
Il 29 ottobre si celebra la Giornata internazionale della cura e dell’assistenza, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per riconoscere il valore di un lavoro spesso invisibile ma indispensabile. Per l’occasione, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), insieme all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e a UN Women, organizza un evento online dedicato a come costruire sistemi di cura e assistenza sostenibili, fondati sul lavoro dignitoso.
Un settore essenziale, ma fragile
La cura delle persone, dai bambini agli anziani fino a chi vive con una disabilità, sostiene il funzionamento delle società e delle economie. Eppure chi la svolge per lavoro si trova spesso in condizioni difficili. Secondo l’OIL, nel mondo sono 381 milioni le persone occupate nell’economia della cura, e circa due su tre sono donne.
Molte di loro ricevono retribuzioni basse, godono di tutele sociali e lavorative insufficienti, hanno poche possibilità di rappresentanza collettiva e sono esposte a rischi per la salute e la sicurezza. È un insieme di fattori che rende il settore vulnerabile e che, nel lungo periodo, mette a rischio la qualità stessa dei servizi di assistenza.
L’evento del 29 ottobre
L’incontro, trasmesso in diretta sulla piattaforma ILO Live giovedì 29 ottobre 2026 dalle 13.30 alle 15.00, farà il punto sui progressi raggiunti, sulle sfide ancora aperte e sulle azioni necessarie per sviluppare sistemi di cura basati sui diritti e capaci di tenere conto delle differenze di genere, di età e delle esigenze delle persone con disabilità.
L’evento sarà anche l’occasione per ricordare i quindici anni dalla Convenzione OIL n. 189 del 2011 sulle lavoratrici e i lavoratori domestici e della Raccomandazione n. 201 che la accompagna. Si tratta del primo strumento internazionale che riconosce a chi lavora nelle case altrui gli stessi diritti fondamentali degli altri lavoratori, dall’orario di lavoro al riposo, dalla retribuzione alla tutela della salute e sicurezza. L’Italia è stata tra i primi Paesi a ratificarla, nel 2013.
La salute e sicurezza sul lavoro
Il lavoro di cura comporta rischi specifici, spesso sottovalutati. La movimentazione delle persone assistite espone a disturbi muscoloscheletrici, in particolare alla schiena. A questo si aggiungono i carichi emotivi legati al rapporto con persone fragili o malate, i turni prolungati o notturni, il lavoro svolto in solitudine nelle abitazioni private e, non di rado, episodi di aggressione verbale o fisica.
Non è un caso che anche l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), nella sua nuova campagna 2026-2028 dedicata alla salute mentale, abbia indicato il settore sanitario e dell’assistenza sociale tra le aree prioritarie di intervento per la prevenzione dei rischi psicosociali.
Cosa possono fare le imprese
Alcune azioni concrete passano dalla valutazione dei rischi, che deve tenere conto anche dello stress lavoro-correlato e del rischio di aggressioni, dalla fornitura di ausili per la movimentazione degli assistiti e dalla formazione del personale al loro corretto utilizzo. Altrettanto importanti sono un’organizzazione dei turni che consenta un recupero adeguato, procedure chiare per segnalare episodi di violenza e momenti di confronto e supporto per gli operatori, soprattutto per chi lavora da solo a domicilio.
Più in generale, anche le imprese di altri settori sono coinvolte: molti lavoratori e lavoratrici si fanno carico dell’assistenza di figli o familiari, e politiche di conciliazione tra vita e lavoro contribuiscono a ridurre stress e assenze.
Come partecipare
L’evento è aperto a tutti e si può seguire online su ILO Live. Sul sito dell’OIL sono inoltre disponibili materiali di comunicazione, come banner e cartoline, per chi desidera promuovere la Giornata internazionale della cura e dell’assistenza all’interno della propria organizzazione.
