Prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni: esperienze applicative

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Il Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni [1], pubblicato nel mese in corso da INAIL, nasce nel quadro della collaborazione tra INAIL con grandi gruppi imprenditoriali tra cui, nello specifico, con il Gruppo ferrovie dello Stato il quale ha fatto da ponte e coinvolto molte delle imprese aderenti alla rete del laboratorio Hse coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Accordi INAIL – Imprese: riferimenti normativi
D.L. 30 aprile 2022, n. 36 “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”.

Art. 2020 – “Misure per il contrasto del fenomeno infortunistico nell’esecuzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il miglioramento degli standard di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”

La scelta del Settore degli appalti di opere e manutenzioni è connessa alle caratteristiche di criticità che il settore presenta con la volontà di far conoscere le buone esperienze gestionali e tecniche realizzate in alcuni cantieri con committenti pubblici e privati.

La complessità organizzativa richiede una focalizzazione sulla gestione del rischio da interferenza e sulla necessità di promuovere una concorde cultura della sicurezza sociale e sul lavoro, promossa innanzitutto dalle imprese committenti e dalle grandi imprese appaltatrici. Il Quaderno è dedicato alla presentazione delle esperienze applicative di prevenzione e di relazioni tra le imprese coinvolte nei cantieri di opere civili e industriali sviluppati da grandi imprese committenti e appaltatrici italiane e dal Laboratorio Hse della Scuola Superiore S. Anna di Pisa.

Laboratorio Hse della Scuola Superiore S. Anna di Pisa.

Il Laboratorio Hse (Health, Safety & Environment) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa è un centro di ricerca e innovazione focalizzato sulla gestione integrata di salute, sicurezza e ambiente, promosso dal Laboratorio SuM (Sustainability Management) dell’Istituto di Management della scuola.

Lanciato nel 2017, unisce ricerca universitaria e pratiche aziendali per sviluppare modelli organizzativi innovativi, giungendo nel 2024 al suo quarto ciclo di attività.

  • Obiettivi: Il laboratorio si occupa di ideare e testare strumenti gestionali avanzati per migliorare le performance Hse. L’obiettivo è supportare le aziende nell’individuare i cambiamenti organizzativi necessari per prevenire infortuni e ridurre l’impatto ambientale.
  • Metodo di lavoro: Utilizza un approccio di co-design[2], collaborando direttamente con i manager delle aziende partner per sviluppare soluzioni pratiche e basate sulla ricerca scientifica.
  • Network di Imprese: Al laboratorio partecipano attivamente alcune delle più grandi realtà industriali italiane, tra cui Eni, Autostrade per l’Italia, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Terna e molte altre.

Aree di Attività

  1. Cultura della Sicurezza: Studio della leadership manageriale e del comportamento dei lavoratori per promuovere una cultura della prevenzione.
  2. Gestione Appalti: Sviluppo di modelli per migliorare la sicurezza lungo tutta la catena del valore (rapporto tra committenti e contractor).
  3. Innovazione e Digitalizzazione: Applicazione di nuove tecnologie per il monitoraggio dei rischi e la gestione dei processi ambientali.

Sede di Confronto

Il Laboratorio svolge le funzioni di un Osservatorio permanente, dove le imprese possono scambiare buone pratiche e confrontarsi sulle sfide normative e organizzative.

Nell’ambito del Laboratorio ricercatori e rappresentanti delle imprese si sono confrontati su quali dimensioni rappresentassero meglio il concetto di cultura Hse nell’ambito dei cantieri. Il quadro concettuale che ne è emerso è articolato in:

sei dimensioni chiave che riflettono le principali manifestazioni di una cultura Hse matura e positiva nella relazione tra impresa committente e imprese contractors:

Coordinamento e controllo. La dimensione rileva la qualità e l’efficacia delle attività di valutazione, controllo e monitoraggio attuate dall’impresa committente nei confronti delle imprese contractors, e delle iniziative di coordinamento e cooperazione tra le parti, volte a definire le finalità del rapporto, i risultati attesi, gli strumenti, le tempistiche e le modalità operative, riducendo i rischi legati a incertezza, incomprensione, interferenza e mancata conoscenza delle attività sito-specifiche.

Coinvolgimento e comunicazione. La dimensione rileva la qualità e l’efficacia della

comunicazione e delle iniziative volte al coinvolgimento e alla sensibilizzazione del personale delle imprese contractors sugli aspetti HSE. Riguarda lo scambio di informazioni tra impresa committente e imprese contractors, indagando l’apertura

alla comunicazione, la facilità di trasferire e recepire informazioni, e l’eventuale presenza di barriere (ad esempio linguistiche, culturali, organizzative).

Sistema di gestione HSE. La dimensione rileva la qualità e l’efficacia del sistema di gestione HSE dell’impresa committente e delle imprese contractors nel garantire prestazioni HSE positive, affrontando rischi interferenziali, emergenze, imprevisti e cambiamenti organizzativi. Inoltre, analizza la qualità, la completezza, la chiarezza e l’accessibilità della documentazione necessaria.

Gestione delle anomalie. La dimensione rileva la qualità, l’efficacia e il tempismo

delle azioni di salvaguardia HSE attuate – da ambo le parti – in risposta a inadempimenti alle norme di legge in materia HSE o alle specifiche contrattuali in

materia HSE, e a eventi accidentali o quasi incidentali.

Pressione lavorativa. La dimensione rileva la pressione sulla prestazione HSE delle imprese contractors, esercitata da ulteriori requisiti di prestazione legati alla produzione. Indaga l’idoneità delle tempistiche, degli spazi, delle attrezzature (e di altre dimensioni di costo pertinenti) necessarie a svolgere il servizio nel rispetto delle norme HSE.

Formazione e competenza. La dimensione rileva la presenza delle competenze necessarie a svolgere il servizio nel rispetto delle norme HSE, nonché la qualità ed efficacia delle attività formative (anche non obbligatorie) erogate.

Collaborare per la costruzione di una cultura Hse è un processo continuativo che si realizza lungo tutto l’intero ciclo del rapporto tra impresa committente e imprese contractors . Le fasi individuate di questo percorso sono tre, a tutte e tre le fasi fanno riferimento le prassi sperimentate e presentate nel Report:

  1. Prima dell’esecuzione dell’appalto (fase precontrattuale e di selezione imprese appaltatrici).
  2. Durante l’esecuzione dell’appalto.
  3. Dopo l’esecuzione del servizio (fase a conclusione dei processi operativi e dell’appalto).

Tutte le esperienze realizzate sono presentate secondo uno schema comune che prevede:

  • analisi del contesto di partenza
  • descrizione dell’esperienza articolata nei suoi elementi chiave: contenuti, modalità operative, soggetti coinvolti, tempistiche e criticità affrontate
  • risultati ottenuti o attesi, con evidenze quantitative e qualitative e feedback raccolti
  • riflessione sull’impatto sulla cultura Hse, con riferimento alle sei dimensioni del framework elaborato dal Laboratorio Hse.
  • analisi dei fattori di successo e degli ostacoli incontrati – inclusi gli eventuali costi sostenuti
  • lezioni apprese per supportare la trasferibilità delle pratiche ad altri contesti.

Diamo di seguito il quadro dei progetti presentati con riferimento alle sei dimensioni che meglio rappresentano il concetto di cultura Hse e relativi alla fase del preappalto e durante l’appalto. Rinviamo alla lettura del Report per l’elenco completo dei progetti e relativi a: Fine attività appalto, Attività di innovazione tecnologica, Gestione appalto estero.

Così come alla lettura del Report si rinvia per gli approfondimenti di merito.

Preappalto

Leonardo: Prevenzione integrata lungo la filiera degli appalti con rifermento a coordinamento e controllo e a coinvolgimento e comunicazione

Durante l’appalto

Webuild: Individuazione ed inserimento di aspetti innovativi sulla sicurezza durante la progettazione, con rifermento a coordinamento e controllo e a coinvolgimento e comunicazione.

Rfi: Modelli schede di sicurezza per il supporto alla redazione dei Psc, con rifermento a coordinamento e controllo e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Regole salvavita – Golden Rule, con rifermento a coordinamento e controllo e a sistemi di gestione Hse.

Poste-EGI: Analisi rischi immobili non utilizzati, con riferimento a coordinamento e controllo e a sistemi di gestione Hse.

AdR: Health & Safety Agent con riferimento a coinvolgimento e comunicazione.

AdR: Linee guida per la valutazione degli standard prestazionali dei fornitori in materia di salute e sicurezza, con rifermento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione.

A2A: Induction cantieri, con riferimento a gestione anormalità.

Autostrade: Stop Work Authority con riferimento a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

Snam Progetto: Snam4Safety con rifermento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione, a Sistemi di gestione Hse e a gestione delle anormalità.

Webuild: Programma di safety Leadership con rifermento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione, e a Sistemi di gestione Hse.

Rfi: Sviluppo e diffusione della cultura della sicurezza in Rfi con riferimento a coinvolgimento e comunicazione.

Webuild: Celebrazione Giornata mondiale della sicurezza con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione, a sistemi di gestione Hse, a gestione delle anormalità, a pressione lavorativa e a formazione e comunicazione

Italferr: Sistema incentivante per la diffusione della cultura della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili con riferimento a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Software gestionale documenti di cantiere con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Gestione coordinata e digitalizzata delle emergenze in galleria con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Sistemi anticollisione, con riferimento a coordinamento e controllo e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Sistema di telecamere intelligenti con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

INAIL: Modelli delle schede di sicurezza per la gestione del rischio amianto in cantiere, con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione, a sistemi di gestione Hse, a gestione delle anormalità, a pressione lavorativa e a formazione e comunicazione.

INAIL: Sonno, lavoro e strada: azioni di promozione per la salute e di prevenzione per la sicurezza con riferimento a formazione e comunicazione.

INAIL: Il rischio caldo nei cantieri: strumenti e strategie di prevenzione e gestione con riferimento a coordinamento e controllo, a coinvolgimento e comunicazione e a sistemi di gestione Hse.

Webuild: Manutenzioni in ambienti iperbarici, con riferimento a coordinamento e controllo, sistemi di gestione Hse e a formazione e comunicazione.


NOTE

[1] Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni, Inail aprile 2026. Inail: Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza centrale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.
In collaborazione con: Aeroporti di Roma, A2A, Autostrade per l’Italia, Egi – Poste italiane, Ferrovie dello Stato italiane, FiberCop, Italferr, Leonardo, Rfi, Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Snam, Terna, Webuild

[2] L’approccio co-design (o design partecipativo) è una metodologia che coinvolge attivamente utenti finali, stakeholder e designer nel processo di progettazione: tutti i partecipanti collaborano per creare soluzioni innovative, i destinatari sono quindi veri “co-autori” del progetto.

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