fonte: Quirinale
immagine in evidenza: Luca Aless, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Il messaggio del Presidente per la Festa del Lavoro
In occasione del 1° maggio 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito con forza il valore del lavoro come elemento fondante della democrazia e della convivenza civile.
Nel corso della visita allo stabilimento Piaggio di Pontedera, il Capo dello Stato ha sottolineato come il lavoro rappresenti dignità, partecipazione e coesione sociale, richiamando i principi della Costituzione italiana.
Sicurezza sul lavoro: un dovere senza compromessi
Il passaggio centrale dell’intervento riguarda il tema della sicurezza.
Il Presidente ha evidenziato come gli incidenti e le morti sul lavoro continuino a rappresentare una criticità grave e diffusa, affermando che la sicurezza sul lavoro è “un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinguo”.
Richiamando i dati sugli infortuni, Mattarella ha ricordato che ogni anno si registrano oltre mille vittime tra luoghi di lavoro e infortuni in itinere, definendo questa situazione “un tributo inaccettabile”.
Un impegno condiviso tra istituzioni e imprese
Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato la necessità di un impegno collettivo per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il richiamo è rivolto a tutti gli attori del sistema:
- istituzioni pubbliche;
- imprese;
- lavoratori;
- parti sociali.
L’obiettivo è rafforzare l’efficacia delle misure di prevenzione e garantire una tutela reale e non solo formale.
Lavoro, dignità e coesione sociale
Oltre al tema della sicurezza, il messaggio del Presidente ha ribadito il ruolo centrale del lavoro nella società.
Il lavoro viene descritto come:
- fondamento della Repubblica;
- strumento di libertà e partecipazione;
- elemento essenziale per la coesione sociale;
- leva per lo sviluppo individuale e collettivo.
In questo contesto, viene richiamata anche l’importanza di contrastare precarietà, disuguaglianze e sfruttamento.
Un richiamo forte alla responsabilità
Il messaggio del 1° maggio 2026 si configura quindi come un richiamo netto alla responsabilità collettiva.
La sicurezza sul lavoro non viene presentata come un obbligo formale, ma come una priorità etica e istituzionale, che richiede continuità di intervento, attenzione costante e azioni concrete.
Il Presidente invita così a non abbassare il livello di attenzione su un tema che resta centrale per la tutela della vita e della dignità dei lavoratori.

