Disuguaglianze di rischio tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri

lavoratori italiani e disuguaglianze lavoratori stranieri pexels-nasir-islam-3879758

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Sicurezza senza confini: infortuni e mortalità occupazionale in Italia, disuguaglianze  di rischio tra lavoratori italiani e stranieri (aggiornamento 2025)  è il titolo di un articolo, a firma di Federica Ianieri [1] e Alessandro Russo [2],  pubblicato dalla rivista Journal of  Biomedical  Practitioners [3] e segnalato dal sito della Consulta interassociativa italiana per la prevenzione, che ringraziamo.

LA SICUREZZA VIVE NELLE NOSTRE MANI

È il primo gesto al mattino:
esci di casa, metti la cintura,
infili guanti e casco, e pensi a chi ti aspetta.
È la scelta silenziosa di tornare a casa, ogni sera.
La sicurezza è un diritto,
scritto nei codici e inciso nel cuore.
È la voce che ti sussurra “fermati”
quando il rischio diventa abitudine.

È un abbraccio silenzioso alla vita,
la cura che scegli di darti ogni giorno.
È prudenza, non fretta;
è tempo speso per chi sa guardare avanti.

Non è paura, ma consapevolezza;
non è vincolo, ma libertà protetta.

La sicurezza è amore: per chi lavora accanto,
per chi ti chiama a fine turno, per chi sogna un domani sereno.
È un patto che si rinnova ogni giorno,
tra chi guida e chi segue la via.

La sicurezza è un dovere:
del datore che forma, protegge, previene;
del lavoratore che osserva, segnala, pretende.

Alzare il dito non è ribellione, è dignità che chiede tutela.
La sicurezza non è un costo, è valore, è vita.
È rispetto per il tuo sudore, per la tua storia.
È la mano tesa dell’uomo verso l’uomo,
la promessa di tornare, passo dopo passo, intero a casa.

La sicurezza prende vita nelle nostre mani ogni giorno.
Dott.ssa Federica Ianieri

L’articolo pubblicato da JBP tocca temi che in quest’ultimo mese, sempre a seguito di un tragico e in questo caso mostruoso evento, sono tornati di attualità e  oggetto di attenzione della politica e della stampa. Se vi fossero stati dei dubbi sulla disparità di condizioni di lavoro tra italiani e stranieri l’articolo, molto pacatamente con dati oggettivi, segnala che queste differenze ci sono, e come! e pesano non poco.

Nel periodo 2021-2024
  • I lavoratori stranieri hanno rappresentato oltre il 10% della forza lavoro nazionale, risultando prevalentemente occupati in settori ad elevata esposizione del rischio.
  • I lavoratori stranieri presentano un tasso di incidenza degli infortuni sul lavoro più che doppio rispetto ai lavoratori italiani.
  • Le maggiori criticità si osservano nei settori ad alta intensità di rischio fisico, quali edilizia, agricoltura, trasporti e manifattura.
  • I dati evidenziano inoltre una quota sproporzionata di decessi tra i lavoratori stranieri rispetto alla loro incidenza sulla forza lavoro complessiva.

Barriere linguistiche e culturali, unitamente a una minore efficacia della formazione standardizzata, risultano associate a una ridotta comprensione delle procedure operative e delle misure di prevenzione; a tali fattori può inoltre concorrere la presenza di condizioni lavorative irregolari, quali il lavoro non regolarmente di-chiarato.

Fonte dei dati e metodi
  • Banche dati “Open Data  dell’Inail relativamente  alle denunce di infortunio e ai decessi sui luoghi di lavoro.
  • Dati occupazionali estratti dalla Rilevazione sulle forze lavoro dell’Istat (2021-2025.)
  • I dati sugli infortuni includono sia quelli “in occasione di lavoro” sia quelli “in itinere”.
  • La popolazione è stata distinta in base a nazionalità, settore di attività e caratteristiche socio demografiche (età, genere).

Sono stati inoltre considerati fattori culturali e linguistici, come la partecipazione a percorsi formativi per la sicurezza, la presenza di mediatori culturali e le eventuali barriere alla comprensione delle procedure operative, nonché la possibile incidenza di lavoro irregolare.

I dati forniti dall’Istituto assicurativo confrontati con i dati occupazionali (Istat) hanno permesso per gli infortuni di considerare il tasso di incidenza (ovvero il numero degli infortuni sul totale degli occupati x mille) e l’indice di mortalità (definito come il rapporto tra il numero dei decessi e la popolazione di riferimento rapportato a un milione di lavoratori). Più di un commento vale la lettura dei dati, come da tabelle seguenti, da cui risulta evidente quanto pesante sia il bilancio dei danni, in particolare modo mortali, che colpiscono i  lavoratori stranieri.

Tasso di incidenza degli infortuni sul lavoro  (2021-2024)
Categoria lavoratori Infortunati Popolazione lavorativa Totale Tasso di

incidenza (x 1.000)

Italiani 448. 106 21.049.611 21.497.717 21,29
Stranieri 116.296 2.387.889 2.504.185 48,70
Totale 564.402 23.437.500 24.001.902 24,08

 

Indice di mortalità degli infortuni sul lavoro in Italia (2021-2024)
Categoria lavoratori Decessi Popolazione lavorativa Totale Indice di mortalità

X 1.000.000

Italiani 897 21.497.717 2.497.717 41,73
Stranieri 214 2.504.185 2.504.185 85,46
Totale 564.402 23.437.500 24.001.902

Per quanto riguarda i dati provvisori Inail relativi al 2025 il rischio di infortunio e di mortalità per i lavoratori stranieri raggiunge  livelli ancora più elevati (Gennaio- Settembre  2025)  :

  • 784 decessi di cui il 22% sono lavoratori stranieri
  • indice di incidenza dei decessi calcolato per milione di occupati dà il  28,6 per gli italiani e il 68,8 per gli stranieri.

Relativamente alla percezione del rischio, all’efficacia della formazione, alle strategie preventive  in contesti multi culturali i ricercatori, in assenza di banche dati  relative a tali flussi informativi,  hanno adottato un “approccio qualitativo basato su una revisione sistematica della letteratura scientifica  e dei rapporti tecnici di settore”. Di seguito le principali criticità evidenziate e le azioni preventive suggerite.

I risultati dello studio indicano che gli attuali modelli formativi, prevalentemente standardizzati, risultano insufficienti a garantire un’efficace prevenzione in contesti lavorativi multiculturali.
È pertanto necessario sviluppare strategie preventive mirate, basate su percorsi formativi interculturali, strumenti multilingue, mediazione culturale e verifiche sistematiche dell’apprendimento, nonché su interventi di contrasto alle condizioni di lavoro irregolare che possono amplificare l’esposizione al rischio. Promuovere una cultura della sicurezza inclusiva e partecipativa rappresenta un elemento chiave per ridurre infortuni e mortalità sul lavoro e per trasformare la prevenzione da mero adempimento normativo a processo condiviso e sostenibile.


NOTE

[1] Cdl in tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e scienze mediche applicate, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli studi del Molise – Italy.

[2] U.O.C. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (PSAL), ASL Salerno – Salerno, Italy

[3] N.1, Vol.10 2026, pag. 230-240

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