L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha recepito e pubblicato la Guida informativa del Wg Emex dedicate ai rischi legati alla postura prolungata da seduti o in piedi durante l’attività lavorativa, evidenziando l’importanza del movimento e dell’alternanza posturale per prevenire patologie cardiovascolari e disturbi muscoloscheletrici.
Wg Emex
Il Wg Emexè il gruppo di lavoro sui rischi emergenti (Working Group on Emerging Risks) istituito nell’ambito dello Slic (Senior Labour Inspectors’ Committee), il Comitato degli alti responsabili dell’Ispettorato del lavoro della Commissione Europea.
Compiti e Obiettivi
Analisi dei rischi: il gruppo di lavoro studia i rischi nuovi ed emergenti per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Linee guida per ispettori: Wg Emex sviluppa Guide pratiche e Raccomandazioni operative per uniformare i controlli degli Ispettori del lavoro in Europa.
Temi principali: Si occupa di prevenzione dei rischi psicosociali, ha particolare attenzione al tema delle differenze di genere e di età, più recentemente si è interessato al tema delle posture prolungate (seduti o in piedi ).
La Guida nasce dalla consapevolezza che gli stili di vita sono pesantemente interessati dalla sedentarietà e che quindi condizioni di lavoro che impongono posizioni di tipo costrittivo, sia seduti che in piedi, non fanno che aggravare le condizioni di salute delle persone che sempre più numerose soffrono di disturbi osteoarticolari e cardiovascolari. La pubblicazione si concentra principalmente sulle malattie cardiovascolari associate alle posture statiche prolungate.
La Guida pubblicata dal Gruppo di lavoro comunitario:
- “esamina la portata del fenomeno della postura prolungata seduta e in piedi al lavoro
- analizza gli effetti sulla salute delle posture statiche prolungate durante il lavoro
- formula raccomandazioni sui limiti di tempo da osservare per il mantenimento di posture statiche
- fornisce validi consigli pratici ed esempi da seguire per evitare periodi prolungati di permanenza in posizione seduta/in piedi statica al lavoro e ridurne la durata
- suggerisce come rendere l’attività lavorativa più attiva e dinamica.
Il documento evidenzia come mantenere la stessa posizione per troppo tempo senza muoversi influisca negativamente sulla salute dei lavoratori:
- posizione seduta: restare seduti per oltre due ore consecutive o più di cinque ore al giorno aumenta il rischio di disturbi muscolari, diabete e patologie cardiovascolari
- posizione in piedi: rimanere eretti in modo statico per oltre un’ora di fila compromette la circolazione sanguigna nelle gambe e aumenta il rischio di vene varicose.
Ricorda:
“È importante comprendere che il contrario di “stare seduti” non è “stare in piedi”, è “muoversi”.
I lavoratori dovrebbero potersi sedere quando ne hanno bisogno, stare in piedi quando lo desiderano e camminare o muoversi quando possono – perché la postura migliore è sempre la prossima!”
Se confrontiamo le condizioni di lavoro nella postura in piedi e nella postura seduta vediamo che la postura in piedi prolungata è associata a un rischio più elevato di malattie cardiache rispetto alla postura seduta prolungata. Questo evidenzia la necessità di non sostituire una postura prolungata seduta con una in piedi. Si migliorano le condizioni di lavoro solo se si adotta sul posto di lavoro una combinazione di posizione seduta, in piedi e in movimento: indicazioni che valgono sia per chi lavora prevalentemente seduto sia per chi lavora prevalentemente in piedi.
Misure di prevenzione
Come per tutti i rischi le azioni volte a evitare il lavoro sedentario devono essere viste nel quadro di un strategia che adotti un approccio sistemico. Si parte quindi da una valutazione dei rischi e dalla individuazione di misure prioritarie per l’eliminazione del rischio e, dove non è possibile, per una sua riduzione. Quindi prioritariamente si interviene per l’eliminazione delle posture prolungate sedute e in piedi e, se ciò non è possibile, queste devono essere alternate con altre posture (movimento).
Soluzioni tecniche
Occorre ridurre la permanenza in piedi e in posizione seduta utilizzando nuovi strumenti e attrezzature che offrano possibilità di regolazione o riducano i rischi laddove non sia possibile evitare la permanenza in queste posizioni, come ad esempio tappetini posturali. Fornire postazioni di lavoro ergonomiche e condizioni ambientali adeguate, tra cui una sedia, uno sgabello e una scrivania idonei.
Organizzazione del lavoro
Organizzare il lavoro in modo da ottimizzare la posizione eretta e quella seduta, bilanciare i compiti da svolgere e prevedere:
- la rotazione dei compiti
- tempi massimi di permanenza nelle posizioni in piedi e seduta
- pause sufficienti.
Assicurare ai lavoratori sufficiente discrezionalità nello svolgimento della loro attività, ad esempio offrendo loro l’opportunità di:
- modificare le modalità di lavoro
- fare pause quando necessario.


