Sono 11 le Associazioni nazionali [1] che, in data 26 febbraio 2026, hanno rivolto un Appello al Governo italiano perché questo esprima una posizione contraria alla semplificazione delle regole europee su autorizzazioni e uso dei pesticidi.
Le scriventi 11 associazioni, in rappresentanza di agricoltori, medici, ambientalisti e cittadini, rivolgono il presente appello alle Istituzioni affinché venga intrapresa una svolta decisiva nelle politiche agricole e ambientali del nostro Paese.
L’evidenza scientifica non permette più rinvii: il modello agricolo basato sull’uso massiccio di fitofarmaci di sintesi sta compromettendo in modo irreversibile la biodiversità, la qualità delle risorse idriche e, soprattutto, la salute delle popolazioni residenti nelle aree rurali.
Le richieste delle 11 associazioni
- Adozione immediata di un Piano d’Azione Nazionale (PAN) realmente ambizioso, che preveda obiettivi vincolanti di riduzione del 50% dei pesticidi chimici entro il 2030.
- Creazione di “Zone di Rispetto” potenziate attorno ai centri abitati, alle scuole e alle aree naturali protette, per impedire l’effetto deriva dei trattamenti.
- Divieto assoluto dell’uso del Glifosato e degli altri principi attivi già classificati come interferenti endocrini o potenziali cancerogeni dalle Agenzie di ricerca internazionali.
- Spostamento dei sussidi pubblici dalle pratiche di agricoltura intensiva verso il biologico e l’agroecologia, garantendo un reddito dignitoso agli agricoltori che scelgono la sostenibilità.
Il nucleo delle critiche si può riassumere con una sola frase: “non è semplificazione è deregolamentazione”.
La mobilitazione, del mese in corso, delle 11 Associazioni italiane fa seguito alle critiche già manifestate da 139 Organizzazioni in una lettera inviata alla presidente della Commissione dell’Unione europea nell’ottobre scorso.
Cosa denunciano le 11 Associazioni? Come riportato in un articolo pubblicato sul sito della Lipu le maggiori criticità sono individuate:
- nella semplificazione, quale pretesto che nasconde invece un arretramento per la salute pubblica e l’ambiente,
- nella emanazione di un provvedimento che rischia di smantellare l’attuale impianto normativo della legislazione europea costruito in decenni di impegno per garantire la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente
- nella messa in crisi di un percorso nato dalla consapevolezza sempre maggiore dei danni causati dall’uso indiscriminato dei prodotti chimici di sintesi in agricoltura
- nella messa in discussione degli stessi criteri rigorosi individuati per valutare la pericolosità dei principi attivi dei prodotti fitosanitari prima dell’immissione sul mercato
- nella introduzione della possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive eliminando le revisioni sistematiche necessarie per ritirare del mercato pesticidi la cui pericolosità emerge da nuove evidenze scientifiche
- nella limitazione dell’autonomia degli Stati membri nel poter tutelare i propri cittadini a livello nazionale con criteri maggiormente protettivi
- nella estensione dei periodi delle deroghe per l’utilizzo di sostanze non più autorizzate, così da permettere l’utilizzo di pesticidi messi al bando anche fino a tre anni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, di fatto applicando un criterio legato al profitto e non tenendo conto per nulla dei principi di tutela che sia il Regolamento europeo che la Costituzione italiana imporrebbero.
Le organizzazioni firmatarie si impegnano, in caso di disinteresse del Governo italiano e
In assenza di un segnale concreto e della convocazione di un tavolo di confronto, entro i prossimi 30 giorni, a valutare l’avvio di ulteriori azioni di mobilitazione e di tutela legale presso le sedi competenti.
Va ricordato che alcuni di questi prodotti, proprio per approfondimenti e studi recenti, sono riconosciuti ormai come gravemente dannosi per la salute dei consumatori e dei lavoratori che li utilizzano: tra questi il glisofato che, come abbiamo ricordato in un articolo dell’agosto scorso, è cancerogeno come dimostra lo studio dell’Istituto Ramazzini. Va tenuto conto, nel caso di questa sostanza che tanto ha fatto discutere, che è da oltre un decennio che i ricercatori della Coopertiva sociale onlus – Istituto Ramazzini, svolgono ricerca sul tema. Ricerca che ha dato dei risultati importanti che confermano le previsioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che aveva classificato il glifosato già nel 2015 come “probabile cancerogeno per l’uomo”, e mettono a tacere le infondate certezze dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) la quale aveva affermato come non probabile che il glifosato costituisse un pericolo di cancerogenicità per l’uomo.
Di interesse, in merito ai rischi di esposizione ai pesticidi, una Scheda pubblicata nel mese in corso dall’Inail dal titolo Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in aree extra-agricole: riflessioni sugli impatti su salute, ambiente e biodiversità. Il documento amplia notevolmente il numero dei lavoratori esposti evidenziando ambiti di rischio, per quanto riguarda sia le esposizioni dei lavoratori che l’inquinamento ambientale, non generalmente adeguatamente considerati, individuando, oltre al settore agricolo, numerose altre aree non destinate alla coltivazione.
Aree non destinate alla coltivazione con rischi di esposizione ai pesticidi |
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| Aree extra-agricole | Dettagli zonali | Ulteriori implicazioni zonali |
| Infrastrutture viarie | Ferrovie, autostrade e strade | Pertinenze, piazzali, tratte, stazioni, parcheggi, bordi, alberature e spazi carburante |
| Infrastrutture nodali | Porti, interporti e aeroporti | Pertinenze bordi stradali e parcheggi |
| Parchi e giardini | Spazi verdi pubblici e privati | Campi sportivi, vialetti, aiuole |
| Spazi ad alta frequentazione | Piste ciclabili e zone pedonali | |
| Corpi idrici | Golene, sponde di canali, fiumi e laghi | |
| Siti produttivi | Aree industriali, commerciali turistico ricettive | |
| Cimiteri e siti archeologici | Zone storiche artistiche e paesaggistiche | |
NOTE
[1] Le 11 Associazioni nazionali – ACU – Associazione Consumatori e Utenti, AIDA –Associazione Italiana di Agroecologia, Associazione per l’AgricolturaBiodinamica, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace, ISDE-ItaliaMedici per l’Ambiente, Lipu, Rete Semi Rurali, Terra!, UPBio – Unione Produttori Biologico, WWF Italia – che hanno inviato una lettera ai Ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente per esprimere la loro preoccupazione per la proposta di regolamento “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi presentata dalla Commissione Europea.

