Servizi per il lavoro: Ministero e OCSE presentano il nuovo modello pubblico-privato per le politiche attive

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fonte: Ministero del Lavoro


Il 19 maggio 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha presentato, insieme all’OCSE, il progetto Strengthening public-private partnerships in the delivery of employment services in Italy, dedicato allo sviluppo di un nuovo modello per l’erogazione dei servizi per il lavoro e la gestione delle politiche attive in Italia.

L’iniziativa è attuata dall’OCSE in cooperazione con la Direzione generale per il sostegno alle riforme strutturali della Commissione europea (SG REFORM) ed è finanziata dall’Unione europea attraverso lo Strumento di Sostegno Tecnico (TSI). Il progetto si concluderà nell’ottobre 2026.

Un modello costruito con gli stakeholder

La proposta è stata elaborata attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto un ampio insieme di operatori italiani — pubblici e privati — tramite seminari, momenti di confronto e contributi scritti. L’obiettivo è definire linee guida chiare e criteri di qualità che garantiscano partnership pubblico-private efficaci e livelli di servizio uniformi su tutto il territorio nazionale.

I tre pilastri del nuovo modello

Il modello si articola su tre direttrici principali:

  • Il primo riguarda la stabilità strutturale della collaborazione pubblico-privato: si punta al passaggio verso meccanismi di finanziamento pluriennali e alla definizione di standard comuni, per superare la frammentazione attuale e offrire servizi più omogenei alle persone in cerca di lavoro.
  • Il secondo pilastro interviene sull’efficienza e sul targeting dei servizi, attraverso la riduzione degli oneri amministrativi, la semplificazione della reportistica e percorsi digitali prioritari per chi è più vicino al mercato del lavoro. Questo approccio consente di concentrare l’intervento degli operatori sulle persone con bisogni più complessi.
  • Il terzo asse riguarda il rafforzamento degli incentivi, dell’accountability e del performance management: si valorizzano i pagamenti orientati ai risultati — in particolare quelli legati alla stabilità occupazionale nel tempo — e si introducono remunerazioni collegate al raggiungimento di tappe formative intermedie per chi è più lontano dal mercato del lavoro.

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