
Il 13 ottobre 2026 l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha presentato a Bruxelles la nuova campagna «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028». Il titolo è Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro. L’obiettivo è aiutare datori di lavoro e organizzazioni a prevenire, valutare e gestire i rischi psicosociali, cioè i rischi legati a come il lavoro viene progettato, organizzato e gestito.
Al lancio sono intervenuti William Cockburn, direttore esecutivo di EU-OSHA, e Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per i diritti sociali, le competenze, l’occupazione di qualità e la preparazione.
I numeri del problema
I dati citati da EU-OSHA mostrano quanto il tema sia diffuso:
- il 45% dei lavoratori dell’Unione europea dichiara di essere esposto a rischi per il benessere mentale sul lavoro (fonte: Eurostat);
- il 29% riferisce stress, ansia o depressione causati o aggravati dal lavoro (fonte: indagine OSH Pulse 2025 di EU-OSHA).
Secondo l’Agenzia, un’esposizione prolungata a questi rischi non pesa solo sulla salute delle persone. Ha anche conseguenze economiche per le organizzazioni: più assenze, assenze per malattia di lunga durata, minore produttività e costi più alti.
Le cinque priorità della campagna
La campagna si concentra su cinque aree:
- valutazione e gestione dei rischi psicosociali;
- molestie, molestie sessuali e violenza sul lavoro;
- rapporto tra rischi fisici e salute mentale;
- rischi psicosociali nel settore sanitario e dell’assistenza sociale, uno dei più esposti;
- sostegno alla salute mentale sul lavoro, anche per chi rientra dopo un periodo di difficoltà.
Il filo conduttore è il dialogo tra datori di lavoro e lavoratori, considerato essenziale per individuare i problemi e trovare soluzioni adatte a ogni contesto.
Cosa dicono i promotori
Il direttore di EU-OSHA ha ricordato che i datori di lavoro hanno l’obbligo legale di tutelare la salute dei lavoratori, compresa quella mentale. Ha però osservato che affrontare i rischi psicosociali incontra ancora barriere e reticenze, e che molte organizzazioni non hanno le competenze o le risorse necessarie. Per questo la campagna punta a offrire dati, soluzioni basate su evidenze e strumenti pratici.
La vicepresidente della Commissione ha sottolineato che la salute mentale è una priorità della strategia europea per la sicurezza sul lavoro e che la Commissione lavorerà con l’Agenzia per promuovere misure di prevenzione concrete. «Nessuno deve sacrificare il proprio benessere per guadagnarsi da vivere», ha affermato.
Le prossime tappe
La campagna durerà tre anni e prevede diverse iniziative:
- la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, dal 19 al 24 ottobre 2026, dedicata allo stesso tema;
- i Premi per le buone pratiche, che segnaleranno le esperienze aziendali più efficaci in Europa;
- una rete di partner che comprende i punti focali nazionali (in Italia l’INAIL), le organizzazioni partner ufficiali, i media partner, le parti sociali europee e gli ambasciatori per la sicurezza della rete Enterprise Europe Network, che si rivolgono in particolare alle PMI.
Tutti i materiali sono raccolti sul sito della campagna, disponibile anche in italiano. Ci sono la guida della campagna, infografiche, strumenti pratici e una newsletter dedicata.
Cosa può fare una piccola impresa
Per un’azienda italiana il tema non è nuovo. Il D.Lgs. 81/2008 prevede già che la valutazione dei rischi comprenda anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato (articolo 28). La campagna può essere l’occasione per verificare che questa parte del documento di valutazione dei rischi sia aggiornata e non solo formale. Alcuni spunti:
- Rileggere la valutazione dello stress lavoro-correlato. Va verificato che rispecchi la situazione attuale: carichi di lavoro, orari, cambiamenti organizzativi, nuove tecnologie.
- Coinvolgere i lavoratori e il rappresentante per la sicurezza (RLS). Sono spesso i primi a riconoscere i segnali di disagio e le cause organizzative.
- Non trascurare molestie e violenza. È uno dei temi prioritari della campagna, e riguarda in particolare chi lavora a contatto con il pubblico.
- Usare gli strumenti gratuiti. Sul sito della campagna e su OiRA, la piattaforma europea per la valutazione dei rischi online, si trovano risorse pensate anche per le microimprese.
- Partecipare alla campagna. Organizzare un’iniziativa interna, anche semplice, permette di ottenere l’attestato di partecipazione di EU-OSHA.
Fonti

