Politiche attive per lavoratori che hanno superato una patologia oncologica: DM Ministero del lavoro n. 4/2026

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Contesto normativo

Con la Legge 7 dicembre 2023, n. 193, il legislatore italiano ha introdotto il cosiddetto “diritto all’oblio oncologico”, volto a prevenire discriminazioni e garantire pari opportunità a chi ha superato una patologia oncologica. Tra gli ambiti di intervento la legge individua espressamente il mercato del lavoro, prevedendo strumenti per l’eguaglianza nell’inserimento, la permanenza e la riqualificazione professionale.

In attuazione di tale previsione, l’art. 4, comma 2 della legge delega all’adozione di un decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro della Salute, che disciplini le politiche attive del lavoro per i soggetti che hanno affrontato patologie oncologiche.

Il Decreto Ministeriale n. 4 del 2026 è stato pubblicato il 20 gennaio 2026 e costituisce il provvedimento attuativo di questa delega.

Obiettivo del Decreto n. 4/2026

L’obiettivo del decreto è assicurare pari opportunità per l’inserimento, la permanenza e lo sviluppo professionale nel mercato del lavoro per le persone che hanno affrontato una patologia oncologica, senza discriminazioni dovute a esperienze patologiche pregresse.

Il decreto traduce in prassi il principio costituzionale di uguaglianza e di non discriminazione, nonché gli obblighi di parità di trattamento derivanti dalla normativa europea in materia di occupazione e disabilità, nonché le previsioni della legge sull’oblio oncologico.

Ambito soggettivo e destinatari

Il decreto definisce come destinatari delle misure di politica attiva:

  • i soggetti dichiarati guariti da una patologia oncologica;
  • le persone che, pur non avendo evidenza attuale di malattia, sono sottoposti a trattamenti prolungati (ad esempio terapie adiuvanti o controlli di follow-up).

Questa estensione normativa ha rilevanza operativa in quanto mira a includere anche coloro che, pur non essendo più in condizione di malattia attiva, possono avere esigenze di accompagnamento al lavoro o in percorsi di riqualificazione professionale.

Contenuti del Decreto

Il decreto ministeriale stabilisce che tali persone sono assimilate alle categorie di soggetti in condizioni di fragilità e, come tali, possono accedere alle principali misure di politiche attive del lavoro già previste dal sistema normativo, tra cui:

  • il Programma nazionale GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori);
  • interventi formativi e strumenti di accompagnamento al lavoro;
  • il Fondo Nuove Competenze;
  • l’Assegno di inclusione (ADI);
  • il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) ove integrati i requisiti.

Queste misure sono strumenti già previsti per categorie svantaggiate o in condizioni di fragilità e, con il decreto, se ne estende l’accesso anche alle persone con pregresse patologie oncologiche.

Principi di non discriminazione e inclusione

Il decreto pone al centro il principio di non discriminazione, anche con riferimento alla normativa di recepimento della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (L. 18/2009 e L. 104/1992), prevedendo l’applicazione, ove pertinente, di strumenti quali gli accomodamenti ragionevoli.Gli “accomodamenti ragionevoli” sono misure di adeguamento delle condizioni lavorative che consentono di rimuovere o attenuare gli ostacoli derivanti da condizioni personali, senza gravare indebitamente sull’organizzazione del lavoro. Pur non essendo strettamente un istituto di disabilità nei termini della L. 104/1992, il decreto estende l’orizzonte interpretativo facendo riferimento a tali prassi per favorire la inclusione lavorativa.

Implicazioni per il mercato del lavoro

Dal punto di vista applicativo, il decreto evidenzia che i soggetti destinatari devono essere considerati all’interno delle politiche attive come condizioni di fragilità da accompagnare con strumenti di inclusione e non come categorie che impediscono l’accesso al lavoro o che giustificano discriminazioni.

La disciplina delle politiche attive e degli strumenti finanziari associati, pertanto, si collega alle misure già strutturate a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di potenziare l’accesso ai percorsi formativi e di accompagnamento al lavoro per le persone che hanno superato patologie oncologiche.

Impatto operativo sul sistema delle politiche attive

In termini operativi, l’attuazione del decreto comporta per i servizi pubblici per l’impiego e per gli operatori del mercato del lavoro la integrazione dei criteri di accesso a programmi di occupabilità con l’inclusione delle persone con pregresse patologie oncologiche quale personalizzazione dei percorsi di politica attiva.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere effettivo il principio di parità di opportunità, riconoscendo alle persone che hanno superato una patologia oncologica strumenti per:

  • partecipare ai programmi di formazione e aggiornamento professionale;
  • accedere alle opportunità di riqualificazione;
  • usufruire di interventi di accompagnamento personalizzato nel mercato del lavoro.
Conclusione

Il Decreto MLPS n. 4/2026 rappresenta la prima disciplina organica di politica attiva finalizzata a garantire pari opportunità lavorative per persone che hanno affrontato una patologia oncologica, mettendo in relazione la normativa sull’“oblio oncologico” con gli strumenti delle politiche attive del lavoro.

Nel quadro normativo complessivo, il decreto si inserisce anche nell’ambito delle politiche nazionali di occupabilità e inclusione sociale, indicando una progressiva estensione delle tutele per categorie vulnerabili nel mercato del lavoro.

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