Infortuni mortali nelle microimprese: modalità di accadimento, cause e misure di prevenzione

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Le micro e piccole imprese rappresentano circa il 95% del tessuto produttivo italiano e danno lavoro a quasi metà della forza lavoro impiegata nelle aziende. Nonostante le ricorrenti crisi strutturali e le scelte frutto della globalizzazione dei mercati, il numero delle micro e piccole imprese cresce e, nei dati più recenti, il divario tra iscrizioni e cessazioni resta favorevole con decine di migliaia di attività in più.

Non  antitetica  ma complementare e sinergica al big business, nel nostro paese la piccola impresa è stata il veicolo della affermazione sociale delle classi subalterne, rappresentando un  inesauribile  serbatoio  di imprenditorialità e forza creatrice. La sua crisi attuale  è specchio  della crisi di un’intera  sistema sociale  prima che economico. Ma la piccola impresa può risorgere, trasformata e rafforzata a patto che il sistema sociale sappia sostenerla rifondando l’economia sulla persona e sulla famiglia”, così introduceva il tema Giulio Sapelli nel suo “Elogio della piccola impresa [1].

Uno degli ambiti privilegiati in cui la micro e piccola azienda potrebbe dare un contributo significativo alla cultura di impresa,  ma in cui si richiede anche  quel sostegno da parte del sistema sociale di cui parlava Sapelli, mediante un significativo supporto delle diverse figura professionali, è proprio l’ambito della tutela della salute e sicurezza di chi lavora in queste micro e piccole imprese, in cui troviamo per lo più fianco a fianco  datore di lavoro  loro famigliari e lavoratori: ed è proprio questa  la specificità su cui bisognerebbe puntare.

Eppure nelle micro e piccole imprese accadano un gran numero di infortuni e ancor più di infortuni mortali: un’occasione persa, come molte altre,  in cui non si è in grado di utilizzare le caratteristiche del contesto aziendale per aggredire il problema  della diffusa scarsa consapevolezza delle condizioni di rischio connesse al lavoro. Caratteristiche di contesto che sono davvero particolari se teniamo conto della condivisione delle condizioni di lavoro tra datori di lavoro e lavoratori.

In merito INAIL ha pubblicato, nel mese in corso, la Scheda 27 – Infortuni mortali nelle Microimprese: modalità di accadimento, cause e misure di prevenzione, la scheda fa riferimento per la descrizione dei casi alla Banca dati Infor.Mo. [2].

Alcuni dati

2022  (Istat – Annuario statistico italiano 2025)

  • Le microimprese superano i 4,2 milioni ovvero il 94,5% del totale
  • Le grandi imprese (con più di 250 addetti) sono lo 0,1 del totale
  • Il 42,3% degli addetti appartiene alle microimprese, il 33,8% alle PMI ed il 23,9% alle grandi aziende.

2024 (Dati Inail Banca dati statistica)

  • Per la gestione Industria e Servizi sono state presentate oltre 91.000 denunce (19,6% del totale) di infortuni nelle microimprese
  • Settori maggiormente coinvolti: Costruzioni (25,0%), Manifatturiero (17,4%), Commercio (16,5%), Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (14,6%), Trasporti e magazzinaggio (5,9%)
  • Casi mortali delle microimprese (fino a 9 addetti):  370 eventi nel 2024, il 35,3% del totale delle denunce, tali eventi si sono verificati  negli stessi settori citati
  • Nelle microimprese quasi un terzo dei casi mortali (30,8%) è avvenuto nel solo comparto delle Costruzioni, seguito dagli altri settori prevalenti con quote inferiori che variano tra il 15% ed il 9%.
  • Rapporto di lavoro: una maggiore quota di lavoratori irregolari (11,0% vs 1,0%), di pensionati (11,0% vs 0,3%) e di soci (anche di cooperative) (8,3% vs 1,7%), maggior presenza di autonomi (11,3% vs 3,1%).

Gli approfondimenti possibili mediante la Banca dati Infor.Mo  ci permettono di  conoscere le principali modalità di accadimento degli infortuni mortali nelle micro e piccole imprese. Gli incidenti più frequenti sono: la caduta dall’alto o in profondità dell’infortunato (31,6%), la variazione nella marcia o il ribaltamento di veicolo/mezzo di trasporto (20,1%) e la caduta dall’alto di gravi (14,5%), che nell’insieme caratterizzano i 2/3 degli eventi mortali della micro impresa. Dati che si riconfermano ormai da decenni e  che  evidenziano come il problema non sia certo la mancanza di informazioni e di indicazioni relative alle  misure di prevenzione, che d’altronde i ricercatori dell’Inail hanno il buon senso di richiamare nella seconda parte della Scheda: anche per evidenziare come tutte le informazioni che si acquisiscono se non hanno una finalità pratica, sul piano della prevenzione, lasciano davvero il tempo che trovano.

Per quanto riguarda i fattori causali degli eventi, considerando tutti i settori,  al primo posto compaiono gli aspetti procedurali (attività infortunato e di terzi) con il 57,7%, dato che risulta in linea con quello registrato per le imprese con più di nove addetti. Detti aspetti sono collegati ad azioni estemporanee (67,2%), pratiche abituali (19,4%), carenza di informazione, formazione, addestramento (14,5%). Nel dettaglio la scheda descrive inoltre:

  • le criticità specifiche dei fattori che sono intervenuti a determinare gli eventi quali: attrezzature ambiente e utilizzo dei Dpi
  • mentre per ciascun settore si caratterizzano i fattori di rischio che hanno determinato gli infortuni accaduti.

Abbiamo visto come gli aspetti procedurali coprano per il 57,7% i fattori causali degli eventi, che si tratta per lo più di azioni estemporanee  e solo per il 20% circa di pratiche abituali. Tutte informazioni che rinviano a quel sostegno da parte del sistema sociale di cui parlavamo all’inizio dell’articolo.

Sostegno alle imprese  sui temi della salute e sicurezza  che è d’altronde alla base delle relazioni tra Associazioni artigiane (cui fa riferimento la maggior parte delle micro imprese) e Organizzazioni sindacali, sostegno da realizzare mediante la Rete degli Organismi paritetici territoriali. Rete che nasce con lo scopo di fornire sì un supporto tecnico per la prevenzione dei rischi, ma soprattutto per aiutare le aziende a sentirsi  parte di una comunità territoriale che ha a cuore la vita e il benessere di chi lavora in quel territorio, siano datori di lavoro i loro famigliari o i loro  dipendenti. Ma ci chiediamo offrono (o possono offrire)  le istituzioni nazionali e territoriali adeguato supporto a questa iniziativa delle parti sociali?


NOTE

[1] Giulio Sapelli, Elogio della piccola impresa, il Mulino 2013.

[2] Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

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