Abbiamo evidenziato, in un recente articolo di informazione e commento sui dati relativi alle Denunce di infortuni e malattie professionali nel 2025, come particolarmente grave sia il quadro relativo agli infortuni che hanno interessato, nello scorso anno, gli studenti:
- 871 le denunce di infortunio, in aumento rispetto al 2024 del 3,8% (erano 77.883) di cui 1.889 riguardano studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, questa modalità in discreta riduzione dell’8,2% rispetto al 2024
- otto i casi mortali nel 2025 anche se in diminuzione rispetto ai 13 del 2024
- gli infortunati sono per lo più giovanissimi in quanto tre eventi su quattro riguardano ragazzi sotto ai 15 anni.
- il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
Se inaccettabili sono i dati generali degli infortuni (in particolare mortali e gravi) che nel nostro Paese riguardano tutti i lavoratori, quelli relativi a questi giovanissimi – che lavoratori non lo sono ancora diventati ma già subiscono le conseguenze, in alcuni casi irrimediabili, di una pessima gestione di una azienda o della propria scuola – sono davvero inconcepibili.
Sappiamo bene che le cause degli eventi ricordati vanno cercate nelle criticità dell’organizzazione del lavoro a livello aziendale, nelle carenze organizzative e strutturali della scuola, nella superficiale gestione a livello territoriale – in cui la scuola gioca un ruolo per cui forse non è preparata – dei percorsi scuola lavoro nelle diverse fasi di: scelta delle aziende, formazione degli studenti, tutoraggio per l’inserimento, tutoraggio nella fase operativa. Un insieme di fattori complessi che richiedono interventi su diversi fronti ma soprattutto che meriterebbero di essere gestiti all’interno e mediante i livelli di coordinamento sui temi della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro provinciali e regionali[1], istituiti e attivi su tutto il territorio nazionale e previsti dalla legislazione vigente.
Da circa dieci anni l’INAIL pubblica annualmente un Dossier scuola sulle numerose attività svolte in ambito scolastico sui temi della salute e sicurezza: nell’ultima pubblicazione del novembre 2025 vengono presentati i progetti realizzati dall’INAIL e Progetti regionali e territoriali realizzati nell’anno scorso. Il Dossier dimostra che il tema non è più estraneo alla scuola che disposizioni legislative e buone pratiche hanno ormai posto la tematica all’interno del quadro delle discipline delle scuole superiori, anche con metodologie idonee all’età e agli interessi dei giovani coinvolti.
Queste iniziative non sono sufficienti ad azzerare il livello del rischio per i giovanissimi studenti, non dimentichiamo che due terzi degli infortunati dell’anno scorso hanno meno di 15 anni. Livello del rischio che richiede azioni diversificate e maggiore coinvolgimento delle istituzioni territoriali competenti in materia (Ispettorato del lavoro dipartimenti di prevenzione delle Asl in primis), perlomeno in fase di scelta delle aziende per i Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e per la messa a norma delle strutture scolastiche che spesso sono luoghi progettati nello scorso secolo (alcuni anche prima) e che richiedono pertanto interventi mirati.
Ciò detto le azioni e i progetti realizzati in ambito scolastico hanno il loro valore, in quanto sensibilizzano i giovani e li aiutano a riconoscere quando il lavoro l’ambiente l’organizzazione del lavoro, o la stessa scuola, non sono sicuri. La formazione in ambito scolastico dovrebbe dare un carattere maggiormente autorevole alle informazioni acquisite e dovrebbe mettere in grado questi studenti/lavoratori di esercitare già da ora, se necessario, il diritto al rifiuto di un lavoro che mette a rischio la loro salute e la loro sicurezza, preparandosi così per il futuro quando saranno lavoratori a tutti gli effetti.
Consideriamo, tra i molti recenti esempi di azioni e interventi in ambito scolastico, il Progetto near miss smart safety che nasce dall’Accordo tra INAIL Direzione Lazio e Mim Ufficio scolastico regionale: tema del percorso formativo l’analisi dei near miss. Lo studio della procedura relativa ai near miss è sicuramente molto importante perché induce ad una osservazione attenta e consapevole degli ambienti di lavoro, o della stessa scuola, insieme ad una assunzione di responsabilità di fronte a qualunque elemento critico si presenti, sapendo che gli incidenti e eventi mancati sono alla base della piramide che dà, al suo vertice, quegli otto incidenti mortali dello scorso anno tra gli studenti di cui abbiamo parlato.
Progetto “Near miss smart safety” [2]
Due le scuole superiori di Roma coinvolte nel progetto “Near miss Smart Safety: allenare all’osservazione intelligente. Percorso di esplorazione attiva per la cultura della prevenzione”.
Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Lazio, con la collaborazione del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti prodotti e insediamenti antropici (Dit) e della Consulenza tecnica salute e sicurezza (Ctss) dell’Istituto.
L’iniziativa si concluderà in aprile
Grazie all’utilizzo di tecnologie accessibili i ragazzi potranno raccogliere e registrare gli eventi osservati contribuendo alla creazione di uno strumento digitale che permetterà anche ai docenti di analizzare rapidamente i dati raccolti
Si prevede inoltre l’introduzione graduale dell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale pensati per supportare ulteriormente la sicurezza e la prevenzione all’interno delle scuole.
Acquisire l’attitudine alla osservazione e alla segnalazione è alla base di qualunque azione di carattere preventivo e è applicabile non solo nel lavoro ma anche nella vita extra lavorativa o extra scolastica.
Vi è tuttavia in questo caso una criticità di contesto che potrebbe annullare ogni buona iniziativa formativa. Perché il processo di comunicazione legato ai near miss funzioni sappiamo bene che:
- deve essere stato attivato (ad esempio dalla direzione aziendale o dal/la preside) un percorso in cui i messaggi e le comunicazioni abbiano la possibilità di transitare
- e perché si continui a segnalare è necessario sia stato strutturato un sistema di raccolta analisi e gestione degli infortuni o eventi mancati e che tale sistema sia attivo. Se questo non avviene il sistema implode: nessuno più segnala e magari rimane una procedura prevista dal Documento di valutazione dei rischi ma non praticata.
Consideriamo, ad esempio, una situazione in cui a segnalare le criticità (non conformità) nella propria scuola siano degli studenti e che tali segnalazioni non diano luogo ad alcuna iniziativa: questo comportamento, trattandosi di giovani, è particolarmente grave perché indurrebbe sfiducia nelle istituzioni e negli adulti e nelle loro regole, leggi prassi che siano. Si otterrebbe in sostanza il contrario della sensibilizzazione e responsabilizzazione che si sarebbe voluta indurre con l’iniziativa promossa.
Ma tutto questo ci rimanda al noto problema della coerenza tra le azioni formative e le caratteristiche organizzative e gestionali del contesto di appartenenza: la formazione aiuta ma se strumentale e non coerente con le scelta di politica aziendale o scolastica può dare risultati opposti a quelli che ci si proponeva di raggiungere. Per cui ben vengano le iniziative di questo tipo ma bisognerebbe anche lavorare di più con le figura apicali del sistema scolastico, investire pesantemente per la messa a norma delle scuole e fare del percorso scuola lavoro un vero percorso formativo e non l’utilizzo di mano d’opera a costo zero in situazioni anche rischiose.
NOTE
[1] Comitati regionali e provinciali di coordinamento ex art 7 del D.Lgs. 81/2008.
[2] Protocollo d’intesa tra INAIL Dr Lazio e Mim Ufficio scolastico regionale per il Lazio, 16 gennaio 2026.

