Fonte: INAIL
Primi elementi di carattere generale nel raffronto con il 2024: aumento degli infortuni ( +0,5%) e un calo dei decessi (-0,6%) con un incremento per gli infortuni in itinere (+3,2% ) e dei casi mortali (+4,6%). Bisogna tuttavia sempre tenere conto della provvisorietà del dato: dati più consolidati saranno disponibili con la presentazione della Relazione annuale dell’INAIL.
Denunce in occasione di lavoro [1]
Di seguito i dati raccolti per voci significative che descrivono il quadro degli infortuni sul lavoro:
- denunce presentate all’INAIL nel 2025: 416.900, con un aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024, ma in riduzione dell’1,4% rispetto al 2023, del 23,8% sul 2022, del 4,1% sul 2021, dell’11,0% sul 2020 e del 9,7% sul 2019,
- rapporto tra il numero degli infortuni denunciati a quello degli occupati: si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 2.005 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. Rispetto a dicembre 2024 si ha un aumento dello 0,2% (da 1.723 a 1.727)
- denunce in occasione di lavoro sul totale: sono passate dall’82,4% del 2019 all’80,7% del 2025 (dell’81,1% nel 2024)
- gestione Industria e Servizi: aumento dello 0,7% (371,594 casi nel 2024 e 374.925 nel 2025, con un -2,1% in Agricoltura (da 24.207 a 23.695) e un +0,7% nel Conto Stato (da 19.052 a 19.180)
- settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro: si evidenziano per i decrementi i Servizi di supporto alle imprese (-1,4%), il Trasporto e magazzinaggio (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,5%) e per gli incrementi le Costruzioni (+3,1%), il Commercio (+2,1%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,4%)
- analisi territoriale: evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,4%) e al Sud (-0,03%) e un aumento al Centro(+2,9%), nelle Isole (+2,5%) e nel Nord-Est (+0,5%).
- Regioni: con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-2,7%), la Toscana (-2,3%) e la Campania (-1,7%), mentre per gli incrementi il Lazio (+11,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,6%), la Sicilia (+4,2%) e il Molise (+2,9%)
- differenza di genere: l’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2,0% (da 131.819 a 134.448 casi) contro un -0,2% di quella maschile (da 283.034 a 282.452)
- lavoratori italiani e stranieri: in flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,5%), al contrario di quelle degli stranieri (+3,7%)
- classi di età: l’analisi per mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6%) e aumenti per i 20-39enni (+1,3%) e 55-69enni (+3,6%).
Denunce di infortuni mortali
Di seguito i dati raccolti per voci significative che descrivono il quadro degli infortuni mortali sempre in occasione di lavoro:
- denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro: 792, cinque in meno rispetto al 2024 due in più rispetto al 2023, cinque in più sul 2022 e 13 in più sul 2019 (181 in meno sul 2021 e 261 in meno rispetto al 2020)
- rapporto tra il numero dei casi mortali denunciati in occasione di lavoro con gli occupati: l’incidenza passa da 3,38 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat [2] di dicembre 2019 a 3,28 del 2025 (-3,0%) e diminuisca dello 0,9% rispetto a dicembre 2024 (da 3,31 a 3,28)
- Industria e Servizi: scendono le denunce passando da 686 a 674 denunce mortali mentre l’Agricoltura passa da 102 a 106 casi e il Conto Stato da 9 a 12 decessi
- analisi territoriale: indica aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154)
- Regioni: con i maggiori aumenti si segnalano Veneto(+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) e le province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna)
- differenze di genere: la diminuzione si è verificata sia per la componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 750 a 749, sia per quella femminile (da 47 a 43).
- lavoratori stranieri e italiani: aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli italiani (da 621 a 610)
- classi di età: l’analisi per evidenzia incrementi delle denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64anni (da 279 a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a 128) e tra gli over 64 (da 103 a85).
Denunce di infortuni degli studenti
- 80.871 le denunce di infortunio degli studenti presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2025 aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024.
- 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,2% rispetto al 2024.
- Il 42%interessa le studentesse (+4,2% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+3,6%).
- Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
- La Lombardia è la Regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +5,9% sul 2024), seguita da Veneto (12%;+8,7%), Emilia Romagna (12%; +5,0%) e Piemonte (10%; +6,7%).
- Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private.
- Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
- I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 risultano essere otto contro i 13 del 2024.
Denunce di malattie professionali
Di seguito i dati raccolti per voci significative che descrivono il quadro delle malattie professionali denunciate:
- denunce di malattia professionale nel 2025: 98.463, circa 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+11,3%). L’aumento è del 35,3% rispetto al 2023, del 62,0% sul 2022, del 78,1% sul 2021, del 118,7% sul 2020 e del 60,6% sul 2019
- settori: Industria e servizi incrementi delle patologie denunciate (+11,7%, da 73.723 a 82.371 casi), Agricoltura (+9,4%, da 14.026 a 15.346) e un calo nel Conto Stato (-0,5%, da 750 a746)
- analisi territoriale: aumento nel Sud (+21,1%), nel Nord-Ovest (+14,3%), al Centro (+8,9%) e nel Nord-Est (+7,6%). In calo le Isole (-2,7%)
- ottica di genere: 7.840 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 65.377 a 73.217(+12,0%), e 2.124 in più per le lavoratrici, da 23.122 a 25.246 (+9,2%)
- lavoratori italiani e stranieri: l’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani passate da 80.847 a 89.388 (+10,6%), sia quelle degli stranieri, da 7.652 a 9.075 (+18,6%)
- le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate: sono le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
Per quanto riguarda gli infortuni non ci sono, come si può dedurre dalla lettura dei dati, grandi cambiamenti: né significativi aumenti degli infortuni e degli eventi mortali, ma neanche significative riduzioni. Proprio questa stabilità dimostra come non si faccia molto o si faccia troppo poco per aggredire il fenomeno degli infortuni mortali e in generale degli infortuni, perché va ricordato che nascosti dietro gli anonimi dati vi sono molti altri eventi che, seppur non mortali, sono gravi e invalidanti (vedi la significativa attività dei Centri di riabilitazione e protesi dell’INAIL).
Ma quel che maggiormente colpisce è il quadro che emerge dalla lettura dei numeri relativi agli eventi che riguardano gli studenti: 80.871 le denunce di infortunio, in aumento rispetto al 2024 del 3,8% (erano 77.883) di cui 1.889 riguardano studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, questa modalità in discreta riduzione dell’8,2% rispetto al 2024 (qualcosa si può fare dunque!). Otto i casi mortali nel 2025 anche se in diminuzione rispetto ai 13 del 2024. Quest’ultimo dato è quasi difficile da credere: questi giovani o giovanissimi (tali sono gli studenti infortunati, in quanto tre eventi su quattro riguardano ragazzi sotto ai 15 anni) ancora non sono entrati nel mondo del lavoro e già subiscono le conseguenze irrimediabili di una evidentemente pessima gestione aziendale o della stessa scuola. Eventi, quelli mortali tra gli studenti, di cui si parla pochissimo e di cui non si conoscono le modalità in tempo reale per capire cosa poter fare per prevenire e cancellare il dato mortale per questa speciale fascia di lavoratori e di età.
Per quanto riguarda le malattie professionali il loro aumento presenta un aspetto positivo considerando i decenni passati caratterizzati dai bassissimi riconoscimenti, non perché le malattie non ci fossero ma perché l’iter burocratico dell’Istituto di fatto non le faceva emergere. Modalità che, come sappiamo dal lavoro dei Patronati, non sono state eliminate del tutto ma che attualmente permettono una gestione, sempre impegnativa, ma relativamente più efficace. Anche per le malattie professionali vale comunque che si fa troppo poco in termini di prevenzione, considerando che le prime tre tipologie di malattie, come ci dicono i dati, sono sempre le stesse quindi prevenibili con una corretta individuazione valutazione e gestione dei rischi di esposizione a livello aziendale.
NOTE
[1] Esclusi gli studenti
[2] Si tratta anche per i dati Istat di dati provvisori.

