Fonte: Ministero del Lavoro
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato un Decreto ministeriale che individua per l’anno 2026 i settori economici e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% della media nazionale. L’individuazione si basa sui dati ISTAT relativi alla media annua dell’anno più recente disponibile.
Questo elenco è predisposto per consentire l’applicazione degli incentivi all’assunzione previsti dall’articolo 4, commi 8-11, della Legge 92/2012 (c.d. Legge Fornero), con riferimento alle persone che appartengono al genere sottorappresentato nei settori o nelle professioni con forte squilibrio di genere.
Finalità dell’individuazione
Il decreto si inserisce nel quadro di norme che intendono:
- supportare l’occupazione femminile nei comparti in cui la partecipazione delle donne è significativamente inferiore rispetto agli uomini;
- favorire l’accesso alle agevolazioni contributive previste dalla normativa vigente per le assunzioni nelle categorie vulnerabili, inclusi i generi sottorappresentati;
- utilizzare statistiche ufficiali sul mercato del lavoro per definire criteri oggettivi di rilevanza delle disparità di genere nel mondo professionale.
Criterio di disparità
La media nazionale del tasso di disparità uomo-donna è calcolata a partire dai dati occupazionali dell’ISTAT. Il decreto stabilisce che se:
- il tasso di disparità di un settore o di una professione supera di almeno 25% il valore medio nazionale, allora il settore o la professione risulta caratterizzato da disparità di genere.
La soglia di riferimento effettiva differisce ogni anno in base ai dati elaborati. Per il 2026, la media nazionale e il valore di soglia sono definiti sulle rilevazioni statistiche più recenti.
Settori e professioni inclusi (riferimento dei dati)
Nel decreto sono allegate due tavole che elencano:
- i settori economici nei quali la disparità uomo-donna supera la soglia del 25 % rispetto alla media nazionale;
- le professioni caratterizzate dallo stesso criterio.
Queste tabelle permettono di identificare i comparti e i profili professionali con squilibri di genere tali da rendere applicabili le misure di incentivo previste dalla legge.
I dati contenuti nei documenti allegati si basano sulle classificazioni ISTAT dell’occupazione per settore e professione e consentono di monitorare la persistenza di diseguaglianze di genere nell’accesso ad alcune tipologie di lavoro.
Applicazione pratica
L’individuazione dei settori e delle professioni caratterizzati da forte disparità uomo-donna permette:
- alle imprese di verificare la propria appartenenza a categorie nelle quali è possibile ottenere incentivi contributivi per nuove assunzioni;
- alle istituzioni di disporre di una classificazione statistica aggiornata per orientare politiche attive del lavoro;
- agli analisti di osservare l’evoluzione delle differenze di genere nei diversi ambiti produttivi.

