Infortuni mortali e gravi: un buon sistema di monitoraggio per una prevenzione efficace

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In un recente articolo [1] abbiamo descritto le caratteristiche e le ricadute sulla prevenzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione, per ciò che di esso si è riusciti ad avviare. Rinviamo alla lettura di quell’articolo per la descrizione degli strumenti disponibili, in particolare del Sistema nazionale di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi (Infor.MO) e del Sistema Pre.Vis (PREvenzione VIgilanza Soluzioni).

Riprendiamo il tema alla luce di una nuova pubblicazione di INAIL, il Rapporto INAIL-Regioni sulle cause degli infortuni mortali e gravi.[2]

Il Rapporto, nella nuova veste editoriale, è articolato in tre sezioni:
– la prima tratta la struttura e le azioni strategiche del sistema volte all’ampliamento delle conoscenze sui fattori di rischio infortunistici
– la seconda contiene elaborazioni ed analisi condotte sui dati a livello nazionale
– la terza è dedicata ad approfondimenti regionali curati dai territori per evidenziare specifiche tematiche di interesse.
Questo rapporto nasce dalla volontà di analizzare con rigore i dati disponibili, ma anche di promuovere una cultura della prevenzione e della sicurezza come valore fondamentale in ogni contesto produttivo. [3]

Di questo Report, il cui esame è di interesse e utilità in ogni sua parte, ci interessa in questa sede evidenziare la Parte terza, Approfondimenti tematici dei territori, perché più concretamente dimostra le possibili applicazioni e l’utilità, ai fini preventivi, del sistema di monitoraggio dei fattori di rischio.

La terza sezione del rapporto si compone di una serie di contributi sviluppati da Regioni/Asl al fine di valorizzare il lavoro di implementazione degli infortuni nella banca dati e dare evidenza a specifiche analisi o studi condotti localmente. I contributi si riferiscono a differenti ambiti e cluster di infortuni o rischi specifici e trattano i dati con modalità differenti. Tale eterogeneità nei contenuti degli elaborati vuole rappresentare un valore aggiunto sul versante del ritorno e del trasferimento delle conoscenze su modalità di accadimento e cause degli infortuni a maggiore gravità, attività primaria per il sistema Infor.MO.

Ne diamo di seguito l’Indice, che mostra chiaramente l’ampiezza del raggio di applicazione del sistema.

Approfondimenti tematici dai territori

  • Emilia-Romagna. Focus sui determinanti degli infortuni mortali
  • Rischio di caduta dall’alto nei lavori in quota, focus sulle cadute per sfondamento di coperture
  • Prevenzione in ambito di realizzazione spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e manifestazioni fieristiche
  • Approfondimento dinamiche infortunistiche generate dall’utilizzo della scala semplice portatile
  • Migliorare l’efficacia dell’azione di vigilanza con elaborazioni dei dati Infor.MO: l’esperienza del Piemonte
  • Puglia. L’utilizzo dei dati Infor.MO per la pianificazione degli interventi preventivi: l’esempio degli infortuni con caduta dall’alto
  • Gli infortuni multipli: un’analisi ragionata
  • Analisi delle cause di un infortunio plurimo in un contesto ATEX
  • Umbria. Oltre 20 anni di Infor.MO in Umbria, analisi degli infortuni mortali del periodo 2002 – 2022
  • Dall’analisi dei dati Infor.MO al Piano Mirato di Prevenzione “logistica” nella regione Veneto 
I rischi per i lavori in quota nella Regione Lazio

Prendiamo di seguito in considerazione, come esempio, il contributo della Regione Lazio che affronta il tema delle cadute dall’alto nei lavori in quota, con un focus sulle cadute per sfondamento di coperture.

L’analisi dei dati nazionali trasferiti dal Sistema Infor.MO, per il periodo 2018-2022, riferisce di 680 infortuni dovuti alla caduta dall’alto per lavorazioni in quota, di cui 329 (48%) sono gravi e 351 (52%) mortali. Le cadute per sfondamento di superfici non portanti sono 160, il 24% dei casi totali, di cui 60 (il 37%) casi gravi e 100 (il 62%) mortali.

Un dato importante che indica come spesso non venga valutato il rischio della lavorazione da effettuare e/o non venga accertata la natura della superficie ove si andrà ad operare. Tale sottovalutazione viene operata in maniera trasversale in diversi settori produttivi.

I settori e le attività interessate sono:
  • lavori generali di costruzione di edifici e lavori di ingegneria civile
  • lavori di completamento degli edifici (Intonacatura, Posa in opera di infissi, rivestimento di pavimenti e di muri, …)
  • posa in opera di coperture e costruzione di ossature di tetti di edifici
  • installazione dei servizi in un fabbricato (impianti elettrici, lavori di isolamento, Installazione di impianti idraulico-sanitari, …)
  • coltivazioni agricole, orticoltura, floricoltura/ coltivazioni agricole associate all’allevamento.

Gli infortuni gravi e mortali che riguardano nello stesso periodo la Regione Lazio sono 122, di cui 36 mortali. Su 122 casi esaminati, 52 sono per caduta dall’alto. L’analisi dei fattori di rischio condotta secondo il modello Infor.MO dà che

l’Attività dell’infortunato è predominante a seguire la categoria degli Utensili, macchine e Impianti (UMI) ed Ambiente. Tra le cause principali che caratterizzano la caduta dall’alto sono i cedimenti delle strutture poste in quota ove si accede, la presenza di opere provvisionali incomplete, la mancanza di sistemi di protezione e il non utilizzo dei DPI contro la caduta dall’alto.

Quindi in sintesi come e da dove si cade?

Caduta per sfondamento di copertura determinata dalla modalità operativa del lavoratore e si riferisce a situazioni in cui il lavoratore si trova a transitare su superfici non portanti e quindi non calpestabili e al mancato o non corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Caduta da scala portatile: determinata da un uso improprio o errato di una scala portatile.

Caduta da parte fissa di edificio (in particolare da un tetto o da un terrazzo o anche da una finestra): determinata dalle modalità operative del lavoratore che riguarda un errore nella procedura per cui il lavoratore perde l’equilibrio.

Caduta da ponteggi e impalcature fisse: determinata dalla perdita di equilibrio del lavoratore e dalla mancanza di protezioni fisse.

Caduta all’interno di varco: determinata dai fattori relativi all’organizzazione dell’ambiente con una mancanza di protezioni del varco o di parapetti e alle modalità operative del lavoratore che transita comunque su percorsi pericolosi, non protetti e non segnalati.

Caduta da mezzi di sollevamento o per lavori in quota: determinata dalle modalità operative del lavoratore.

Caso di studio e misure preventive

Il caso di studio illustrato di seguito dimostra il nesso positivo tra indagine sui dati e sulle modalità di accadimento e applicazione pratica in campo preventivo che, come sappiamo, è la prima finalità del conoscere.

Caso di studio
Caso 1 – Sfondamento di lucernario

Contesto lavorativo ed organizzativo

L’infortunio è avvenuto presso un capannone industriale oggetto di un intervento di manutenzione, consistente nella sostituzione dei lucernari posti sulla copertura dell’edificio.

Sequenza infortunistica

Il lavoratore, insieme al collega, dopo essere sbarcato con una Piattaforma di lavoro elevabile (PLE) sul piano di copertura, a circa 6 mt. dal p.c., stava provvedendo alla rimozione dei lucernari e alla messa in opera di nuovi. Durante le operazioni di rimozione, il lavoratore poggiava inavvertitamente il piede destro su un lucernario, sfondandolo e precipitando a terra all’interno del capannone. Al lavoratore venivano diagnosticate fratture multiple.

Fattori causali

La causa dell’incidente è da ricondursi alla mancata adozione di misure di protezione e apprestamenti atti a garantire il lavoratore dalla caduta da parti in quota ed al mancato uso di DPI.

Come si doveva fare

Soluzione 1: eseguire i lavori collegandosi ad un sistema di linea vita precedentemente installato. Quindi effettuare lo sbarco da PLE (con PLE idonea allo sbarco) utilizzando il cordino di trattenuta collegato alla PLE e successivamente assicurarsi alla linea vita della copertura. Per una maggior sicurezza si potevano installare dei sottoponti in corrispondenza dell’area dei lucernari per limitare la caduta dell’operatore.

Soluzione 2: operare dalla parte sottostante il piano di copertura tramite l’uso di una PLE, utilizzando gli appositi DPI di trattenuta.

Soluzione 3: adottare idoneo sistema di accesso in quota (opera provvisionale) ed operare con linea vita e DPI di trattenuta.

Misure di protezione dei lucernari: in caso di coperture accessibili per manutenzione e ove vi è la presenza di lucernari, è possibile prevedere l’installazione di sistemi che possano impedire l’accesso nell’area dei lucernari (parapetti), oppure la posa di una griglia nella parte superiore o della parte sottostante in grado di trattenere la caduta nel vuoto di un operatore e che accidentalmente vi cada sopra.


NOTE

[1] Utilizzo integrato dei modelli del sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp): criticità organizzative e gestionali negli infortuni.

[2] Collana ricerche, settembre 2025.

[3] “Premessa”, Giovanna Tranfo, Direttrice del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale.

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