L’INAIL ha pubblicato [1] il Manuale Focus sugli infortuni negli stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, il Manuale presenta una metodologia e gli strumenti utili a descrivere e classificare le caratteristiche degli incidenti nelle aziende Seveso. In particolare la Banca dati
contiene variabili che descrivono gli aspetti specifici degli stabilimenti Seveso sulla base delle caratteristiche amministrative dell’infortunio, dell’infortunato e dell’evento. Lo strumento consente di individuare gli ambiti critici rispetto ai quali definire specifiche strategie di prevenzione ai fini del miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori. [2]
Campo di applicazione della normativa Seveso
Aziende che detengono sostanze pericolose che, sulla base della loro quantità e per le loro specifiche caratteristiche di pericolosità, possono determinare pericoli connessi ad una perdita di contenimento in termini di rilascio incontrollato di energia (esplosioni, incendi) o dispersione di sostanze tossiche o inquinanti dando origine ad un “incidente rilevante”.
Incidente rilevante
Un evento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di uno stabilimento (…) e che dia luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento e in cui intervengano una o più sostanze pericolose”.
Riferimento normativo
Direttiva 2012/18/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, (anche nota come Direttiva Seveso III).
Recepita a livello nazionale con il Decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105.
I ricercatori autori del Manuale evidenziano in premessa che mentre gli studi ad oggi condotti si sono prevalentemente soffermati sulle tematiche impiantistiche gestionali e ambientali connesse con questa tipologia di aziende, ponendo in secondo piano gli aspetti di salute e sicurezza dei lavoratori, lo studio attuale pone al centro dell’indagine gli infortuni negli stabilimenti Seveso, quindi elementi che riguardano direttamente il coinvolgimento dei lavoratori, considerandone sia l’elemento quantitativo che qualitativo degli eventi, ovvero numeri e caratteristiche.
Lo studio presenta una specifica metodologia elaborata per aggregare i dati provenienti da diverse fonti[3], inoltre, e questo è l’elemento più importante:
Lo strumento consente di individuare gli ambiti critici rispetto ai quali definire specifiche strategie di prevenzione ai fini del miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori.
L’Inventario Seveso, previsto dal Decreto Legislativo n. 105/2015, ha rappresentato la principale fonte di dati relativi agli stabilimenti interessati, dati coniugati con quelli relativi agli infortuni nelle aziende considerate, forniti dalla Consulenza statistica attuariale dell’INAIL che ha messo a disposizione le informazioni relative alle denunce di infortunio per il periodo 2017-2020.
Il data base progettato prevede quattro categorie di variabili:
- Variabili identificative dello stabilimento
- Variabili amministrative
- Caratteristiche infortunato
- Caratteristiche evento.
I principali elementi che emergono dall’indagine
- La collocazione geografica degli stabilimenti Seveso che hanno presentato denunce a seguito di infortuni è per il 65% nel nord Italia e la percentuale maggiore, pari al 39%, si riscontra nel nord ovest.
- Le percentuali maggiori si riscontrano per il 35% al sud nella produzione e trasformazione metalli e minerali, il 56% nel nord ovest per l’industria chimica, il 33% nel nord ovest per altre attività, il 44%, sempre nel nord ovest, per lo stoccaggio, deposito e distribuzione.
- Assumendo come base le informazioni relative all’anno 2017, il trend del numero di infortuni nel quinquennio esaminato è decrescente in tutti i settori considerati con una diminuzione totale del 23%.
- Il settore produzione e trasformazione metalli e minerali, registra il 45% di infortuni sul totale ma risulta anche essere il settore in cui il fenomeno infortunistico diminuisce maggiormente.
- Per quanto riguarda le attività ATECO è la metallurgia a registrare la più alta
percentuale di infortuni con il 32% del totale.
- Con riferimento alle professioni il 36% degli infortuni si verifica nella categoria “Conduttori di impianti industriali” che nella banca dati è definita come “professioni che comportano la conduzione di impianti o macchinari industriali automatizzati che operano lungo l’intero processo produttivo o su singole fasi dello stesso nelle attività di estrazione e di trattamento dei minerali, di trasformazione e lavorazione dei metalli, del vetro, della ceramica, del legno e della carta e di produzione di derivati della chimica e del petrolio”.
- Per quanto riguarda la distribuzione degli infortuni per fascia di età nel settore produzione e trasformazione di metalli, l’intervallo 35-44 anni è quello che presenta il maggiore numero di infortuni, mentre per l’industria chimica, per lo stoccaggio e distribuzione e per altre si registra tale informazione nella fascia successiva (45-54 anni).
- Gli infortuni più frequenti sono contusione e lussazione, distorsione e distrazione, la parte più colpita sono gli arti superiori ed a seguire gli inferiori e questo vale per tutti e quattro i settori (produzione e trasformazione metalli e minerali, industria chimica, stoccaggio deposito e distribuzione, altra attività)
- Nel settore Altre Attività, per quanto riguarda la classificazione ATECO è la “Fabbricazione di computer, elettronica, ottica” a registrare il numero più elevato degli infortuni con un 16,2%.
- La Deviazione ESAW più frequente risulta essere “movimenti scoordinati”, mentre il Contatto ESAW più frequente, che specifica l’azione che provoca la lesione in seguito alla deviazione, è il contatto con “sforzo fisico muscolo-scheletrico”.
- “Officina, laboratorio” risulta essere il luogo in cui gli infortuni analizzati occorrono con più frequenza (52,7%).
- “Produzione, trasformazione…” la più frequente per quanto riguarda il tipo di lavoro (27,6%)
- Mentre “camminare, salire, scendere” è l’attività fisica più ricorrente (26,6%).
NOTE
[1] Ad opera del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici e del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale.
[2] Focus sugli infortuni negli stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, INAIL , luglio 2025.
[3] Inventario nazionale degli stabilimenti contenenti sostanze pericolose, banche dati INAIL e dati tratti dal registro delle imprese.

