
La Regione Toscana e la Direzione regionale INAIL hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare le attività di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’accordo si inserisce nella strategia regionale 2026-2030 per il contrasto agli infortuni e alle malattie professionali e punta, in particolare, a rendere gli interventi più aderenti ai rischi presenti nei diversi comparti e territori.
Uno degli elementi centrali del protocollo è la condivisione delle informazioni. I dati INAIL saranno infatti integrati con le informazioni sanitarie ed epidemiologiche raccolte dal CeRIMP – Centro regionale infortuni e malattie professionali.
L’incrocio delle banche dati dovrebbe consentire di ottenere un quadro più preciso degli infortuni e delle malattie professionali e di orientare le attività preventive verso i rischi specifici dei diversi settori e territori.
Dalle esperienze locali a modelli replicabili
Il protocollo valorizza inoltre alcune esperienze già sviluppate nei comparti maggiormente esposti.
Nel distretto estrattivo del marmo, le linee guida sperimentate per la sicurezza saranno trasformate in strumenti formativi e operativi permanenti. Per il settore portuale, le analisi sulle lavorazioni del porto di Livorno saranno sviluppate attraverso un osservatorio sulla sicurezza nei porti, con l’obiettivo di estenderne l’attività all’intera costa toscana.
Il programma comprende inoltre iniziative rivolte a scuole e università e attività per migliorare la valutazione dei rischi considerando anche le differenze tra uomini e donne.
Formazione e nuove tecnologie
Una parte dell’accordo riguarda l’utilizzo di strumenti tecnologici per l’addestramento e la prevenzione.
INAIL continuerà a utilizzare il proprio simulatore per l’addestramento pratico negli ambienti confinati, mentre nel distretto conciario di Santa Croce sull’Arno sarà ulteriormente sviluppata la realtà aumentata per la prevenzione del rischio meccanico legato all’utilizzo dei macchinari.
La formazione regionale sarà inoltre rafforzata e ampliata ai settori della logistica, dei trasporti e dell’agricoltura.
L’accordo propone quindi un modello di prevenzione fondato sull’integrazione tra dati, conoscenze tecniche, formazione e strumenti tecnologici, con interventi differenziati in funzione delle caratteristiche dei territori e delle attività produttive.
Fonte: INAIL

