ad intensa pressione lavorativa, con orari di lavoro discontinui, frammentati e non flessibili.
  • Altri fattori di rischio sono gli agenti ad azione sensibilizzante ed irritante presenti nei prodotti detergenti e disinfettanti utilizzati (in particolare, ad esempio, se i prodotti vengono usati senza le opportune diluizioni, al fine di aumentare la capacità detergente del prodotto) e all’origine delle malattie a carico dell’apparato respiratorio come l’asma e la rinite e le malattie della pelle, come la dermatite da contatto e l’eczema.
  • Fattori che possono poi favorire le malattie della pelle possono essere rappresentati dal frequente lavaggio delle mani, che può ridurre il film idrolipidico che funge da barriera di protezione, l’umidità in cui si opera, che favorisce la macerazione ed infine l’abrasione meccanica della cute per le manovre inerenti all’attività svolta.
Danni alla salute

Il sistema Mal.Prof indica che, per il periodo 2019-2024, i disturbi del sistema muscoloscheletrico che colpiscono i lavoratori del settore rappresentano quasi il 54% rispetto al totale delle patologie rilevate, sono quindi il dato numericamente più rilevante, con una prevalenza di casi che interessano le donne (1281) contro i 288 casi degli uomini. Seguono le malattie del rachide con il 28% dei casi e la sindrome del tunnel carpale con il 15%. Mentre  sordità, malattie del sistema nervoso periferico (esclusa la sindrome del tunnel carpale) e tumori maligni presentano  percentuali che vanno dall’1,5%  allo 0,7% rispettivamente sul totale delle malattie in questo settore. Le malattie della pelle e asbestosi  coprono entrambe una percentuale dello 0,5% e le malattie psichiche lo 0,4% del totale delle patologie. Vi sono poi 5 casi di asma, 3 di pneumoconiosi e  un solo caso di versamento pleurico.

Al dato numerico e percentuale sopra richiamato la Scheda 13 aggiunge un ulteriore dato che evidenzia l’associazione tra il settore e le diverse malattie: associazione  stimata attraverso il Proportional Reporting Ratio (PRR) [4]. I dati che emergono mediante l’utilizzo dell’indicatore PRR indicano  che le mansioni più associate alle patologie della pelle sono quelle dei collaboratori domestici con un PRR uguale a 3,07; la sindrome del tunnel carpale, invece, riguarda anche il personale non qualificato addetto alla pulizia di uffici, esercizi commerciali, ecc. (PRR pari a 1,46), oltre agli stessi collaboratori domestici (PRR uguale a 1,62). Le malattie muscoloscheletriche, a carico soprattutto dell’arto superiore, riguardano il personale non qualificato addetto alla pulizia di uffici, esercizi commerciali, ecc. (1,40), gli addetti allo spostamento merci, facchini, fattorini, ecc. (1,38) e i  collaboratori domestici (1,29).

L’utilizzo dell’indicatore PRR risulta quindi prezioso in quanto  permette di individuare, al di la del solo dato numerico, una condizione di sofferenza  per i lavoratori associando significativamente  il settore delle pulizie alle malattie della pelle.

Considerando le caratteristiche del settore, che abbiamo brevemente sopra descritte, in cui i rapporti di lavoro e le caratteristiche degli addetti   presentano più di altri contesti lavorativi elementi di criticità che si intrecciano con le condizioni di lavoro:

Ne consegue che il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza degli operatori del settore richiede un approccio integrato e multidimensionale, che coinvolga l’organizzazione del lavoro in tutte le sue specificità e si estenda anche alla promozione della salute, attraverso l’adozione degli strumenti e delle pratiche più efficaci disponibili in questo ambito.


Note

[1] Undicesimo Rapporto INAIL –Regioni sulle malattie professionali – Malprof 2019- 2020.

[2] Scheda 13- Le patologie nel settore delle pulizie, Inail, Sistema di sorveglianza delle malattie professionali. Fonte Istat.

[3] Scheda 13, op cit.

[4] Per ogni malattia ed ogni professione, il PRR è calcolato come rapporto tra la quota della malattia sul totale delle patologie nella professione all’interno del settore pulizie e l’analoga quota in tutte le altre professioni. Un valore di PRR superiore a 1 indica associazione tra la malattia e la professione del settore pulizie.

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