Cancerogeni al centro dell’attenzione

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In concomitanza con la pubblicazione da parte dell’Agenzia europea di Bilbao della Relazione finale dell’Indagine sull’esposizione dei lavoratori agli agenti cancerogeni, INAIL segnala tra le sue pubblicazioni (Catalogo generale del 18 dicembre scorso) la versione aggiornata – edizione 2024 – del volume Agenti cancerogeni e mutageni [1].

L’opuscolo, aggiornato rispetto al 2015, vuol essere uno strumento di ausilio nell’utilizzo e nella gestione degli agenti cancerogeni e/o mutageni sul luogo di lavoro. Destinato a lavoratori, datori di lavoro e RSPP, fornisce informazioni sulla gestione dei rischi connessi alla presenza di agenti chimici cancerogeni e/o mutageni in ambito lavorativo.

Va quindi evidenziato che tra gli agenti cancerogeni e mutageni esistenti (fisici, biologici e chimici), il volume è dedicato in particolare agli agenti chimici (sostanze o miscele) così come normati dal Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008.

Indagine europea sull’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni
(alcuni dati)
  • 46,6 milioni di lavoratori dell’UE sono stati esposti ad almeno un fattore di rischio per il cancro durante l’ultima settimana lavorativa prima dell’indagine. 
  • L’indagine ha coinvolto 98,5 milioni di lavoratori europei.
  • 24 i fattori di rischio tumore considerati in sei stati membri Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia.
  • In ciascun paese ha partecipato un campione casuale di lavoratori di età pari o superiore a 15 anni, sia dipendenti che autonomi, che comprendeva tutte le professioni e i settori di attività economica, nonché gli impiegati nella pubblica amministrazione.
  • I tumori professionali sono la principale causa di mortalità correlata al lavoro nell’Ue.
  • Esposizioni più comuni: quelle relative alle radiazioni ultraviolette solari, alle emissioni di scarico dei motori diesel, al benzene, alla silice cristallina respirabile e alla formaldeide.
  • “Quasi la metà dei lavoratori europei è probabilmente esposta ad agenti cancerogeni sul lavoro e milioni di persone sono esposte a livelli di rischio elevati o a esposizioni multiple. Ogni anno più di 100.000 persone nell’UE perdono la vita a causa di tumori professionali. Questi risultati rivelano lacune significative nella prevenzione e un’urgente necessità di interventi mirati e basati sull’evidenza per proteggere la salute dei lavoratori e ridurre l’incidenza dei tumori professionali in tutta Europa.” William Cockburn, direttore esecutivo dell’Eu-Osha.

Il volume dell’INAIL offre, in una prima parte, indicazioni di base rivolte a coloro che possono venire in contatto con sostanze cancerogene durante il lavoro, fornendo un quadro dei criteri di classificazione ed etichettatura di cancerogenicità e mutagenicità delle sostanze, con riferimento alla normativa vigente. Di estrema utilità, per un primo livello generale di informazione, la Tabella 1.1 che offre il Quadro riassuntivo dei principali agenti cancerogeni con riferimento agli ambienti di lavoro e alle lavorazioni interessate.

Nel capitolo dedicato al Controllo del rischio di esposizione dei lavoratori vengono descritte, con riferimento alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008), le principali misure preventive e protettive, collettive e individuali, da attuare per il controllo dell’esposizione, con un dettagliato approfondimento relativo all’ampia gamma delle diverse tipologie di Dpi utilizzabili. Infine, in questa parte introduttiva, viene affrontata la gestione delle emergenze.

Di notevole interesse pratico e di relativamente facile comprensione per il pubblico cui il materiale e indirizzato sono le 14 Schede dedicate alle principali sostanze, o

Le schede vogliono essere un ausilio per il datore di lavoro, l’Rrspp e i lavoratori, che possono reperire in esse le principali informazioni utili per la tutela della salute e individuare le misure di emergenza da porre in atto.

Struttura delle schede
  • Identificativi: dati identificativi (nome chimico/CAS/sinonimi) della sostanza/sostanze. Per i chemioterapici antiblastici sono indicati, per brevità, i soli nomi.
  • Classificazione: classificazione ed etichettatura corrispondente, in conformità al regolamento CLP. Se nota, è indicata la classificazione secondo altri Enti diversi dalla Ue.
  • Organi bersaglio: organi o apparati su cui si manifesta più frequentemente un’azione neoplastica per effetto dell’esposizione alla sostanza/sostanze.
  • Principali attività a rischio: attività durante le quali è più probabile l’esposizione alla sostanza/sostanze, siano essi presenti come materie prime, intermedi o sottoprodotti.
  • Note: se del caso, disposizioni normative a riguardo.
  • Procedure: procedure da consultare per l’uso in sicurezza, descritte nel capitolo 5.
  • DPI: DPI raccomandati in caso di esposizione alla sostanza/sostanze.

La lista delle sostanze appartenenti a una medesima famiglia, così come quella delle attività lavorative correlate, non sono da considerarsi esaustive.

Lista delle schede
  • Scheda 1 – Composti inorganici dell’arsenico
  • Scheda 2 – Composti del cromo esavalente
  • Scheda 3 – Composti del nickel
  • Scheda 4 – Composti del berillio- Composti del berillio
  • Scheda 5 – Composti del cadmio
  • Scheda 6 – Benzene
  • Scheda 7- Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)7rburi policiclici aromatici (
  • Scheda 8 – Formaldeide
  • Scheda 9 – Cloruro di vinilei vinile
  • Scheda 10 – Butadiene
  • Scheda 11- Clorometileteri
  • Scheda 12- Ossido di etilene
  • Scheda 13 – Ammine aromatiche
  • Scheda 14 – Chemioterapici antiblastici (Ca)dtilene
  • Scheda 13 – Chemioterapici antiblastici (CA)

NOTE

[1] INAIL, Consulenza tecnica per la salute e sicurezza, 2024.

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