fonte: INAIL
Il settore agricolo italiano registra progressi concreti sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, ma emergono nuove criticità che non possono essere ignorate. È quanto si ricava dall’analisi dei dati INAIL relativi al quinquennio 2020-2024, pubblicata nel nuovo numero del periodico Dati Inail curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.
Il quadro generale: meno infortuni, ma con un’eccezione importante
A prima vista, il bilancio del quinquennio appare positivo: le denunce di infortunio sono passate da 26.731 nel 2020 a 26.128 nel 2024, con una riduzione complessiva del 2,3%. Gli incidenti avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa sono calati del 4,1%, un risultato che testimonia i miglioramenti introdotti in termini di procedure, attrezzature e cultura della prevenzione.
Tuttavia, dietro questi numeri incoraggianti si nasconde una tendenza opposta e preoccupante: gli infortuni in itinere, cioè quelli che avvengono nel tragitto tra casa e luogo di lavoro, sono aumentati del 34,9%, passando da 1.279 a 1.725 casi. Un incremento che riguarda soprattutto gli incidenti con mezzo di trasporto, che costituiscono circa l’85% di tutti gli infortuni occorsi fuori dal cantiere o dal campo.
Chi è più a rischio: genere, età e provenienza
L’analisi demografica conferma alcune tendenze strutturali del settore. Gli uomini continuano a rappresentare la quota più ampia degli infortuni, con una media dell’81,6% dei casi nel quinquennio, anche se le denunce maschili sono in calo del 3,5% rispetto al 2020. Le denunce delle lavoratrici, invece, mostrano una lieve crescita complessiva del 3,9%, sebbene con un calo nell’ultimo biennio.
Sul fronte dell’età, nel 2024 l’età media al momento dell’infortunio era di 48 anni per gli uomini e di 52 per le donne, confermando una forza lavoro agricola mediamente matura. Un dato che impone riflessioni specifiche sulla prevenzione, considerando che l’invecchiamento influisce sulla capacità di reazione e sulla resistenza fisica.
Da segnalare anche l’aumento degli infortuni tra i lavoratori extracomunitari, cresciuti del 29,6% nel quinquennio — da 3.576 a 4.636 casi — arrivando a rappresentare il 17,7% del totale. Una tendenza che riflette la crescente presenza di questa componente nella forza lavoro agricola italiana e che richiama l’attenzione sulla necessità di percorsi formativi accessibili e plurilingue.
Le cause più frequenti e la distribuzione geografica
Le dinamiche degli incidenti restano sostanzialmente stabili nel tempo. Nel triennio 2022-2024 le tre cause principali si confermano: lo scivolamento o inciampamento con caduta (27,1%), la perdita di controllo di macchine o attrezzature (22,3%) e i movimenti del corpo sotto sforzo fisico (20,8%). Dati che indicano chiaramente dove è necessario concentrare gli sforzi formativi e preventivi.
Dal punto di vista territoriale, il Nord-Est si conferma l’area con il maggior numero di denunce (31,2% del totale nel 2024), seguita da Sud, Centro, Nord-Ovest e Isole. Le regioni più colpite sono Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto e Puglia.
I casi mortali: stabili nel totale, ma raddoppiati nel tragitto
Il 2024 si è chiuso con 143 decessi, lo stesso numero del 2023. Ma anche qui emerge la stessa dinamica osservata per gli infortuni in generale: i morti in itinere sono più che raddoppiati, passando da 13 a 29 in un solo anno. Un dato allarmante che richiede un’attenzione specifica alla sicurezza stradale per chi lavora in agricoltura.
Puglia ed Emilia-Romagna sono le regioni con il maggior numero di decessi nel 2024, rispettivamente 20 e 15. Quasi il 70% dei morti accertati in occasione di lavoro è riconducibile alla perdita di controllo di macchinari o animali e alle cadute, cause che si confermano le più letali del comparto.
Le malattie professionali: un’emergenza silenziosa
Preoccupante anche l’andamento delle malattie professionali, che nel 2024 hanno raggiunto le 13.998 segnalazioni, con un balzo dell’86,2% rispetto al 2020. I dati provvisori del 2025 indicano un ulteriore aumento, con oltre 15.000 denunce.
A dominare sono le patologie muscolo-scheletriche (79% dei casi), come disturbi ai tessuti molli e alla schiena — conseguenza diretta di anni di lavoro fisicamente gravoso. Seguono le malattie del sistema nervoso, in particolare la sindrome del tunnel carpale (15%), i danni uditivi da esposizione a rumore (4%) e alcune forme tumorali, principalmente tumori della cute. Circa un terzo delle denunce riguarda lavoratrici, e quasi nove casi su dieci colpiscono soggetti over 50.
Incentivi e prevenzione: i bandi ISI fanno la differenza
Sul fronte delle politiche attive di prevenzione, i bandi ISI dell’INAIL — introdotti nel 2016 per incentivare l’acquisto di trattori e macchinari più sicuri e sostenibili — hanno raccolto nel tempo quasi 40.000 domande. L’edizione 2024 ha raggiunto uno stanziamento complessivo superiore a 248 milioni di euro, consentendo di finanziare il 56,1% delle domande presentate: la quota più alta mai registrata. In totale, dall’avvio del programma sono stati erogati oltre 207 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con il completamento delle pratiche ancora in istruttoria.
Il rischio biologico: un pericolo ancora sottovalutato
L’edizione della rivista affronta anche un tema spesso trascurato: il rischio biologico in agricoltura. I lavoratori del settore sono esposti quotidianamente a una vasta gamma di agenti patogeni — virus, batteri, funghi e parassiti — responsabili di malattie come brucellosi, leptospirosi, malattia di Lyme e leishmaniosi, oltre ad allergie causate da polveri organiche, spore e acari.
I cambiamenti climatici e la globalizzazione stanno favorendo la diffusione di patogeni un tempo assenti nel nostro territorio, rendendo il quadro sempre più complesso. Per affrontarlo efficacemente, è necessario adottare un approccio One Health, che consideri in modo integrato la salute umana, la salute animale e quella ambientale — l’unica strategia in grado di prevenire emergenze sanitarie e malattie di origine occupazionale nel settore primario.
Febbraio 2026
Argomenti
I tanti numeri del settore agricolo: come orientarsi – La gestione Agricoltura: meno infortuni nei campi ma non nel tragitto – L’agricoltura tra progresso e rischio: analisi degli infortuni mortali – Agricoltura: disamina statistica delle patologie più frequenti – Bandi Isi Inail: incentivi per un’agricoltura più sicura e sostenibile – Agenti biologici in agricoltura: un rischio sottostimato?
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