Salute e sicurezza a misura della piccola impresa

piccole imprese in finlandia pexels-paultheodoroja-3493651

fonte: Finnish Institute of Occupational Health


Il 3 novembre del 2025, il Finnish Institute of Occupational Health ha pubblicato  un articolo, a cura di Tarja Säily e Hanna-Reetta Brummert,  in cui le autrici si interrogano su come fare prevenzione nelle piccole imprese. Queste rappresentano il 97% delle imprese del loro Paese e danno lavoro a circa il 40% della forza lavoro.

L’Istituto finlandese, considerando questi dati, propone un nuovo modello di prevenzione per le piccole aziende per quanto riguarda la medicina del lavoro e la sicurezza, nel tentativo di rendere il lavoro dei professionisti del settore più in sinergia con le imprese e i posti di lavoro.

Il problema che pone l’articolo è relativo a come tradurre le modalità preventive pensate per le grandi imprese nel mondo delle piccole imprese.

In Finlandia il modello è orientato alla work ability rispetto all’approccio più normativo e adempitivo italiano. I servizi di medicina professionale sono estremamente multidisciplinari e offrono  servizi di  psicologia, fisioterapia e ergonomia e non prevedono, come in Italia, la centralità della figura del medico competente. Le leggi sono più flessibili dando una prescrizione di obiettivi più che procedure da seguire, modalità quest’ultima che  chiede alle aziende, anche alle piccole,  di lavorare con una modalità preventiva che può risultare costosa complessa e spesso non chiara.

Partendo da questo contesto, l’articolo descrive un nuovo modello pensato per ridurre i costi e la burocrazia per le piccole imprese, rendere gli interventi sulla sicurezza più specifici per i singoli casi, delineare nettamente i doveri dell’impresa e i suoi compiti. Si tratta di un modello che cerca di ridurre gli infortuni e le insorgenze di malattie professionali li dove è difficile implementare e monitorare la prevenzione (artigiani e microimprese).

In pratica, invece di applicare un modello unico, il sistema viene calibrato sulle necessità specifiche delle imprese mettendo al centro il dialogo e la collaborazione tra datore medico del lavoro e tecnici della prevenzione, cercando di chiarire e semplificare l’intero processo. Si tratta perciò di un nuovo approccio costruito sul reale rischio dell’impresa, sul numero di dipendenti, sul settore e sulla disponibilità economica dell’impresa.

In un mondo del lavoro dove la medicina professionale insieme alle altre competenze tecniche sono viste come un servizio di prevenzione e supporto e non come organo di controllo, questo nuovo modello segue la naturale direzione presa in Finlandia da alcuni anni: l’intenzione è di portare la multidisciplinarietà, che fino ad ora solo le grandi imprese si potevano permettere, nel mondo della piccola imprenditoria ormai predominante nel Paese.

Il nuovo modello è però solo un esempio di una prevenzione moderna che è ormai lo standard dei paesi del nord Europa da decenni. Un progetto che dimostra la vitalità di un modello collaborativo, preventivo, multidisciplinare e personalizzato che mette al centro l’individuo e il suo diritto al lavoro e alla salute dimostrando l’inefficacia di un modello, come in parte è quello italiano,  ancora troppo legato a vincoli formali  e normativi, non sempre in grado di mostrare alle imprese i benefici della prevenzione, anche sul tema della efficienza, specialmente nel mondo delle piccole imprese, dove un solo lavoratore assente per malattia o infortunio può fare la differenza.

Parlando del modello italiano non dobbiamo dimenticare l’efficienza e l’efficacia  di una modalità di intervento, a sostegno delle micro e piccole imprese, realizzata anche nel nostro Paese e nota come Piani mirati di prevenzione, da anni attuati in molti territori da parte dei Servizi di prevenzione delle ASL in collaborazione con Inail, con l’intento di  coniugare vigilanza e supporto per le aziende del territorio.

Lascia un commento