Il Ministero della Giustizia ha ricevuto la relazione finale della Commissione ministeriale sulla sicurezza sul lavoro, composta da 12 esperti in diverse discipline e presieduta dal Viceministro Francesco Paolo Sisto. Il documento, frutto di un lavoro avviato nell’aprile del 2024, contiene una serie di proposte di modifica normativa che potrebbero confluire in una futura legge delega.
Il focus della Commissione: responsabilità d’impresa e meccanismi premiali
Il lavoro della Commissione si è concentrato sugli assetti organizzativi delle imprese, come disciplinati dalla D.Lgs. 231/2001, con l’obiettivo di introdurre strumenti che incentivino le aziende ad adottare misure di prevenzione in modo proattivo, piuttosto che limitarsi a rispettare i minimi di legge per evitare sanzioni.
L’approccio proposto punta a trasformare l’impresa da soggetto passivo — che subisce controlli e sanzioni — a soggetto attivo nella gestione della sicurezza, con vantaggi concreti per chi investe in prevenzione.
Le proposte principali
Tra le modifiche normative proposte dalla Commissione emergono tre linee di intervento principali.
La prima riguarda l’introduzione di criteri oggettivi e chiari per valutare la gravità della colpa dell’imprenditore in caso di infortuni, al fine di superare l’attuale incertezza interpretativa che caratterizza molti procedimenti penali in materia.
La seconda prevede l’istituzione di una corsia preferenziale per i reati attinenti alla sicurezza sul lavoro, con l’obbligo per il pubblico ministero di sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione nel registro delle notizie di reato. Una misura che punta ad accelerare i tempi della giustizia in un ambito in cui la tempestività è particolarmente rilevante.
La terza proposta riguarda il riconoscimento formale del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) come figura dotata di competenze tecniche esclusive e autonomia operativa, rafforzandone il ruolo e la rilevanza giuridica all’interno dell’organizzazione aziendale.
I prossimi passi
Le proposte contenute nella relazione non hanno ancora forza di legge: rappresentano il punto di partenza per una successiva iniziativa legislativa. L’ipotesi al momento indicata è quella di una legge delega, che consentirebbe al Governo di intervenire in modo organico sulla materia. I tempi e le modalità dell’eventuale iter parlamentare non sono ancora stati definiti.

