fonte: Eu-Osha
Due nuove analisi sul futuro del lavoro
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato due nuovi discussion paper nell’ambito del progetto Future of Work, dedicati ai principali cambiamenti che stanno influenzando il mercato del lavoro europeo.
I documenti analizzano due temi centrali: la crescente carenza di manodopera in diversi settori economici e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi di salute e sicurezza sul lavoro.
Secondo EU-OSHA, queste trasformazioni avranno effetti concreti sull’organizzazione del lavoro, sulla prevenzione dei rischi e sulle competenze richieste nei prossimi anni.
Carenza di personale: un rischio anche per la sicurezza
Il primo documento esamina le conseguenze della mancanza di lavoratori disponibili in numerosi comparti produttivi europei.
Quando le imprese faticano a reperire personale, possono infatti aumentare alcune criticità organizzative, tra cui:
- carichi di lavoro più elevati;
- turni prolungati;
- maggiore pressione produttiva;
- difficoltà nella sostituzione del personale assente;
- aumento di stress e affaticamento.
Secondo EU-OSHA, questi fattori possono incidere direttamente sulla salute dei lavoratori e aumentare il rischio di errori, incidenti e malattie professionali.
I settori maggiormente esposti
La carenza di manodopera interessa in particolare comparti già strategici per l’economia europea, come:
- sanità e assistenza;
- edilizia;
- logistica e trasporti;
- agricoltura;
- manifattura specializzata;
- servizi tecnici qualificati.
In questi contesti, la difficoltà nel reperire personale può compromettere la continuità operativa e rendere più complessa l’applicazione delle misure di prevenzione.
Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro
Il secondo paper pubblicato da EU-OSHA è dedicato invece all’applicazione pratica dell’AI Act europeo e alle sue implicazioni per i sistemi intelligenti utilizzati nella sicurezza sul lavoro.
L’analisi prende in considerazione tecnologie come:
- dispositivi indossabili (wearables);
- robot collaborativi;
- esoscheletri;
- strumenti digitali di monitoraggio dei rischi;
- sistemi automatizzati di supporto decisionale.
Queste soluzioni possono contribuire a ridurre i rischi professionali, ma richiedono regole chiare, valutazioni adeguate e un utilizzo centrato sulla persona.
Opportunità e nuovi rischi dell’IA
Secondo EU-OSHA, l’intelligenza artificiale può offrire vantaggi significativi nei luoghi di lavoro, tra cui:
- automazione di attività pericolose o ripetitive;
- monitoraggio preventivo dei rischi;
- migliore pianificazione delle attività;
- supporto alla manutenzione e alla logistica;
- riduzione dell’esposizione fisica in ambienti critici.
Allo stesso tempo emergono nuovi rischi legati a:
- eccessiva sorveglianza digitale;
- riduzione dell’autonomia dei lavoratori;
- errori algoritmici;
- opacità nelle decisioni automatizzate;
- dipendenza da sistemi tecnologici complessi.
Servono competenze e governance
Le nuove pubblicazioni evidenziano che il futuro del lavoro non dipenderà solo dalla tecnologia, ma anche dalla capacità di governi, imprese e parti sociali di gestire il cambiamento.
Tra le priorità indicate emergono:
- formazione continua;
- aggiornamento delle competenze digitali;
- pianificazione del fabbisogno professionale;
- adozione responsabile dell’IA;
- centralità della salute e sicurezza sul lavoro.
Un mercato del lavoro in trasformazione
Le analisi di EU-OSHA confermano che il lavoro in Europa sta entrando in una fase di profonda trasformazione.
Da un lato la carenza di personale rischia di aumentare la pressione organizzativa; dall’altro l’intelligenza artificiale può offrire strumenti utili per affrontare nuove sfide produttive e demografiche.
La vera sfida, sottolinea l’Agenzia europea, sarà conciliare innovazione, occupazione di qualità e tutela dei lavoratori.

