
L’INAIL ha pubblicato il volume «Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto». Lo ha curato il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), insieme alla rete dei Centri operativi regionali (COR) del Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM).
Il volume aggiorna e amplia due strumenti usati per la sorveglianza del mesotelioma, il tumore più strettamente legato all’amianto:
- il repertorio delle occasioni di esposizione;
- il questionario con cui i Centri regionali intervistano le persone malate o i loro familiari per ricostruire come e dove sono entrate in contatto con la fibra.
Perché serve ancora, a trent’anni dal divieto
In Italia l’estrazione, la lavorazione e l’uso dell’amianto sono vietati dalla Legge 257 del 1992. Il mesotelioma, però, ha un periodo di latenza molto lungo, mediamente intorno ai quarant’anni, e non esiste una soglia di esposizione sotto la quale si possa considerare sicuro. Per questo i casi continuano a manifestarsi anche oggi.
Il quadro sta cambiando. Secondo il volume, nelle generazioni più giovani l’incidenza è già in calo grazie al divieto. Diminuisce anche la quota di casi legati ai settori storicamente più studiati, come il cemento-amianto o i cantieri navali. Crescono invece i casi legati a esposizioni in contesti meno noti, più difficili da individuare.
Cosa cambia nel nuovo catalogo
La principale novità è l’ampliamento dell’indagine. Il nuovo questionario non si limita alla storia lavorativa, ma esplora anche quella residenziale, familiare, ambientale e le abitudini di vita, aspetti finora considerati secondari.
Particolare attenzione è dedicata alle esposizioni delle donne. Spesso non sono riconducibili ai tradizionali ambienti industriali e per questo sono più difficili da riconoscere. Un esempio citato nel volume sono gli indumenti da lavoro contaminati e lavati in casa.
Il catalogo è organizzato in circa 35 capitoli dedicati a singoli settori. Per ciascuno descrive:
- l’uso che si faceva dell’amianto;
- i materiali impiegati;
- le situazioni di esposizione più frequenti;
- le domande chiave da porre durante l’intervista.
Non solo grande industria
Accanto ai settori più noti, il catalogo documenta esposizioni meno evidenti e ancora rilevanti. Alcuni esempi:
- reti idriche e del gas: il taglio dei tubi in cemento-amianto durante le riparazioni, spesso eseguito senza precauzioni;
- agricoltura: i filtri per il vino contenenti amianto, i sacchi riutilizzati e l’installazione o riparazione in proprio di coperture in cemento-amianto;
- pesca: i materiali isolanti nelle sale macchine e negli ambienti di bordo dei pescherecci;
- alberghi e ristoranti: guarnizioni e isolamenti di macchine da caffè, tostapane, compressori dei frigoriferi e guanti termici;
- autoveicoli: freni, frizioni, guarnizioni e sigillanti, con possibile rilascio di fibre durante la manutenzione.
Il filo comune è la manutenzione. Il volume indica proprio negli interventi di riparazione e nella rimozione di materiali isolanti una delle principali fonti di esposizione.
Cosa significa per le imprese oggi
Il catalogo è soprattutto uno strumento di sorveglianza epidemiologica, ma offre spunti utili anche per la prevenzione nelle aziende di oggi. Molti edifici, impianti, coperture e attrezzature installati prima del divieto contengono ancora amianto. Chi li ristruttura, li ripara o ci lavora accanto può esserne esposto senza saperlo.
Per le piccole e medie imprese, in particolare dell’edilizia, dell’impiantistica, dell’agricoltura e della manutenzione, alcune attenzioni sono essenziali:
- sapere dove si trova l’amianto negli edifici e negli impianti dell’azienda, prima di qualsiasi intervento;
- valutare il rischio nei lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008;
- non intervenire in proprio su coperture o materiali sospetti: rimozione e bonifica sono riservate a imprese specializzate;
- formare e informare i lavoratori sui materiali che potrebbero incontrare e sui comportamenti da tenere;
- curare la gestione degli indumenti da lavoro, che non devono essere portati e lavati a casa.
Ricordiamo inoltre che dal 24 gennaio 2026 sono in vigore le nuove regole sulla protezione dei lavoratori dall’amianto, introdotte dal D.Lgs. 213/2025. Il decreto ha recepito la direttiva europea 2023/2668 e modificato il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008.
Il volume è disponibile gratuitamente in formato PDF sul sito dell’INAIL.
Fonti
- INAIL – Amianto, un nuovo catalogo delle occasioni di esposizione per rafforzare la prevenzione (16 ottobre 2026)
- INAIL – Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto (scheda della pubblicazione)
- Ispettorato Nazionale del Lavoro – D.Lgs. 81/2008, testo coordinato, edizione ottobre 2026 (PDF)

