fonte: INAIL
Dalle prime bonifiche del Novecento alle più recenti strategie globali, la malaria continua a rappresentare una sfida per la salute nei contesti lavorativi. Una pubblicazione INAIL ripercorre il lungo percorso di riconoscimento della malattia come infortunio sul lavoro.
La malaria, malattia antica e ancora pericolosamente attuale, è oggi oggetto di una riflessione approfondita da parte della Sovrintendenza sanitaria centrale dell’INAIL. Attraverso una nuova monografia viene ricostruito il percorso, lungo oltre un secolo, che ha portato al riconoscimento della malaria come evento professionale indennizzabile. Il testo non solo ripercorre l’evoluzione normativa e scientifica, ma propone anche dati recenti e indicazioni operative per la valutazione medico-legale dei casi.
Un’infezione globale con radici locali
Sebbene oggi l’Italia non rientri più tra i Paesi endemici, la malaria ha lasciato un’impronta profonda nella storia del nostro Paese, influenzando scelte in ambito sanitario, agricolo e infrastrutturale. Oggi la malattia colpisce ancora con forza in vaste aree del mondo: 263 milioni di casi nel 2023, con l’Africa subsahariana che ne concentra il 94%. In particolare, Nigeria, Congo, Uganda, Etiopia e Mozambico sono i Paesi più colpiti.
L’azione dell’INAIL: dalla storia alla tutela attuale
La pubblicazione curata da INAIL racconta come l’Istituto, nel tempo, abbia incluso la malaria tra le patologie riconosciute come infortuni sul lavoro, attraverso un processo che ha coinvolto studi clinici, giurisprudenza e prassi amministrative. Viene inoltre sottolineato il ruolo centrale della valutazione medico-legale, fondamentale per definire i contorni del nesso causale nei contesti lavorativi.
Una strategia internazionale condivisa
Sul fronte globale, la World Health Organization (WHO) ha fissato obiettivi ambiziosi con la Strategia tecnica globale per la malaria 2016-2030, che mira a ridurre i casi del 90% entro il 2030 e a eliminare la malattia in almeno 35 Paesi. Anche per i contesti in cui la malaria non è più endemica, come l’Italia, queste linee guida forniscono indicazioni preziose per prevenire i rischi legati ai casi d’importazione, specialmente per chi opera in ambito sanitario o si sposta per motivi professionali in aree a rischio.
Lavoro e malaria: un binomio che persiste
Nonostante i progressi, la malaria resta una patologia di rilievo anche in ambito lavorativo. In particolare, continuano a emergere casi riconducibili a esposizioni professionali: operatori sanitari, tecnici impegnati in missioni internazionali e lavoratori di aziende attive all’estero sono tra i soggetti più esposti. L’analisi condotta da INAIL sui dati degli ultimi trent’anni evidenzia l’importanza di un approccio che integri prevenzione, formazione e tempestiva valutazione medico-legale, rafforzando la tutela del lavoratore a fronte di rischi emergenti e riemergenti.
MATERIALI
Malaria di origine professionale: un secolo di tutela INAIL
La malaria è una delle malattie infettive più diffuse nel mondo. In Italia ha influenzato diversi campi, portando alla promulgazione di leggi volte a risanare il Paese dalla malaria endemica.

