Il regime “EU Inc.” e i rischi per i diritti dei lavoratori

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Il 18 marzo 2026 la Commissione europea ha presentato la sua proposta  relativa al regime societario EU Inc (noto come 28° regime) [1]. EU Inc è la nuova forma societaria opzionale valida in tutta l’UE, pensata per startup e scale-up ma aperta a qualsiasi azienda, indipendentemente da dimensione o settore.  La nuova proposta è ancora in una fase iniziale ma dovrebbe concludere il suo iter entro la fine del 2026.

L’European trade union institute (Etui) ha pubblicato un articolo in cui  cerca di riassumere i complessi cambiamenti introdotti dal nuovo quadro giuridico e cosa significano per i diritti dei lavoratori. Nonostante la proposta non si occupi esplicitamente di sicurezza sul lavoro, questa avrà un impatto  sui temi di prevenzione e sicurezza. Per questo abbiamo valutato che possa essere importante dare notizia dei principali rischi per i lavoratori individuati dal sindacato europeo e che di seguito riportiamo.

Arbitraggio normativo e “corsa al ribasso”
  • Le aziende possono scegliere liberamente lo Stato membro dove registrare la sede legale (Art. 9), anche se l’attività reale si svolge altrove.
  • L’Art. 4 estende la possibilità di applicare tutte le leggi nazionali (non solo societarie) dello Stato di registrazione, inclusi diritto del lavoro, previdenza sociale e fiscale.
  • Ciò significa che lavoratori in Germania, Svezia o Italia di un’azienda EU Inc. registrata in un altro Stato potrebbero essere soggetti a legislazioni meno protettive, violando il principio lex loci laboris.
Erosione della partecipazione dei lavoratori
  • Nessuna armonizzazione UE delle norme sui diritti di informazione, consultazione e rappresentanza in sede di amministrazione (Board-Level Employee Representation; Bler) [2].
  • Le aziende possono eludere i sistemi di partecipazione semplicemente registrandosi in Stati senza Bler.
  • Circa il 68% delle Società Europee (SES) esistenti sono già “società scaffale” [3] usate per aggirare le negoziazioni con i lavoratori. 
Aggiramento delle soglie per i diritti collettivi
  • Grandi gruppi multinazionali possono creare strutture artificiali con catene di entità che mantengono l’organico appena sotto le soglie per evitare l’attivazione di diritti di informazione/consultazione e rappresentanza aziendale
Mancanza di trasparenza e informazione
  • Nessun obbligo di comunicare il numero di dipendenti quando si aprono filiali (Art. 40)
  • Sindacati e autorità non possono monitorare quanti lavoratori operano nelle filiali né sotto quale legislazione lavorano
  • Le limitazione imposte dall’art. 103 rendono complicato e talvolta addirittura impossible ottenere le informazioni necessarie a potare avanti indagini e ispezioni sui temi della sicurezza e sui diritti die lavoratori (difficile accedere ai documenti  per le procedure di liquidazione  e  ai registri).
Piani di stock option (Eu-Esop) rischiosi per i dipendenti [4]
  • Gli Esop (Employee Stock/Share Ownership Plan) possono essere usati per sostituire salari ordinari, abbassando retribuzioni al di sotto dei minimi legali o contrattuali
  • Periodo di blocco obbligatorio di 24 mesi (Art. 78) in cui il lavoratore non può vendere queste azioni
  • I lavoratori devono pagare le azioni in contanti (Art. 78), con onere finanziario sui dipendenti
  • Asimmetria informativa: i dipendenti non hanno gli strumenti per valutare correttamente il valore delle azioni in società non quotate [5].
Liquidazione rapida e creditori
  • La liquidazione semplificata (Art. 83-85) non menziona esplicitamente i dipendenti come creditori privilegiati
  • Scadenza di soli 30 giorni per l’opposizione di creditori e autorità fiscali
  • Rischio che aziende usino questa procedura per eludere obblighi verso i lavoratori
Sicurezza e controllo amministrativo
  • La registrazione in 48 ore con il principio “una tantum” [6] rende impossibili controlli preventivi efficaci (antiriciclaggio, verifica identità, anti-terrorismo)
  • Il sistema digitale by-default [7], sebbene efficiente, espone a rischi di frode e a società di comodo.
Conclusione

La proposta EU Inc., nella sua forma attuale, rischia di diventare uno strumento di elusione sistematica dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori, della rappresentanza in sede aziendale e delle tutele sociali, incentivando una “corsa al ribasso” normativo nel mercato unico europeo.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, nella sua forma attuale, la proposta sembra semplicemente disastrosa sia che si tratti di rappresentanza sindacale, di facilitazione e semplificazione del lavoro di monitoraggio e controllo, sia di trasparenza in merito a quali norme si applicano. La proposta per com’è stata formulata sembra portare ad un erosione totale degli standard nazionali di sicurezza sul lavoro, distruggendo tutti i sistemi di protezione dei lavoratori che erano dati per assodati sul piano nazionale, portandoli agli standard più bassi possibili presenti nell’Unione.

La non trasparenza delle imprese EU Inc. nei confronti degli stati che  ospitano le loro fliliali, e addirittura il divieto imposto dall articolo 103, rende  l’ispezione un incubo burocratico difatto permettendo alle aziende di sfuggire ai controlli e nascondersi in paesi dell‘Unione dove i controlli sono inefficenti e le autorità competenti facilmente corrompibili.

L’UE sembra aver deciso attivamente, visto l’appoggio politico di metà marzo da parte  del Consiglio europeo alla porposta, di puntare  sulla strada del  neoliberismo nel tentativo di riportare una crescita economica stabile in Europa. La proposta, per come è formulata ora, è un attentato agli standard di sicurezza che erano il vanto dell’Unione e, almeno che non venga acompagnata ad uno sforzo reale di armonizzazione del quadro normativo a livello  europeo, sembra preannunciare un disastro burocratico ed un attacco sistematico ai diritti dei lavoratori.

La speranza è che questa proposta sia radicalmente rivista e che venga messo al centro il benessere dei lavoratori e non la crescita  di numeri immaginari:  pensare al PIL prima che al benessere dei lavoratori dell‘Unione significa non ottenere nessuno dei due.


NOTE

[1] Il nuovo regime societario proposto dalla Commissione  è noto come  il 28° Regime considerando  i 27 diversi regimi degli Stati membri dell’Unione europea.

[2] Il Board-Level Employee Representation (Bler), noto in italiano come Rappresentanza dei lavoratori nei consigli di amministrazione, è un sistema di governance aziendale in cui i dipendenti eleggono propri rappresentanti (spesso membri interni o sindacalisti) all’interno del consiglio di amministrazione o di sorveglianza dell’impresa.

[3] Una società scaffale (in inglese “shelf company” o “shelf SE”) è una società costituita legalmente ma senza attività economica reale, che viene “messa da parte” su uno scaffale (da qui il nome) per essere attivata o utilizzata in un secondo momento, di norma per evitare il Bler o altri obblighi di rappresentanza dei lavoratori.

[4] So tratta di un piano di azionariato per i dipendenti (ESOP, Employee Stock Ownership Plan) che conferisce ai lavoratori una partecipazione azionaria nella propria azienda. I lavoratori generalmente accumulano azioni nel tempo.

[5] In pratica i lavoratori vengono pagati in base all’acquisto di azioni ma non essendoci obblighi di trasparenza questo potrebbe facilmente diventare uno strumento per agirare il salario minimo  sostituendolo.

[6] Il principio una tantum (noto in ambito digitale europeo come Once-Only Principle) stabilisce che cittadini e imprese debbano fornire i propri dati e documenti alle Pubbliche Amministrazioni solo una volta. Sono poi le amministrazioni a dover condividere e riutilizzare queste informazioni internamente, evitando che vengano richieste  più volte all’utente.

[7] La normativa e le dichiarazioni della Commissione indicano che tutte le operazioni  di gestione dell’impresa passeranno per la digitalizzazione mediante per app siti e piattaforme digitali.

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