
Il tema della conciliazione vita familiare e lavoro è di rilevanza ai fini della riduzione dei fattori connessi ai rischi psicosociali, tema sempre più centrale nel dibattito sulla salute e sicurezza sul lavoro e su cui si concentra l’attenzione delle politiche di prevenzione a livello nazionale e internazionale.
In merito l’Uni ha pubblicato nell’aprile 2026 la UNI/PdR 192:2026[1] una prassi di riferimento volontaria che definisce il Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti e raccomandazioni per il benessere delle famiglie. La prassi è stata presentata l’11 giugno scorso nell’ambito del Forum della Pubblica amministrazione.
Uni/PdR [2]
- L’acronimo UNI/PdR sta per Prassi di Riferimento Uni (Ente Italiano di Normazione)
- Le Prassi di Riferimento (PdR) introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme specifiche quando non ci sono norme né progetti di norma nazionali, europei o internazionali.
- Possono contenere buone pratiche già in uso nei servizi al cittadino/consumatore, applicazioni settoriali di specifiche esistenti, disciplinari industriali, protocolli per la gestione di marchi proprietari, modelli di gestione sperimentati a livello locale, adozioni di Cwa (Cen Workshop Agreement) a livello nazionale.
- Elaborazione della prassi: le prassi di riferimento sono elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione tra i soli autori, che non supera i 9 mesi. Nascono intorno a Tavoli costituiti e gestiti da Uni.
- Elaborato il documento questo viene sottoposto a consultazione pubblica e quindi pubblicato.
- Le prassi di riferimento sono a diffusione gratuita e, dopo un periodo di applicazione sperimentale, possono essere trasformate in un documento normativo o ritirate.
Scopo e campo di applicazione della Uni/PdR 192:2026
La prassi definisce requisiti per le organizzazioni che implementano misure volte a favorire la conciliazione vita familiare-lavoro. La realizzazione delle politiche aziendali a sostegno della famiglia, con attenzione specifica alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura familiare, prevede la definizione di un sistema di gestione interno supportato da indicatori prestazionali (KPI-Key Performance Indicators) [3]. La prassi inoltre definisce un processo di valutazione della conformità di terza parte per le organizzazioni private e, compatibilmente con il quadro normativo vigente, pubbliche.
I modelli di riferimento
La prassi integra nel modello proposto per il Sistema di gestione i principi di cui:
- al Codice per le imprese in favore della maternità
- all’Approccio strategico del Family Audit.
Standard Family Audit
-
- Lo standard Family Audit è uno strumento di certificazione, con relativo marchio, che qualifica una Organizzazione come attenta alle esigenze di Conciliazione Famiglia-Lavoro dei propri dipendenti.
- Per ottenere tale certificazione, un’Organizzazione – dalle Aziende ai Comuni, fino agli Enti non profit – si sottopone a un processo di auditing, che comporta dei costi variabili in base alle dimensioni dell’Organizzazione stessa.
- Il processo di certificazione – che ha una durata temporale di 3 anni e 6 mesi – è accompagnato da consulenti e valutatori iscritti all’Albo degli auditors dello standard Family Audit.
- In Italia, l’Ente di certificazione proprietario dello standard è la Provincia Autonoma di Trento.
- Pertanto, nel 2010, tra lo Stato e la Provincia Autonoma di Trento è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa per il trasferimento a livello nazionale dello standard Family Audit.
- Nel 2016 è stato stipulato in merito l’Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano. Tale Accordo prevede che ciascuna Regione, su base volontaria, possa rivolgersi al Dipartimento per le politiche della famiglia per attivare un percorso regionale di certificazione Family Audit rivolto alle aziende e agli Enti locali del proprio territorio. Il Dipartimento fornisce alle Regioni l’assistenza tecnica ed il know-how necessari.
Codice per le imprese in favore della maternità [4]
Il Codice per le imprese in favore della maternità è un’iniziativa del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. L’obiettivo è promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, offrendo supporto concreto alle lavoratrici madri e superando il gender gap
Le aziende che aderiscono volontariamente al codice si impegnano a rispettare specifici principi:
Continuità di carriera: garantire il rientro e la crescita professionale delle donne dopo il congedo.
Flessibilità oraria: adottare modalità di lavoro che favoriscano la conciliazione tra vita familiare e lavorativa.
Tutela della salute: assicurare un ambiente salubre e sicuro durante tutto il periodo di gestazione e post-partum
Sostegno economico: prevedere agevolazioni o contributi aziendali per l’assistenza e la cura dei figli (es. asili nido).
Il Codice è uno strumento complementare al quadro legislativo di riferimento (come il Testo Unico D.Lgs 151/2001) e alla Certificazione della Parità di Genere.
Per consultare l’elenco completo delle aziende socialmente responsabili che hanno già sottoscritto il patto, è possibile visitare la pagina ufficiale sul portale del Dipartimento per le Pari Opportunità.
Ambiti di intervento e requisiti
Secondo il modello proposto dalla Prassi 192 il sostegno alla conciliazione si offre in termini di supporto ai progetti di vita, alle esigenze familiari e tutela delle pari opportunità, nel contesto della promozione del benessere organizzativo. I requisiti individuati dalla prassi sono legati a:
-
-
- l’adozione di misure strutturate per favorire la continuità di carriera delle madri, dei padri e dei caregiver
- la promozione di iniziative di prevenzione e cura dei bisogni di salute, inclusi screening, campagne sanitarie, medicina di genere e assistenza sanitaria integrativa
- l’implementazione di forme di flessibilità nei tempi e nei modi di lavoro, tenendo conto delle esigenze familiari;
- l’offerta di supporti economici e servizi dedicati alla cura dei figli, anche attraverso collaborazioni con soggetti esterni.
-
Principali elementi per l’implementazione del sistema
L’approccio strategico del Family Audit, cui la Prassi 192 fa riferimento, prevede per l’implementazione del Sistema di gestione attività articolate nelle seguenti fasi:
-
-
- elaborazione partecipata di un Piano aziendale con il coinvolgimento attivo degli/delle addetti/e e focalizzato sulle misure a favore della conciliazione vita familiare-lavoro
- utilizzo di strumenti di rilevazione dei bisogni (quali questionari, interviste, focus group) volti a comprendere le reali esigenze connesse alla conciliazione vita familiare-lavoro
- monitoraggio di indicatori specifici integrati o adattati dai seguenti riferimenti:
- Family Audit Index, per il monitoraggio della flessibilità oraria, del lavoro agile, della parità di genere, del part-time, del turn-over, dei permessi;
- indicatori della UNI/PdR 125:2022 relativi all’area genitorialità
- nuovi KPI, derivanti dal Codice per le imprese in favore della maternità e focalizzati su: continuità di carriera, benessere correlato alla maternità, sostegno economico e servizi per i figli
- è prevista la possibilità di attuare soluzioni collaborative o di rete, ispirandosi al modello dei Distretti Family Audit, con l’obiettivo di favorire l’adozione della prassi anche da parte delle Pmi, attraverso sinergie territoriali o settoriali.
-
Sette aree di indicatori
Ai fini della valutazione di efficacia delle azioni intraprese dall’organizzazione con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro che promuova la conciliazione vita familiare-lavoro e
al fine di garantire una misurazione olistica del livello di maturità delle singole organizzazioni, sono state individuate 7 aree di indicatori attinenti alle differenti variabili che possono contraddistinguere un’organizzazione che promuove la conciliazione vita-lavoro, quali:
1) Organizzazione del lavoro e flessibilità oraria/spaziale
2) Supporto alla maternità
3) Supporto alla genitorialità
4) Supporto agli impegni di cura
5) Salute e benessere
6) Sostegno economico e servizi per le famiglie
7) Sviluppo professionale e continuità di carriera.
Queste alcune osservazioni finalizzate a favorire la diffusione di informazioni in merito alle iniziative in corso sui temi della conciliazione vita lavoro, mentre si rinvia alla lettura/studio della Prassi per una visione completa del modello proposto ai fini dell’implementazione del Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
NOTE
[1] La Prassi è in vigore dal 14 aprile 2026.
[2] Fonte: Uni https://www.uni.com/normazione/innovazione/
[3] Key Performance Indicators (KPI): Indicatori chiave di prestazione utilizzati per misurare e monitorare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla politica aziendale e definiti nel piano strategico.
[4] Dipartimento per le pari opportunità: https://www.pariopportunita.gov.it/it/politiche-e-attivita/parita-di-genere-ed-empowerment-femminile/codice-per-le-imprese-in-favore-della-maternita/

