Nuovo strumento per il contrasto al lavoro sommerso
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha adottato il decreto interministeriale che introduce gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC). Il provvedimento rappresenta una nuova misura per rafforzare il contrasto al lavoro sommerso e promuovere comportamenti corretti da parte delle imprese.
Gli ISAC non sono pensati come strumenti sanzionatori, ma come meccanismi di compliance preventiva: l’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali anomalie nei versamenti contributivi e favorire la regolarizzazione spontanea da parte dei datori di lavoro.
Come funzionano gli ISAC
Il sistema si basa sull’elaborazione di indicatori che consentono di valutare il livello di affidabilità contributiva delle imprese. Per costruire questi indici verranno integrate le banche dati di diverse amministrazioni pubbliche, tra cui Inps, Agenzia delle Entrate e Ispettorato Nazionale del Lavoro, creando un’infrastruttura informativa condivisa.
Attraverso questo modello sarà possibile individuare eventuali scostamenti rispetto ai parametri di normalità. In presenza di anomalie, l’impresa riceverà una comunicazione informativa che segnala la situazione e consente di adottare eventuali misure correttive prima che si trasformino in violazioni contributive.
Premialità per le imprese più affidabili
Il decreto prevede anche un sistema di premialità per le aziende considerate affidabili, cioè quelle che rientrano nella cosiddetta “fascia di normalità” degli indicatori.
In questi casi, i datori di lavoro potranno beneficiare di alcuni vantaggi, tra cui una riduzione della priorità nei controlli ispettivi ordinari nell’ambito della programmazione annuale delle attività di vigilanza contributiva.
Il nuovo strumento si affianca quindi ai tradizionali sistemi di controllo, introducendo un approccio più orientato alla prevenzione e alla collaborazione tra imprese e amministrazioni pubbliche.
Prima applicazione in alcuni settori economici
Nella fase iniziale gli ISAC saranno applicati in via sperimentale ad alcuni comparti economici, tra cui il commercio all’ingrosso alimentare e i servizi alberghieri ed extra-alberghieri.
La misura si inserisce tra le riforme previste per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e punta a migliorare l’efficacia delle strategie di contrasto al lavoro irregolare.
Monitoraggio e sviluppo del sistema
Il decreto prevede anche un sistema di monitoraggio per valutare gli effetti dell’introduzione degli ISAC. L’INPS, in collaborazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dovrà analizzare i risultati della fase sperimentale e trasmettere un rapporto al Ministero del Lavoro.
È inoltre prevista l’istituzione di un Osservatorio dedicato, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali, per accompagnare lo sviluppo del nuovo modello di compliance contributiva.
Verso un approccio più preventivo alla legalità del lavoro
L’introduzione degli ISAC segna un passaggio verso una strategia più ampia di contrasto al lavoro sommerso, basata non solo sulla repressione delle irregolarità ma anche su strumenti di prevenzione e trasparenza.
Attraverso l’analisi integrata dei dati e il dialogo con le imprese, il nuovo sistema mira a favorire l’emersione del lavoro regolare, tutelare i lavoratori e garantire condizioni di concorrenza leale tra le aziende.

