fonte: INAIL
Nel nuovo numero del periodico statistico Dati INAIL la Consulenza statistico-attuariale dell’Istituto presenta un’analisi del settore della sanità e assistenza sociale nel periodo 2020-2024, mettendo in evidenza le principali tendenze dell’andamento infortunistico e delle tecnopatie, nonché alcune criticità specifiche emerse nell’ultimo anno.
Trend delle denunce di infortunio
L’analisi riguarda l’andamento delle denunce di infortunio presentate all’INAIL nell’arco di cinque anni. Al netto dei casi di contagio da Covid-19, nel complesso il numero delle denunce di infortunio nel settore è risultato sostanzialmente stabile (+1,4%) tra il 2020 e il 2024. Questo andamento maschera però dinamiche differenziate tra le diverse componenti del settore: l’assistenza sanitaria ha registrato una riduzione delle denunce (-6,1%), mentre i servizi residenziali e quelli non residenziali hanno avuto incrementi rispettivamente di +10,9% e +35,2%.
La struttura occupazionale del comparto ha subito variazioni durante il quinquennio, influenzate sia dai blocchi delle assunzioni legati alla pandemia sia dall’invecchiamento della forza lavoro. Parallelamente, è stata osservata una crescita della componente privata del sistema di cura, a fronte di un’espansione significativa della spesa delle famiglie per prestazioni erogate in strutture non accreditate.
Profili delle denunce
Le denunce di infortunio, al netto dei contagi da Covid-19, provengono in prevalenza da donne e da lavoratori nella fascia di età compresa tra i 45 e i 59 anni. In particolare, nel quinquennio analizzato circa il 70% delle denunce in assistenza sanitaria e oltre l’80% nei servizi sociali sono state presentate da lavoratrici.
Tra le professioni coinvolte, gli infermieri risultano la categoria più rappresentata, con circa il 30% delle denunce, seguiti dagli operatori sociosanitari e dagli operatori socioassistenziali.
Tipologie di infortunio e percorsi di rischio
Le lesioni più frequentemente denunciate sono contusioni, distorsioni e distrazioni, che costituiscono il 67% dei casi di infortunio in occasione di lavoro positivi al netto dei casi Covid. Tali lesioni colpiscono soprattutto gli arti inferiori — in particolare ginocchia e caviglie — e in parte sono determinate da cadute. La colonna vertebrale è inoltre coinvolta in un’ampia proporzione dei casi correlati a movimenti sotto sforzo.
Oltre un caso su cinque riguarda infortuni occorsi in itinere, nel tragitto tra la casa e il luogo di lavoro.
Aggressioni sul luogo di lavoro
L’edizione 2024 del rapporto segnala anche la presenza di infortuni dovuti ad aggressioni sul luogo di lavoro. Nel corso dell’anno l’Inail ha riconosciuto 2.464 eventi di questo tipo, valore sostanzialmente in linea con il biennio precedente ma decisamente superiore a quello registrato durante il periodo delle restrizioni pandemiche.
Le aggressioni sono attribuite principalmente ad utenti, pazienti o familiari, e colpiscono soprattutto infermieri, fisioterapisti e operatori socioassistenziali. In termini di distribuzione territoriale e settoriale, quasi la metà degli eventi si verifica in ospedali e case di cura, oltre un terzo nelle strutture residenziali e circa il 17% nei servizi non residenziali.
Nel complesso del settore, gli infortuni da aggressione rappresentano circa una quota su dieci degli infortuni in occasione di lavoro nella sanità, una proporzione tre volte superiore rispetto a quella osservata nel comparto Industria e servizi.
Malattie professionali
Il report include anche dati sulle malattie professionali denunciate nel 2024. Nel settore della sanità e assistenza sociale sono state registrate 4.395 denunce di tecnopatie, corrispondenti a un aumento del 23,9% rispetto al 2023. La crescita delle malattie professionali nel comparto risulta superiore di due punti percentuali rispetto alla dinamica osservata nell’Industria e servizi.
Le tecnopatie riguardano in larga maggioranza lavoratrici (circa il 77% nel quinquennio) e, in otto casi su dieci, interessano lavoratori over 50 anni. Le patologie più diffuse sono quelle del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo — in particolare dorsopatie e disturbi dei tessuti molli —, associate prevalentemente agli sforzi e alle posture richieste dall’attività assistenziale. Seguono le malattie del sistema nervoso periferico (in massima parte sindromi del tunnel carpale), disturbi psichici e comportamentali e, in una percentuale inferiore, neoplasie.
Norma UNI 11719:2025
Tra le componenti dell’analisi è evidenziata la recente pubblicazione della norma UNI 11719:2025, che fornisce indicazioni aggiornate sulla scelta, sull’uso e sulla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR) per gli operatori sanitari esposti ad agenti chimici e biologici. La norma integra anche prescrizioni relative alla formazione e all’addestramento per l’uso appropriato di tali dispositivi, confermando l’importanza delle prove di adattabilità individuale dei facciali (il cosiddetto fit test).
MATERIALI
Novembre 2025
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Argomenti: L’espansione privata ridisegna il servizio sanitario pubblico – Il quadro infortunistico nel settore della Sanità – Infermieri, medici e personale sanitario: analisi delle patologie più diffuse – Anche le aggressioni tra le cause di infortunio dei lavoratori della Sanità – Spazi sanitari e prevenzione della violenza: progettare per proteggere nei contesti sanitari – Protezione delle vie respiratorie: appena pubblicata la nuova UNI 11719
Pubblicata la norma UNI 11719:2025
Guida alla scelta, all’uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, in applicazione alla UNI EN 529:2006

