fonte: INAIL
Oltre un milione di imprese e quasi tre milioni e mezzo di lavoratori: il commercio continua a essere uno dei motori centrali dell’economia italiana, ma anche un settore esposto a rischi lavorativi e patologie professionali in crescita. A fotografare la situazione è il nuovo numero di Dati INAIL, la pubblicazione periodica curata dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che dedica il suo ultimo approfondimento proprio a questo comparto strategico.
Nel 2023, il commercio rappresentava il 21,7% delle imprese italiane, con una presenza diffusa di microimprese sotto i dieci addetti. Gli occupati erano quasi 3,5 milioni, pari al 18,6% del totale nazionale, con una distribuzione che copre l’intera filiera: dal dettaglio e ingrosso ai servizi di assistenza e riparazione. Una rete capillare, dunque, ma anche un sistema vulnerabile agli infortuni e alle malattie professionali, spesso legate a ritmi intensi, movimentazione manuale, stress e posture incongrue.
Infortuni in crescita: +28% in cinque anni
Nel quinquennio 2020-2024 le denunce di infortunio hanno mostrato un trend crescente, passando da 36.241 a 46.232 casi, con un aumento del 28%. Dopo il calo del 2020 dovuto alle restrizioni sanitarie, gli infortuni hanno ripreso a salire, pur senza tornare ai livelli del 2019 (oltre 48mila casi).
Nel 2024, quasi otto infortuni su dieci (79,2%) si sono verificati “in occasione di lavoro”, mentre il restante 20,8% è avvenuto in itinere. Le differenze di genere mostrano un quadro articolato: nel complesso gli uomini rappresentano il 63,2% degli infortunati, ma nel commercio al dettaglio le donne superano la metà dei casi (53,1%), con un’incidenza maggiore degli infortuni in itinere.
Nord in testa per numero di casi
Dal punto di vista territoriale, il Nord-Ovest e il Nord-Est concentrano quasi il 60% degli infortuni riconosciuti nel settore, rispettivamente con 10.301 e 9.882 casi nel 2024.
A livello di attività, il commercio al dettaglio rimane il comparto più colpito (circa il 60% dei casi), seguito dal commercio all’ingrosso e dalla riparazione e vendita di veicoli, che rappresentano circa il 30% delle denunce.
Malattie professionali in aumento: +24% in un solo anno
L’aumento riguarda anche le malattie professionali: nel 2024 le denunce sono state 5.986, con un incremento del 24% rispetto al 2023 e più del doppio rispetto al 2020. Il commercio pesa per l’8,1% del totale delle patologie segnalate nella gestione “Industria e servizi”.
I lavoratori coinvolti sono stati 3.813, con una media di 1,6 casi per persona. I disturbi muscolo-scheletrici e le patologie da sovraccarico biomeccanico restano le più frequenti, ma si segnalano anche casi legati a stress, affaticamento e microtraumi ripetuti.
Commessi e meccanici tra i più esposti
A livello professionale, gli addetti alle vendite concentrano oltre un terzo delle denunce, seguiti da meccanici, montatori e manutentori, che rappresentano circa il 20%. Il Centro Italia registra quasi la metà dei casi (46,8%), con la Toscana in testa per numero assoluto: un caso su cinque arriva da questa regione.
Un settore strategico ma fragile
Il quadro delineato da Dati Inail conferma la centralità economica del commercio e, al tempo stesso, la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza nelle piccole imprese. Interventi formativi mirati, gestione del rischio ergonomico e programmi di prevenzione organizzativa possono rappresentare strumenti chiave per proteggere un comparto che rimane, a tutti gli effetti, uno dei pilastri della produttività italiana.
DATI INAIL – Settembre 2025
Formato PDF — Dimensione 475.66 kB
Argomenti
Commercio: un settore vitale per l’economia italiana – Andamento degli infortuni nel settore del commercio dal 2020 al 2024 – Malattie professionali nel commercio: commessi e meccanici i più colpiti

