Il Comitato consultivo per la salute e la sicurezza sul lavoro, il mese scorso, ha adottato quattro Pareri indirizzati alla Commissione dell’Unione europea per renderla consapevole degli orientamenti dei Governi degli Stati membri e delle relative parti sociali (organizzazioni sindacali e associazioni datoriali) in materia di importanti temi relativi alla salute e sicurezza sul lavoro.
È indubbiamente interessante un approfondimento in merito ai contenuti dei quattro Pareri, ma è altrettanto interessante conoscere le modalità con cui si è pervenuti alla loro espressione. Il Comitato è un ottimo esempio di organismo tripartito (governi, sindacati e datori di lavoro), struttura organizzativa che, secondo l’Ue ma anche secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, è la più idonea a gestire una materia quale la salute e sicurezza sul lavoro, nei confronti della quale non sono sufficienti regole, sanzioni e controlli, mentre valgono di più convincimento, coinvolgimento e confronto.
Il modello non è nuovo per il nostro Paese perché, dagli anni ’50, un analogo organismo è previsto per legge con funzioni consultive, coordinato e gestito dal Ministero del lavoro. Organismo di cui abbiamo parlato più volte, purtroppo criticando come, negli ultimi due decenni, la Commissione consultiva permanente sia stata via via resa sempre più inefficiente e di fatto concretamente inattiva, per miopia delle istituzioni competenti.
Val la pena di ricordare che, invece, al momento dell’emanazione della Direttiva Quadro in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle direttive figlie, esisteva, tramite i rappresentanti italiani nel Comitato, spesso membri anche della Commissione consultiva, un dialogo tra i due organismi, quello nazionale e quello comunitario, che ha favorito, al momento del recepimento e dell’entrata in vigore della legislazione comunitaria, il cambiamento culturale indotto dal Decreto legislativo 626 prima e dal Decreto legislativo 81 poi.
Pareri: i tre temi principali
- Cambiamenti climatici e SSL, affrontati in due distinti avvisi: “Cambiamenti climatici – calore sul lavoro” e “Cambiamenti climatici – condizioni meteorologiche estreme e altri argomenti”;
- Il quadro europeo per la salute e la sicurezza sul lavoro, esaminato nel parere “Situazione attuale e impulso futuro per quanto riguarda il quadro strategico europeo per la salute e la sicurezza sul lavoro”;
- Esposizione professionale ad agenti cancerogeni, affrontata nel parere sulla “Comunicazione sui rischi residui associati ai valori limite di esposizione professionale (OEL) vincolanti per gli agenti cancerogeni”, corredato di uno specifico Allegato [1].
Val la pena sottolineare come spesso i Pareri riflettano opinioni anche diverse delle tre componenti del Comitato: si tratta di manifestazioni di interesse utili per capire dove indirizzare la ricerca, la discussione e il confronto.
È il caso del Parere sui cambiamenti climatici relativo al caldo e ai loro effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori: risulta evidente come i datori di lavoro, pur riconoscendo l’esistenza crescente del problema, ritengano non sia necessario un intervento legislativo da parte della Commissione. Non sembrano però essere dello stesso parere i governi e i rappresentanti dei lavoratori, che evidenziano
lacune nella legislazione in quanto mancano indicatori per l’esposizione al calore e l’acclimatazione dei lavoratori; inoltre, le misure di idratazione e riposo sono affrontate in modo incoerente.
Il secondo Parere sui cambiamenti climatici, relativo alle condizioni meteorologiche estreme e ad altre questioni, vede invece le tre componenti concordi e
anziché promuovere nuovi strumenti vincolanti, ci si concentra principalmente su orientamenti, sensibilizzazione, dati e ricerche più approfonditi, nonché su un migliore coordinamento e integrazione all’interno dei quadri normativi esistenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
Frutto di un “consenso tripartito” è anche il Parere relativo al Quadro strategico dell’Ue sulla salute e sicurezza sul lavoro. Prioritariamente il Comitato sollecita la Commissione ad avviare i lavori per il nuovo Quadro strategico, considerando che l’attuale scade nel 2027; chiede di essere coinvolto nei lavori di preparazione e fornisce alcune “prime idee per potenziali aree di attività” che la Commissione è invitata a prendere in considerazione.
Tra le aree di attività rimane centrale la prevenzione di infortuni e malattie professionali, considerata un fattore di base anche per la performance d’impresa e la competitività.
Contemporaneamente va tenuto conto dell’obiettivo di anticipare e gestire il cambiamento nel nuovo mondo del lavoro, compresi quello tecnologico e digitale, nonché quello ecologico e demografico,
e si raccomanda di tenere conto degli aspetti di genere “dove pertinente”.
I membri del Comitato si esprimono inoltre su un tema delicato, quello dell’evoluzione della legislazione comunitaria, ponendo il tema – sempre all’ordine del giorno per i rappresentanti datoriali – della riduzione degli oneri amministrativi, che può rappresentare un principio valido se non sfiora la riduzione delle tutele, tenendo conto che si parla anche – e questo suscita maggiori perplessità – dell’impegno a “garantire una legislazione di facile utilizzo per tutti coloro che devono conformarsi ad essa”, pur ribadendo la garanzia del massimo livello di tutela dei lavoratori.
Altro tema indicato nel Parere è quello della sicurezza chimica: in particolare, si chiede di proseguire con il lavoro contro i tumori professionali, definendo valori limite di esposizione professionale. Inoltre, si sottolinea che è fondamentale ampliare il campo di attenzione includendo, oltre alle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione sul luogo di lavoro, anche altre sostanze chimiche pericolose rientranti nell’ambito di applicazione della Direttiva sugli agenti chimici, sostanze che hanno un impatto significativo sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. È inoltre necessario rafforzare significativamente le capacità, a livello UE, di stabilire valori limite.
I membri del Comitato, nel loro Parere, evidenziano inoltre come sia importante intraprendere sforzi particolari per supportare le micro e piccole imprese (Pmi) al fine di agevolarne la conformità alla legislazione vigente. Pertanto, il prossimo Quadro strategico dell’UE in materia di Ssl dovrebbe porre particolare enfasi su strumenti personalizzati, puntando al contempo a linee guida e regolamenti facilmente comprensibili e attuabili.
Oltre a ciò, durante il dibattito in seno al Comitato ACSH è emerso chiaramente che sono necessari ulteriori approfondimenti su temi quali:
- “come affrontare la questione dei rischi psicosociali e della salute mentale sul lavoro”;
- “come affrontare il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori migranti, lavoratori domestici e lavoratori autonomi”.
Il terzo Parere, “Comunicazione dei rischi residui associati ai valori limite di esposizione professionale (OEL) vincolanti per gli agenti cancerogeni”, raccomanda che i rischi residui associati ai valori limite di esposizione professionale (OEL) vincolanti per gli agenti cancerogeni ai sensi della direttiva CMR (2004/37/CE) e della direttiva sull’amianto sul luogo di lavoro (2009/148/CE) siano comunicati in modo trasparente.
Si consiglia, a tal fine, di pubblicare un documento che elenchi tali rischi sul sito web dell’EU-OSHA, con aggiornamenti periodici ogni volta che vengono introdotti valori limite di esposizione professionale (OEL) nuovi o rivisti.
Le future modifiche alla Direttiva CMR (agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici) dovrebbero fare riferimento a questa risorsa e la sua diffusione dovrebbe coinvolgere le autorità nazionali, i lavoratori e i datori di lavoro, per garantire consapevolezza e protezione. Il Parere è corredato da un Allegato che spiega il concetto di rischio residuo e fornisce un elenco dei rischi residui di cancro, noti al 15 ottobre 2025, associati agli OEL previsti dalla Direttiva CMR e dalla Direttiva sull’amianto sul luogo di lavoro.
I membri del Comitato invitano infine esplicitamente la Commissione a seguire le raccomandazioni formulate nei Pareri.
NOTE
[1] Fonte: Etui (European trade union institute, https://www.etui.org/fr)

