Per un approfondimento sul tema del rapporto lavoro e salute mentale, è di riferimento un recente articolo pubblicato dal Bollettino Adapt del 15 dicembre scorso, dal titolo Salute mentale e lavoro: implicazioni e proposte di azione in prospettiva comparata [1].
L’autrice sottolinea il ruolo centrale del tema nel dibattito politico istituzionale e scientifico facendo anche riferimento all’adozione, nel giugno 2023, della Comunicazione della Commissione europea che invita
a promuovere un approccio globale e intersettoriale alle problematiche legate alla salute mentale.
L’approccio globale cui si fa riferimento chiama a tenere conto di tutti quei fattori, di carattere economico e sociale, oltre che lavorativo, che hanno un’influenza indiscutibile sullo stato di salute generale e in particolare sulla salute mentale.
Riflettere sui fattori di rischio e sulle implicazioni per il mondo del lavoro, significa quindi ricordare i nuovi pericoli legati alla crescente digitalizzazione del lavoro, ma anche, come segnala una recente indagine della Fondazione di Dublino, fattori sociali come l‘incertezza abitativa e l’aumento del costo della vita, che nell’insieme provocano condizioni di stress e vulnerabilità psicologica.
A questi fattori, vanno aggiunti quelli contestuali, come la crisi economica del 2008 e la pandemia del 2020, eventi che non solo hanno aggravato condizioni di fragilità già esistenti, ma hanno anche portato alla luce un malessere emotivo più profondo e diffuso, spesso latente in ampi segmenti della popolazione. Molti gruppi sociali già esposti a vulnerabilità psicologiche vivevano forme di disagio che, pur presenti da tempo, rimanevano in ombra o non pienamente riconosciute.
Sono inoltre noti i legami tra le buone condizioni di lavoro – e dunque lavoratori in buona salute – e la qualità del lavoro e della performance di impresa/organizzazione. Il tema non ha, sottolinea l’autrice, una portata esclusivamente individuale, ma anche economica e sociale: individuare e gestire problemi connessi alla salute mentale significa anche una migliore produttività e un migliore clima lavorativo, oltre che minori spese sanitarie.
Considerando le vaste implicazioni del tema, si suggerisce che a questa materia si ponga attenzione mediante la contrattazione nazionale e aziendale, come lo è stato e lo è ancora per il tema della sicurezza.
Quali linee di azione si potrebbero considerare? Ad esempio:
- per prevenire il burnout, limitare la pianificazione di call durante la pausa pranzo o al di fuori dell’orario di lavoro
- attivare programmi di supporto psicologico gratuito e riservato
- promuovere percorsi formativi destinati ai ruoli direttivi, finalizzati allo sviluppo dell’intelligenza emotiva e alla capacità di individuare tempestivamente segnali di disagio nei collaboratori, intervenendo su carichi di lavoro o assetti organizzativi problematici.
L’obiettivo è dunque, secondo la ricercatrice, collocare il tema della salute mentale al centro del dibattito pubblico, o quantomeno riconoscerlo come un fattore strategico per lo sviluppo economico, questo invierebbe un segnale di cambiamento profondo e di modernizzazione. In questo quadro è evidente come la contrattazione abbia un ruolo rilevante.
In materia, con specifico riferimento alla contrattazione, è anche di interesse il progetto a carattere internazionale Incremental che ha indagato per l’Italia il livello di attenzione al tema della salute mentale nelle aziende del settore metalmeccanico.
Il Report del progetto evidenzia
come, nonostante la normativa italiana imponga ai datori di lavoro una valutazione periodica dei rischi psicosociali che possono impattare la salute mentale dei lavoratori, l’attenzione a tale tematica risulta disomogenea nei diversi contesti di lavoro.
Il Report rende però disponibile un elenco di aziende del settore che hanno introdotto il tema della salute mentale nella contrattazione aziendale.
Accordi aziendali (2024) |
| Feralpi (acciaieria) ha confermato l’importanza del suo “Sportello di Ascolto dei
casi di disagio lavorativo”, un servizio dedicato alla valutazione e gestione dello stress lavorativo. Questo strumento, supervisionato dal medico competente, consente la risoluzione diretta ed efficace dei casi di disagio, coinvolgendo il Dipartimento Risorse Umane e il Servizio di Prevenzione e Protezione quando necessario. |
| Ducati (automotive) ha lanciato campagne di prevenzione per promuovere il benessere fisico e mentale dei dipendenti, in collaborazione con la RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) e ha istituito una “Commissione Alimentazione e Benessere”. Questa commissione ha il compito di monitorare e migliorare i servizi relativi alla mensa e il benessere complessivo del personale, promuovendo un ambiente di lavoro più sano e inclusivo. |
| Telespazio ed E-Geos (produzione di satelliti) hanno affrontato il benessere anche nel contesto del lavoro a distanza, garantendo che le pratiche di smart working rispettino sia la sicurezza fisica che quella mentale dei dipendenti, nonché le normative esistenti. È stato sottolineato che la sede di lavoro non deve solo rispettare gli standard di sicurezza, ma anche assicurare la riservatezza e il benessere mentale. |
| Rulmeca (metalmeccanica) ha riconosciuto il benessere come uno dei pilastri del welfare aziendale; l’azienda si è impegnata a tutelare la sicurezza e la tranquillità del proprio personale, invitando tutte le parti, comprese le rappresentanze sindacali, a collaborare attivamente per raggiungere standard sempre più elevati. |
| Solid(automotive) in questa azienda il benessere dei dipendenti è stato definito come un valore chiave per il successo dell’azienda; quest’ultima ha ribadito l’importanza di politiche che migliorino la qualità della vita lavorativa, considerando il benessere come un fattore essenziale per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. |
| Lamborghini (automotive) ha adottato un approccio sistemico, integrando salute, sicurezza, inclusione e responsabilità sociale lungo tutta la catena di valore. L’azienda vede il benessere dei dipendenti non solo come una priorità interna, ma anche come un impegno verso le comunità e i territori in cui opera. |
| Hitachi Rail(produzione di veicoli) si è concentrata sulla diversità, l’inclusione e l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Grazie a politiche mirate di welfare e benessere, l’azienda ha introdotto strumenti di supporto per affrontare le sfide lavorative, personali e familiari, con l’obiettivo di creare un ambiente etico che rispetti la dignità di ogni individuo. |
| Alstom Services (produzione di veicoli) ha riconosciuto il valore del diritto alla disconnessione come elemento essenziale per garantire un corretto equilibrio tra vita professionale e vita privata. Questa misura rappresenta un passo in avanti nella promozione di un lavoro più sostenibile, dove il benessere individuale è prioritario insieme al raggiungimento degli obiettivi aziendali. |
Secondo i ricercatori del progetto Incremental [2], sebbene questi accordi dimostrino progressi significativi,
è importante notare che nel settore della metalmeccanica le previsioni contrattuali che affrontano i rischi psicosociali non siano ancora diffuse.
Mentre si sottolinea che
integrando politiche mirate e aumentando la consapevolezza, il settore potrebbe migliorare ulteriormente il proprio impegno nella creazione di luoghi di lavoro che pongano realmente al centro il benessere dei dipendenti.
Progetto Incremental
Il progetto mira a fornire una formazione di qualità a sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori dell’industria metalmeccanica in 7 paesi target e a livello transnazionale, al fine di aumentare la loro consapevolezza sui rischi psicosociali emergenti connessi all’ambiente di lavoro e all’organizzazione del lavoro, ma anche sul ruolo strategico del dialogo sociale e delle iniziative di contrattazione collettiva nella protezione e promozione della salute mentale dei lavoratori.
Ciò sarà raggiunto attraverso
- la stretta cooperazione tra partner di “ricerca”, esperti, sindacati e partner associati e attraverso l’erogazione di 22 sessioni di formazione (a livello nazionale e transnazionale), organizzate tematicamente, tenendo conto delle peculiarità settoriali e nazionali, ma anche del contesto internazionale e delle pratiche in materia;
- l’implementazione di attività di comunicazione e divulgazione progettate per integrarsi con altre iniziative e incontri europei e internazionali organizzati sul tema della prevenzione dei rischi e della promozione della salute mentale sul posto di lavoro.
Coordinatore: Fim-Cisl
NOTE
[1] L’articolo è di Giulia Sassi, ADAPT Junior Fellow Fabbrica dei Talenti.
[2] Progetto finanziato dall’Unione europea: https://www.adapt.it/incremental/.

