
Durante il mese di maggio (2026) sono stati definiti due documenti di carattere programmatico, con ricadute importanti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che impegnano sul terreno della prevenzione le istituzioni nazionali e territoriali.
Il primo di questi documenti è la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera il 21 maggio scorso, attraverso un accordo formale:
L’obiettivo principale è ridurre drasticamente infortuni e decessi. Adottando l’approccio Vision Zero che viene per la prima volta adottato in Italia secondo cui ogni incidente è prevenibile. [1]
L’Italia si dota per la prima volta di uno strumento condiviso in materia. La prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro diventano finalmente oggetto di un piano strutturale e vincolante a livello nazionale che rafforza la sinergia tra Stato, Regioni e Enti preposti. Da oggi, disponiamo di una strategia organica, capace di orientare in modo coordinato le azioni di prevenzione, vigilanza e formazione, su tutto il territorio nazionale per i prossimi cinque anni. Abbiamo gettato le basi per un profondo cambiamento nel modo di affrontare il tema coinvolgendo con compiti chiari tutti gli attori. Questo significa dare concreta attenzione ai lavoratori, al loro benessere, alla loro sicurezza. [2]
Il secondo documento è il Piano nazionale della prevenzione 2026- 2031.
La promozione degli stili di vita sani, la prevenzione delle malattie croniche, la tutela della salute ambientale, la riduzione delle disuguaglianze territoriali sono i punti principali della norma programmatica. Si stanziano 200 milioni annui per le Regioni che dovranno istituire propri Piani regionali.
Rispetto ai precedenti Piani, il PNP 2026-2031 prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026 a sostegno delle attività preventive territoriali e degli adempimenti previsti dall’Intesa Stato-Regioni. [3]
Il Piano si pone formalmente, il problema della definizione degli standard di riferimento dei Dipartimenti di prevenzione territoriali per migliorarne l’efficienza, anche con un’adeguata dotazione di personale: questione centrale nella gestione delle attività di supporto e vigilanza. È previsto in merito l’avvio di un tavolo di lavoro con Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) cui ci auguriamo possano partecipare rappresentanze dei soggetti che operano nel territorio nelle attività di vigilanza e supporto (gli operatori dei servizi).
Per quanto riguarda la Strategia nazionale siamo davvero di fronte a una assoluta novità sui temi della gestione della salute e sicurezza sul lavoro a livello nazionale nel nostro Paese. Un impegno richiesto ripetutamente e da lungo tempo dalle parti sociali che, proprio nell’ambito di questo quadro di attività, possono dare il loro contributo nella realizzazione degli obiettivi individuati, diversamente dal Piano nazionale di prevenzione che è frutto del solo lavoro congiunto delle istituzioni nazionali e territoriali.
Per quanto riguarda il nuovo Piano nazionale della prevenzione siamo invece alla quinta edizione. Il Piano attuale individua sette aree di intervento prioritarie tra cui salute sicurezza benessere dei lavoratori, aree che rappresentano i Macro obiettivi del Piano:
- malattie croniche non trasmissibili
- dipendenze e problemi correlati
- incidenti stradali e domestici
- salute sicurezza e benessere dei lavoratori
- ambiente, clima e salute
- malattie infettive prioritarie
- sicurezza alimentare e sanità pubblica
Le attività di prevenzione relative alle sette aree individuate sono declinate mediante i Programmai predefiniti (PP) che passano da dieci a quattordici. Si punta quindi a un maggiore omogeneità degli interventi su tutto il territorio nazionale con la definizione di obiettivi e indicatori di monitoraggio fissati a livello centrale. La valutazione dei Piani regionali rientra tra gli adempimenti previsti dal sistema di verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
I 14 Programmi Predefiniti (PP)
§ PP1 “Scuole che Promuovono Salute”
§ PP2 “Comunità attive”
§ PP3 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”
§ PP4 “Dipendenze”
§ PP5 “Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”
§ PP6 “Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali”
§ PP7 “Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro”
§ PP8 “Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori”
§ PP9 “Ambiente, clima e salute”
§ PP10 “Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano”
§ PP12 “Promozione della salute nei primi mille giorni”
§ PP13 “Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione.
§ PP14 “Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia”
Nel quadro della descrizione del PP7 “Prevenzione in Edilizia, Agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro”, il Piano richiama la funzione importante dei Piani mirati di prevenzione:
Il contrasto agli infortuni e alle patologie lavoro-correlate si sviluppa anche tramite i Piani Mirati di Prevenzione (PMP), strumenti partecipativi territoriali di assistenza e supporto alle imprese che integrano assistenza e vigilanza, coinvolgendo imprese accomunate dallo stesso rischio e diffondendo buone prassi e soluzioni tecniche. I PMP devono adattarsi alla forte mobilità delle imprese, dei lavoratori stagionali e alla rapida evoluzione dei lavori, includendo interventi mirati sull’uso sicuro delle macchine (verifiche RES anche in occasione fieristiche), sulla manutenzione e sulle verifiche periodiche, con estensione anche ad altri comparti caratterizzati da un uso intensivo di attrezzature.
Il PP7 Prevenzione in Edilizia, Agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro, prevede che edilizia agricoltura e altri settori ad alto rischio infortunistico con diffuso utilizzo di macchine e attrezzature siano coinvolti nell’attuazione di un Piano mirato di prevenzione congiunto attuando azioni basate su evidenze di efficacia e Buone Pratiche. In relazione al piano è prevista la realizzazione e l’aggiornamento di materiale informativo e buone prassi che verranno pubblicati sui portali istituzionali www.prevenzionecantieri.it e www.prevenzioneagricoltura.it. Le attività di formazione e sensibilizzazione prevedono inoltre iniziative dedicate ai rischi da calore e radiazione solare, rivolte a gruppi specifici, inclusi gli studenti. Il riferimento ai Piani mirati è in realtà piuttosto scarno (sembra quasi non si vogliano troppo pubblicizzare), mentre il modello di intervento sembra essere acquisito tra le metodologie previste dal Piano: un buon risultato indubbiamente anche se sappiamo che l’utilizzo del modello è legato alla presenza di forze operative adeguate, per quantità e qualità, nei Servizi di prevenzione delle Asl.
In merito ai contenuti e alle modalità di definizione della Strategia rinviamo all’articolo pubblicato nel mese di gennaio, considerando che non ci sono stati significativi cambiamenti.
NOTE
[1] Comunicato Stampa n.28 del Ministero della salute n.28 del 21 maggio scorso.
[2] Dichiarazione del MInistro della salute.
[3] Comunicato stampa n. 29 del Ministero della salute n 29 del 23 maggio scorso.

