La prevenzione entra nel lavoro domestico

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Il lavoro domestico presenta caratteristiche che rendono particolarmente importante un approccio specifico alla salute e sicurezza. Le attività si svolgono generalmente all’interno di abitazioni private e possono comprendere lavoro in solitudine, movimentazione di carichi e persone, posture forzate, movimenti ripetitivi e attività fisicamente impegnative.

A questi fattori si aggiungono i rischi chimici, ergonomici e psicosociali e, in determinate situazioni, il rischio di violenza e molestie. Per rispondere a queste esigenze, l’Instituto Nacional de Seguridad y Salud en el Trabajo (INSST) ha presentato tre strumenti dedicati alla prevenzione nel servizio domestico.

Una guida tecnica per valutare e prevenire i rischi

Il primo strumento è la Guida tecnica per la prevenzione dei rischi lavorativi nel servizio domestico, elaborata per fornire indicazioni operative sulle principali attività svolte all’interno delle abitazioni.

La guida affronta, tra gli altri, i disturbi muscoloscheletrici, il lavoro in quota, l’utilizzo di prodotti chimici e i fattori di rischio psicosociale. Il documento illustra inoltre gli obblighi derivanti dal Real Decreto 893/2024, che disciplina la protezione della salute e sicurezza nel servizio domestico, e propone esempi e misure preventive adattati alle diverse attività.

Particolare attenzione è dedicata alla movimentazione delle persone. Tra le misure indicate figurano, ad esempio, l’utilizzo di ausili tecnici come lenzuola scorrevoli, dischi girevoli, cinture per la mobilizzazione e letti articolati.

Disturbi muscoloscheletrici e salute mentale

La componente ergonomica rappresenta uno dei principali ambiti di prevenzione. Secondo i dati riportati dall’INSST sulla base del rapporto Trabajo invisible y cuerpos rotos di Oxfam Intermón, il 90,6% delle lavoratrici intervistate riferisce di aver sofferto di dolori muscoloscheletrici e il 40% presenta problemi muscoloscheletrici cronici.

Anche la salute mentale costituisce un aspetto rilevante. Lo stesso rapporto indica che circa il 65% delle lavoratrici riferisce stress, quasi il 60% ansia e oltre il 35% sintomi depressivi.

Per affrontare questi fattori, la guida richiama l’importanza di intervenire anche sull’organizzazione del lavoro, sui carichi e sui tempi di lavoro e sulle condizioni di isolamento.

Violenza e molestie: un rischio da includere nella prevenzione

La seconda iniziativa presentata dall’INSST riguarda il Protocollo di intervento in caso di violenza e molestie nel servizio domestico.

Il documento considera le situazioni che possono verificarsi all’interno dell’abitazione, durante gli spostamenti effettuati per ragioni di lavoro o attraverso le comunicazioni professionali. Sono comprese anche le forme di violenza e molestia che possono verificarsi mediante WhatsApp, social network, posta elettronica e altri strumenti digitali.

Il protocollo prende in considerazione comportamenti come minacce, grida, umiliazioni, accuse ingiustificate, comportamenti discriminatori e condotte di natura sessuale. Tra le misure preventive sono previste informazione e formazione, procedure per affrontare eventuali episodi e misure di protezione immediata nelle situazioni di rischio.

Una piattaforma gratuita per la valutazione dei rischi

Il terzo strumento è Prevencion10.es, piattaforma gratuita che permette di effettuare la valutazione dei rischi e di ottenere indicazioni sulle misure preventive da adottare anche senza disporre di conoscenze tecniche specifiche.

La disponibilità di strumenti dedicati è particolarmente importante in un settore nel quale il luogo di lavoro coincide con un’abitazione privata e nel quale le attività possono variare sensibilmente da una situazione all’altra.

L’approccio proposto dall’INSST punta quindi a rendere la prevenzione applicabile anche a questo particolare contesto lavorativo, tenendo conto delle caratteristiche concrete delle mansioni e dei rischi che possono derivarne.


Fonte: INSST

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