Per comporre il quadro delle malattie professionali nel nostro Paese dobbiamo fare riferimento ai dati provenienti da due fonti:
- i dati INAIL sulle malattie denunciate e quelle riconosciute con nesso causale legato al lavoro/mansione, a causa dell’esposizione a fattori di rischio nocivi presenti nell’ambente di lavoro
- le malattie professionali registrate dal Sistema di sorveglianza e monitoraggio MalProf.
Il sistema di sorveglianza MalProf è uno strumento di rilevazione e di analisi delle malattie lavoro-correlate, realizzato allo scopo di migliorare il monitoraggio ed il controllo del fenomeno, anche al fine di identificare nuove patologie non ancora riconosciute né tabellate. Si inserisce tra i Sistemi di sorveglianza epidemiologica e di ricerca delle malattie professionali e segue pertanto la logica di favorire il più possibile l’emersione delle cosiddette malattie professionali ‘perdute’ registrando tutte le patologie segnalate come correlate al lavoro, senza effettuare alcun tipo di filtro a priori sulle segnalazioni pervenute o acquisite, intervenendo successivamente nell’analisi della qualità delle informazioni a corredo delle stesse segnalazioni. Il sistema di sorveglianza risulta quindi attivo e ‘sensibile’, perché alimentato dai referti che giungono ai Servizi di prevenzione da varie fonti: Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), Patronati, Inail, Medici competenti (Mc), ospedali, Servizi competenti Asl/Ats (Psal), Medici di medicina generale (Mmg), Medici specialisti, Istituti universitari di medicina del lavoro, Autorità giudiziaria o altra fonte’. E ancora: ‘l’archivio MalProf si differenzia da quello assicurativo in quanto si alimenta con i referti che ai sensi dell’art. 365 del c.p. e dell’art. 334 del c.p.p. vengono inviati ai Servizi Psal’ (ovvero i Servizi deputati alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro dei Dipartimenti della prevenzione delle Asl). [1]
Il sistema di sorveglianza MalProf – Modello di raccolta dati
Il progetto MalProf è nato alla fine degli anni ’90 e ha iniziato la sua attività di sorveglianza nel 2000, con la partecipazione delle Regioni Lombardia e Toscana. Nel corso degli anni, il progetto si è esteso a diverse altre Regioni, arrivando a coinvolgere la maggior parte del territorio nazionale. Il Sistema di sorveglianza delle malattie professionali è oggi parte integrante del Sistema informativo nazionale. I dati raccolti vengono regolarmente pubblicati in rapporti periodici o analizzati in schede tematiche come la Scheda 11 pubblicata nel mese in corso relativa alle malattie psichiche sul lavoro
Le informazioni vengono raccolte attraverso un modello strutturato che consente di analizzare i dati in base a:
- tipo di malattia
- settore di attività economica
- professione e mansione svolta
- sesso del lavoratore
- regione di provenienza.
Le modalità di raccolta dei dati e di valutazione, che prescinde dal complesso iter assicurativo, permette di andare oltre i dati statistici tradizionali e di ottenere indicazioni più precise sulle cause delle malattie professionali, anche quelle non ancora riconosciute o sottostimate. I dati così raccolti permettono di evidenziare aspetti critici non ancora rilevabili con le modalità di valutazione dell’Istituto assicurativo.
Le malattie psichiche sul lavoro
Gli effetti nocivi dello stress occupazionale rientrano nelle malattie professionali non tabellate, ossia non presenti nelle Tabelle delle malattie professionali della gestione industria e agricoltura e, quindi, ai fini dell’indennizzo il carattere professionale della patologia può essere riconosciuto con l’onere della prova a carico del lavoratore. Le malattie professionali di natura psichica sono, invece, declarate tra le malattie per le quali è obbligatoria la segnalazione da parte dei medici ai sensi dell’articolo 139 del d.p.r. 1124/1965: sono presenti, infatti, nella Lista II “malattie di cui l’origine è di limitata probabilità [2].
L’INAIL ha pubblicato nel mese di settembre la Scheda 11 sulle malattie psichiche sul lavoro registrate secondo le modalità del sistema di sorveglianza delle malattie professionali MalProf. Per capire la portata di questa modalità di registrazione e la sua efficacia predittiva è necessario prendere in considerazione i dati relativi alle malattie psichiche secondo la Banca dati INAIL.
Percentuale di riconosciute sulle denunciate anni 2019-2023
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| Gruppo ICD-10 [3] | ICD -10 | Denunciate | Definite positive | Percentuale riconoscimento |
| Disturbi psichici e comportamentali (F00-F99) | Disturbi psichici di natura organica, compresi quelli sintomatici (F00-F09) | 65 | 5 | 7,7 |
| Schizofrenia, disturbo schizotipico e disturbi deliranti (F20-F29) | 3 | 0 | 0,0 | |
| Disturbi dell’umore [affettivi] (F30-F39) | 351 | 20 | 5,7 | |
| Reazione a grave stress e disturbi dell’adattamento (F40-F48 | 199 | 13 | 6,5 | |
| Disturbo post-traumatico da stress (F40-F48) | 221 | 30 | 13,6 | |
| Disturbi dell’adattamento (F40-F48) | 850 | 61 | 7,2 | |
| Disturbi d’ansia (F40-F48) | 295 | 17 | 5,8 | |
| Altri disturbi nevrotici, legati a stress e somatoformi (F40-F48) | 29 | 2 | 6,9 | |
| Sindromi comportamentali associate a disfunzioni fisiologiche e fattori fisici (F50-F59) | 1 | 0 | 0,0 | |
| Disturbi della personalità e del comportamento nell’adulto (F60-F69) | 33 | 1 | 3,0 | |
| Totale | 2047 | 149 | 7,3 | |
I dati parlano molto chiaramente in merito alla difficoltà di riconoscimento del nesso tra lavoro e questa specifica malattia: su 2047 malattie psichiche denunciate (quinquennio 2019-2023) l’Istituto ne ha riconosciute 149 ovvero il 7,3%.
La percentuale di riconoscimento delle altre patologie è del 47,1% nello stesso quinquennio in esame e, quindi, si evidenzia la tipicità delle malattie psichiche, non facilmente diagnosticabili e la cui origine lavorativa è di difficile individuazione [4].
Nel quinquennio considerato (2019-2023) in MalProf risultano 782 segnalazioni di malattie psichiche (codici F00-F99 della classificazione ICD10) e per 424 di esse è stato riconosciuto il nesso positivo con la storia lavorativa. La percentuale di nessi positivi sulle segnalazioni è quindi del 54%, mentre l’analoga percentuale – sempre nel sistema Malprof – per le malattie non psichiche è dell’89%. Tra tutte le malattie psichiche segnalate, la percentuale delle donne è del 56,9%.
Due sono in merito le osservazioni: da un parte abbiamo la conferma della tipicità delle malattie psichiche e della difficoltà di individuazione – come dicono i ricercatori del Dimeila/INAIL – dall’altra è però evidente che la percentuale del riconoscimento del nesso lavorativo mediante le modalità di monitoraggio del sistema Mal Prof è considerevolmente più significativa.
La Scheda 11 analizza quindi i dati sulle malattie psichiche in MalProf secondo l’età e i settori di attività economica, inoltre per fornire “una misura dell’associazione tra le malattie psichiche e i diversi settori professionali coinvolti” viene utilizzato il proportional reporting ratio (PRR)[5], le associazioni più forti tra malattie psichiche e settori di attività sono quelle relative:
- alle banche e fondi di investimento (PRR=42,93)
- ai call center (PRR=8,44)
- ed alla pubblica amministrazione (PRR 6,97).
Tra le principali malattie psichiche in MalProf, troviamo i disturbi dell’adattamento presenti nel 60,4% dei casi, la reazione a grave stress e disturbi dell’adattamento nel 25,5% ed il disturbo traumatico da stress nel 8,7% dei casi; non ci sono particolari differenze tra uomini e donne per quanto riguarda la distribuzione delle specifiche patologie.
La percentuale più alta di casi con nesso positivo (72,5%) si riscontra per il disturbo post-traumatico da stress.
Sotto denuncia delle malattie professionali
Tra le criticità considerate dai ricercatori Inail, oltre alle difficoltà nella diagnosi di queste patologie e nell’attribuzione di un nesso causale con l’attività lavorativa, viene segnalata una sotto denuncia di questa malattie. In merito sono interessanti le osservazioni del dott. Magelli, che abbiamo già citato, che evidenzia un andamento piuttosto singolare dei dati relativi alle fonti per le segnalazioni delle malattie professionali (considerate in generale ma con ricadute anche sulle malattie psichiche): l’11° Rapporto MalProf dà come fonti prioritarie per le segnalazioni i Patronati e l’INAIL (complessivamente il 63%), mentre molto bassa è la percentuale delle segnalazioni provenienti dai Medici competenti (9%)
che dovrebbe essere la principale fonte in materia (con eccezione delle patologie a lunga latenza, ad es. i tumori di amianto e in generale i tumori professionali).
Tutto questo va valutato considerando che
nei 21 anni compresi tra il 1999 e il 2020 le segnalazioni provenienti dai Medici competenti sono state 73.691 (pari al 23,6% del totale), superando addirittura se pur di un soffio quelle dei patronati (23,5%) e largamente quelle di tutte le altre fonti (es. INAIL 15,4%). È un crollo che segue un andamento temporale preciso: precisa, infatti, il Rapporto che negli anni dal 1999 al 2010, circa la metà delle segnalazioni ha avuto come fonte il Mc (49,0%), a seguire le strutture ospedaliere e universitarie con il 15,0% e l’Inail con l’11,6%. Negli anni invece che vanno dal 2011 al 2020 la fonte più rappresentata è stata quella dei patronati (37,6%), a cui fa seguito l’INAIL (22,1%), mentre i Mc sono fonte di segnalazione solo nel 15,9% dei casi. In particolare, poi, come già visto in precedenza, nel biennio 2019-2020, si scende al 9%.”
Tra le ragioni di questo andamento critico delle segnalazioni da parte di Medici competenti non possiamo non considerare il generale abbassamento nel nostro Paese (sicuramente sul piano nazionale) del livello di attenzione alle condizioni di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e l’ostinato disinteresse nei confronti della necessità di potenziare i Servizi di vigilanza con personale competente e in grado di operare capillarmente nel territorio, in un rapporto con le aziende non solo sul piano della vigilanza ma anche del supporto (Piani mirati di prevenzione).
Ostinazione che si sta manifestando anche in questi giorni al tavolo della consultazione delle parti sociali su un nuovo Decreto legge emergenziale (se non altro per il tipo di dispositivo utilizzato). Tavolo dove ha brillato l’assenza di soggetti fondamentali del Sistema prevenzione, tavolo a cui, come evidenzia la segretaria confederale della UILIvana Veronese, sarebbe necessario
coinvolgere anche il Ministero della Salute attore imprescindibile nella prevenzione e per il coordinamento dell’attività ispettiva delle Asl.
NOTE
[1] 11° Rapporto MalProf, citato in Chi segnala le malattie professionali, una riflessione di Leopoldo Magelli, primo Presidente Snop, medico del lavoro, Snop 4 settembre 2025.
[2] Sistema di sorveglianza delle malattie professionali, le malattie psichiche sul lavoro, INAIL – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) – settembre 2025.
[3] ”Per quanto riguarda la classificazione ICD-10, definita dall’ Organizzazione mondiale della sanità, le malattie psichiche sono racchiuse nel capitolo quinto, come “patologie mentali e del comportamento” e corrispondono ai codici compresi tra F00 e F99”.
[4] Sistema di sorveglianza delle malattie professionali, le malattie psichiche sul lavoro, INAIL – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) – settembre 2025.
[5] Il Prr è un indicatore che per ogni settore economico ha misurato il peso delle malattie psichiche sul totale delle malattie e lo ha rapportato al corrispondente peso negli altri settori.

